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Sviluppato farmaco in grado di bloccare la formazione di metastasi

Pubblicato il 21 Gen 2019 alle 6:00am

I ricercatori dell’Università di Basilea e dell’ospedale universitario della stessa città svizzera hanno sviluppato un farmaco in grado di bloccare la moltiplicazione del tumore, prevenendo così la formazione di metastasi, secondo quanto riportato dalla rivista scientifica Cell. (altro…)

Banca d’Italia dona 50mila euro al Pascale di Napoli, polo di eccellenza del Sud per la ricerca e lotta ai tumori

Pubblicato il 09 Gen 2019 alle 3:30am

La Banca d’Italia, a sorpresa, ha deciso di donare 50mila euro all’ospedale Pascale di Napoli, il più grande istituto oncologico del Sud Italia, eccellenza campana nella ricerca scientifica e lotta ai tumori.

A darne notizia, tramite lettera, al direttore scientifico del Pascale, di Napoli, Gerardo Botti, è stato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

“L’attenzione di un Ente così prestigioso non solo ci inorgoglisce, in quanto dimostra che il lavoro svolto dai nostri ricercatori è ormai riconosciuto a tutti i più alti livelli, ma ci stimola a fare sempre meglio” ha poi replicato il direttore del nasocomio campano Gerardo Botti, che assicura come i fondi verranno utilizzati per portare avanti la ricerca e quindi la lotta contro il cancro.

Nicole e Mia, 15 e 16 anni, scomparse la notte della Befana dopo una festa

Pubblicato il 08 Gen 2019 alle 7:00am

Due famiglie di Schio residenti in città sono in grande apprensione da sabato notte per la scomparsa nel nulla delle loro figlie minorenni: Nicole Canzoneri di 16 anni e Mia Giada Garzoglio di 15. Le due ragazzine nel pomeriggio di sabato 5 hanno raggiunto Malo per partecipare a una festa con amici comuni e al termine verso le 21 sono scomparse. Ieri mattina 6 gennaio hanno inviato un messaggio telefonico ai genitori dal tono “rassicurante”. «Stiamo bene, siamo da amiche. Non preoccupatevi».

Subito dopo hanno spento i cellulari e i genitori nel pomeriggio dell’altro ieri pomeriggio si sono recati al campando dei carabinieri di via Maraschin per denunciarne la scomparsa. I militari del capitano Jacopo Mattone hanno avviato le indagini attraverso i canali investigativi. Sui social sono scattati gli appelli da parte di amici per ritrovare le due giovani amiche.

Dolcificanti, nuova ricerca stabilisce che hanno effetti minimi e incerti sul peso

Pubblicato il 06 Gen 2019 alle 5:56am

Secondo una recente ricerca, svolta dalla Cochrane Foundation, degli studi pubblicati sul tema, e pubblicata dalla rivista scientifica Bmj, non ci sarebbero evidenze scientifiche evidenti che dimostrerebbero i benefici dovuti all’uso di dolcificanti al posto dello zucchero.

I ricercatori hanno infatti analizzato 56 studi precedenti condotti in Europa sui possibili benefici su peso, glicemia, salute orale, tumori e altre patologie della sostituzione degli zuccheri con alternative meno caloriche, scoprendo che “In generale – scrivono gli autori -, i risultati mostrano che per la maggior parte degli esiti che non ci sono differenze rilevanti dal punto di vista statistico o clinico tra chi è esposto ai dolcificanti, a diverse dosi, e chi non lo è”.

Negli adulti ad esempio hanno evinto i ricercatori che sono pochi gli studi che evidenziano in realtà dei miglioramenti e voi ci sono sono del resto anche piccoli nell’indice di massa corporea e nella glicemia. Un moderato apporto di dolcificanti, aggiungono gli autori, è associato a un aumento di peso leggermente minore rispetto a chi ne ha fatto un uso prolungato, ma alla fine è di circa 100 grammi. Nei bambini invece non è stato osservato nessun benefico sull’indice di massa corporea.

Capelli rossi, sono colorati da 8 geni lo dice la ricerca

Pubblicato il 15 Dic 2018 alle 6:04am

Almeno 8 i geni che “accendono” il colore dei capelli in rosso, oltre all’unico finora noto e creduto l’unico responsabile di una capigliatura fiammeggiante. A scoprirlo uno studio genetico che ha permesso di individuare anche ben altre 200 mutazioni genetiche all’origine di tutte le gradazioni di colore, dal moro al biondo. La ricerca in questione, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications, è stata condotta dalle Università di Oxford ed Edimburgo e si basa sul Dna di 350.000 persone conservato nella Biobanca del Regno Unito.

Tutte le persone con capelli rossi possiedono due copie della versione “rossa” del gene MC1R, tuttavia non tutti quelli che presentano questa doppietta di colore hanno capelli rossi: mistero rimasto irrisolto fino ad oggi, grazie ai ricercatori guidati dagli scienziati Michael Morgan di Oxford e Erola Pairo-Castineira di Edimburgo. I “colpevoli” sono otto geni prima sconosciuti, alcuni dei quali controllano anche MC1R attivandolo o disattivandolo.

Oltre ai geni dei capelli rossi, gli autori dello studio hanno rivelato anche 200 varianti genetiche per capelli mori e biondi le cui gradazioni di colore vanno dal nero al castano scuro, fino ad arrivare al castano chiaro e al biondo, scoprendo che dipendono direttamente dall’aumento di mutazioni in questi 200 geni, alcuni dei quali coinvolti anche in altre caratteristiche del capello, come ad esempio la sua struttura riccia o liscia.

“Abbiamo potuto sfruttare il potere della Biobanca del Regno Unito”, dice Ian Jackson dell’Università di Edimburgo, uno dei ricercatori, “un gigantesco studio genetico che ha coinvolto mezzo milione di inglesi – aggiunge – e che ci ha permesso di fare luce su ciò che ci rende tutti diversi e unici”.

Alcol, isolato il gene che può predisporre alla dipendenza

Pubblicato il 02 Dic 2018 alle 7:07am

E’ stato identificato un gene chiave in grado di predisporre la dipendenza dall’alcol. Si tratta di un gene chiamato “ADH1B”, che regola la velocità di assorbimento dell’alcol da parte dell’organismo umano. Negli alcolisti è presente una versione del gene che di fatto facilita il consumo di grandi quantità di alcolici. (altro…)

Tumore al seno: antibiotico utilizzato contro l’acne efficace nella cura di questa neoplasia

Pubblicato il 23 Nov 2018 alle 10:20am

Buone notizie dal campo scientifico della lotta al tumore al seno. La doxiciclina, antibiotico della classe delle tetracicline e comunemente impiegato nel trattamento dell’acne, come quanto pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Oncology, potrebbe essere presto impiegato nel trattamento del trattamento del tumore al seno.

A renderlo noto è l’Azienda ospedaliero universitaria pisana che ha collaborato a uno studio italo-britannico con l’Ateneo di Pisa e la University of Salford di Manchester, in collaborazione con Fondazione Pisana per la scienza. “Gli antibiotici – spiega una nota dell’Aoup – oltre a uccidere i batteri, hanno un effetto distruttivo anche sui mitocondri, le ‘centrali elettriche’ delle cellule, di cui sono molto ricche le cellule staminali neoplastiche, responsabili dell’origine del tumore e delle recidive locali, della resistenza alle terapie e delle temute metastasi a distanza”.

La ricerca clinica condotta su 15 donne affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e ha evidenziato, dopo solo 14 giorni di trattamento antibiotico, ha evidenziato una riduzione significativa (in media di circa il 40%) del numero delle cellule staminali neoplastiche. I ricercatori studiavano da tempo questo effetto in modelli tumorali ‘in vitro’ riconoscendo come l’antibiotico doxiciclina fosse capace di eradicare le cellule staminali neoplastiche in otto diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma della mammella.

La doxiciclina è stata somministrata in 9 pazienti (braccio sperimentale), mentre ulteriori 6 pazienti sono state inserite come braccio di controllo: le prime hanno assunto l’antibiotico per i 14 giorni antecedenti l’intervento chirurgico, a una dose giornaliera standard di 200 mg, mentre le altre sono state sottoposte direttamente a terapia chirurgica. I tumori delle pazienti sperimentali, spiega l’Aoup, “dimostravano una diminuzione significativa nel marcatore di staminalità, compresa tra il 17.65 e il 66,67% e dati simili sono stati osservati anche con un secondo biomarcatore di staminalità: i risultati suggeriscono che se è possibile inibire il metabolismo mitocondriale, è dunque possibile eradicare le cellule staminali neoplastiche e l’arruolamento di nuovi pazienti potrà permettere di confermare nei prossimi mesi questi primi risultati molto promettenti”.

Milano: pronto l’oncochip universale che smaschererà più tipi di tumore. Si inizierà con quelli dell’ovaio, mammella e colon

Pubblicato il 01 Nov 2018 alle 7:03am

Sarà presto sperimentato su 4.000 pazienti in oltre 30 centri italiani, il nuovo oncochip ‘universale’ sviluppato per smascherare più tipi di tumore analizzando più di 500 geni in un colpo solo. Utile per individuare le terapie più efficaci per ogni singolo paziente e per scoprire tra i suoi familiari quelli più a rischio, è stato messo a punto dai ricercatori di Alleanza contro il cancro (Acc), la più grande rete di ricerca oncologica italiana, riunita all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano per il suo terzo meeting annuale dedicato alle ‘Nuove tecnologie e strategie per combattere il cancro’.

Il convegno ha riunito per più giorni oltre 400 tra ricercatori e clinici, con la partecipazione di 23 relatori di fama internazionale. Un’importante occasione di confronto e dibattito anche con le istituzioni, grazie alla presenza del direttore della ricerca e dell’innovazione del ministero della Salute, Giovanni Leonardi, e del sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi.

“L’oncochip universale, sviluppato dai nostri esperti di genomica nell’ambito del progetto Acc Genomics, rappresenta l’evoluzione dell’oncochip per il sequenziamento del tumore del polmone che da febbraio stiamo sperimentando su mille pazienti in tutta Italia”, ha dichiarato il presidente di Acc, Ruggero de Maria.

“Nel 2019 inizieremo a testare l’oncochip universale sui tumori di ovaio, mammella e colon, ovvero quelli con la più alta familiarità. Lo faremo su 4.000 pazienti che saranno arruolati in 20 dei nostri Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e in una decina di ospedali”.

Ricercatrice salentina scopre trattamento contro il melanoma maligno

Pubblicato il 31 Ott 2018 alle 9:37am

Arriva da una salentina un’importante scoperta nel trattamento del melanoma maligno. Alla base della ricerca c’è una nuova molecola, la Sammson. (altro…)

Tumori, trovato il codice di autodistruzione delle cellule: la chiave di svolta per le nuove cure

Pubblicato il 30 Ott 2018 alle 10:23am

Trovato di recente il codice di autodistruzione delle cellule: in futuro potrebbe diventare la chiave per cure anticancro, mirate al punto da “spingere al suicidio” soltanto le cellule tumorali. La scoperta arriva dall’americana Northwestern University. E funziona proprio come la stringa di informazione di un software, il codice è racchiuso nelle istruzioni di ogni cellula dell’organismo e diventa attivo quando le cellule si trasformano a causa di un tumore. (altro…)