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Coronavirus, il Remdesivir accorcia i tempi di guarigione

Pubblicato il 26 Mag 2020 alle 6:38am

Secondo un rapporto pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, il farmaco antivirale sperimentale Remdesivir funziona, davvero. Stando allo studio, infatti, sarebbe in grado di accorciare i tempi di guarigione. (altro…)

IL VOLO con Dolce&Gabbana e Humanitas: da ieri online il video per #DGFATTOINCASA Per La Ricerca

Pubblicato il 13 Mag 2020 alle 6:15am

Il Volo è al centro della campagna digitale di Dolce&Gabbana #DGFATTOINCASA, dedicata all’eccellenza del Made in Italy, e alla riscoperta del valore dello stare in casa, ma con un fine ben preciso… raccogliere fondi per supportare la Fondazione Humanitas Per La Ricerca scientifica.

Da ieri, martedì 12 maggio, è disponibile sulla pagina IG @dolcegabbana il contributo de Il Volo, realizzato rigorosamente nelle case dei tre cantanti, un mini live emozionante che esprime vicinanza e solidarietà in un momento particolare come quello che stiamo vivendo e in cui dobbiamo fare i conti anche con la distanza gli uni dagli altri.

“Siamo felici di mettere le nostre voci a servizio di un progetto così in sintonia con i tempi che stiamo vivendo: #DGFattoInCasa di Dolce&Gabbana sottolinea l’importanza di tutti i lavori e in particolare quello di tutti i medici e dei ricercatori che si stanno impegnando per aiutarci ad uscire da questa emergenza sanitaria. Abbiamo scelto di cantare tre canzoni che rappresentano noi, il nostro amato Paese e la bellezza che sa diffondere in tutto il mondo: Grande amore, Nessun dorma e ‘O Sole Mio. Speriamo attraverso la musica di portare un po’ di gioia nelle case dei nostri fan, che sono in tutto il mondo e che non vediamo l’ora di riabbracciare, ricordando loro sia l’importanza di comportarsi in modo coscienzioso, sia di sostenere la ricerca del prof. Mantovani” affermano Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto.

La campagna social, iniziata il 6 maggio scorso, è volta a sostenere il progetto già esistente AMORE PER LA RICERCA SCIENTIFICA con Humanitas University, al fine di supportare la ricerca e lo studio coordinato dal Prof. Mantovani, mirato a trovare una soluzione per debellare il COVID-19. Il progetto è sostenuto anche da INTESA Sanpaolo grazie a Forfunding.it.

Donazioni: https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/id/3460?utm_campaign=dolcegabbana_humanitas_dgfattoincasa&utm_medium=social-organic&utm_source=instagram-bio

Cardiocenter dell’ospedale Niguarda salva 51enne in piena emergenza sanitaria

Pubblicato il 19 Apr 2020 alle 6:13am

Al Cardiocenter del Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis, in piena emergenza sanitaria da Covid -19, è stato riconosciuto da Newsweek, uno dei 50 ospedali migliori al mondo. Leader nei trapianti di cuore, ha appena trapiantato con successo un uomo di 51 anni, arrivato in condizioni gravissime al Niguarda da un altro ospedale. Il cuore del donatore proveniva dal Piemonte. Il paziente era in imminente pericolo di vita e il trapianto è avvenuto con circolo sostenuto da supporto meccanico: «Si è trattato di un caso complesso, come purtroppo ne trattiamo molti – spiega Claudio Russo, direttore di Cardiochirurgia – e abbiamo dovuto “combattere” per oltre quindici giorni insieme a lui, in rianimazione».

L’emergenza Covid 19 ha complicato il caso complesso e probabilmente renderà impossibile tenere la media di interventi al cuore che si effettuano in questa unità, giunti ormai a 850 all’anno (1° centro in Italia con 34 trapianti di cuore nel 2019): «Ovviamente, l’emergenza ha rallentato la nostra attività – spiega Russo -, ma continuiamo a essere operativi per le emergenze e i casi complessi, come questo». Perciò, la fondazione De Gasperis si batte per sostenere quest’eccellenza italiana e ha appena avviato una raccolta fondi (https://www.degasperis.it/raccolta-fondi-covid-19-niguarda.html). Come commenta il presidente della fondazione, Benito Benedini, «il sistema cardiovascolare è direttamente interessato dall’infezione. Il virus non ci ferma». Si può dire #vatuttobene

Vaccino Coronavirus, primi dati positivi dai test

Pubblicato il 12 Apr 2020 alle 7:30am

Positivi e incoraggianti i primi risultati dei test preclinici dei cinque vaccini che sono candidati contro il coronavirus. I cui studi, sono condotti in Italia dall’azienda Takis e inducono una forte produzione di anticorpi.

Lo ha detto all’ANSA l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio. “Dopo il primo esperimento e con una singola somministrazione abbiamo riscontrato un forte titolo anticorpale. I primi risultati nei modelli preclinici – ha aggiunto -dimostrano la forte immonogenicità dei cinque candidati vaccini”.

Tutti e cinque i candidati vaccini sono stati progettati per contrastare la principale arma che il virus utilizza per invadere le cellule, la proteina Spike. Si basano su frammenti del materiale genetico del coronavirus.

Coronavirus, vaccino italiano sarà sperimentato in Gb

Pubblicato il 30 Mar 2020 alle 6:10am

Prosegue senza sosta in ogni parte del mondo la ricerca di trovare al più presto un vaccino che possa fermare il coronavirus. Come mostrato a “Quarto Grado” nel corso della puntata in onda venerdì 27 marzo, nei laboratori di Pomezia alcuni ricercatori ne hanno trovato uno che verrà, però, sperimentato nel Regno Unito.

“Dieci giorni fa siamo andati in produzione”, dichiara il presidente della società di ricerca farmaceutica Irbm, Piero Di Lorenzo, spiegando che il vaccino da noi creato è nato dalla creazione di altri due.

Ma se in Italia siamo ancora in una fase preliminare, in Cina si sta già testando un vaccino su 108 pazienti volontari in un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. E non ci spieghiamo pertanto, perché il nostro debba essere sperimentato altrove.

Coronavirus, studio GB, 1,9 milioni di morti nel mondo

Pubblicato il 29 Mar 2020 alle 7:38am

I ricercatori dell’Imperial College di Londra, autori di uno studio condotto ad hoc, hanno stimato che sono 279.000, le persone che moriranno nella regione dell’Europa e dell’Asia centrale, inclusa la Russia, nei prossimi 250 giorni.

A livello globale, sono circa 1,9 milioni le persone che probabilmente moriranno quest’anno dopo un’infezione da Covid-19, e questo anche se tutti i Paesi adottassero misure di allontanamento sociale, il bilancio delle vittime a livello globale potrebbe superare i 10 milioni. Se i governi non avessero intrapreso alcuna azione, invece, questo dato avrebbe potuto raggiungere quota 40 milioni, con un massimo di 7 miliardi di persone infettate dal virus, secondo quanto stimato dai ricercatori.

“Stimiamo che il mondo debba affrontare un’emergenza sanitaria violenta e senza precedenti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”, ha affermato Patrick Walker, uno degli autori dello studio.

“I nostri risultati suggeriscono che tutti i paesi si trovano ad affrontare una scelta tra misure intensive e costose per contrastare la trasmissione o rischiare che i sistemi sanitari vengano rapidamente sopraffatti”, ha detto ancora Walker. “Tuttavia, i nostri risultati evidenziano che un’azione rapida, decisa e collettiva adesso salverà milioni di vite il prossimo anno”.

Quando comincia la pubertà nelle varie zone del mondo?

Pubblicato il 15 Mar 2020 alle 6:14am

Secondo un team di scienziati, la pubertà comincia tendenzialmente inizia tra gli 8 e i 13 anni nelle ragazze e tra i 9 e i 14 tra i ragazzi. (altro…)

Napoli, Coronavirus: il farmaco per la cura funziona, la Roche lo donerà a tutti gli ospedali che ne faranno richiesta

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 5:20pm

L’impiego del farmaco anti-artrite reumatoide funziona contro il coronavirus. Una speranza concreta arriva da Napoli. Infatti, il Tocilizumab, dicono i medici che lo hanno testato sui pazienti, offre risultati molto incoraggianti in appena 24/48H anche in condizioni critiche. E per questo motivo la Roche che lo produce, ha pensato di regalarlo a tutti gli ospedali italiani che ne faranno richieste.

I primi risultati, arrivano dalla collaborazione tra Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” e l’Ospedale dei Colli direttamente con la Cina.

“L’Azienda ha dato la propria disponibilità ad AIFA per avviare uno studio clinico sull’efficacia e sicurezza di tocilizumab anche in questi pazienti affetti da Covid-19. Se vogliamo lasciare un’impronta, come Azienda e come persone, dobbiamo pensare in maniera diversa e mettere a disposizione del Paese le nostre competenze e le nostre risorse”, sottolinea il Presidente e Amministratore delegato di Roche Farma Maurizio de Cicco.

“Ottimi risultati in pochi giorni” “Abbiamo ripreso e portato avanti uno studio cominciato in Cina. Si tratta di un farmaco che viene utilizzato per la cura del’artrite reumatoide – spiega Vincenzo Montesarchio, direttore dell’Uoc di Oncologia del Monaldi in un’intervista rilasciata a NapoliToday- e che va a incidere sulla polmonite, la conseguenza più grave dell’infezione da Coronavirus. Siamo molto fiducosi – prosegue Montesarchio – ma dovremo attendere tutto il decorso del primo paziente test e poi monitorare anche gli altri su cui è stata provata la cura. E’ anche gratuito – specifica il direttore dell’Oncologia del Monaldi – stiamo fornendo anche ad altri ospedali tutte le spiegazioni del caso. Chiunque voglia usarlo è già nella possibilità di farlo”.

“Va testato su molte persone” “Abbiamo parlato ieri con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per avviare un protocollo su tutto il territorio nazionale, che possa valutare l’efficacia del farmaco testato a Napoli per la cura di effetti infiammatori gravi causati da Covid-19”, spiega Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute ad Agorà su Raitre. “Per poter dire con certezza se sia realmente efficace va testato su molte persone e in modo serio, non soltanto su due come fatto da colleghi ci Napoli, che però hanno avviato un discorso importante. Come tempi per risultati stiamo parlando di settimane se non mesi”, ha concluso Ricciardi.

Coronavirus: ricercatori della Corea del Sud scoperto anticorpi che lo neutralizzano

Pubblicato il 06 Mar 2020 alle 7:23pm

Un team di ricercatori Korea Chemical Technology Research Institute, della Corea del Sud è riuscito ad individuare gli anticorpi che sarebbero in grado di neutralizzare il virus Sars-Cov-2.

La Corea del Sud è uno dei paesi più colpiti dall’epidemia di Coronavirus, con oltre 6.000 casi e 42 morti, al momento.

Nel suo studio, pubblicato su bioRxiv, il team d scienziati parla del coronavirus 2019 (COVID-19), concentrandosi su specifici anticorpi in grado di fermare il diffondersi del virus.

“L’anticorpo neutralizzante, che si lega al capside virale in modo da inibire l’ingresso cellulare del virus e il rivestimento del genoma, è la difesa specifica contro gli invasori virali”

Gli scienziati, sono andati lla ricerca di anticorpi in grado di “combattere” e neutralizzare l’attività del virus nella cellula. Ed effettivamente il risultato è stato a tutti gli effetti positivo: gli anticorpi sono stati rilevati sulla base di studi anticorpali sul virus SARS (sindrome respiratoria acuta grave) e MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e, secondo gli esperti, potrebbero essere utilizzati in futuro dagli operatori sanitari per curare il Coronavirus.

I ricercatori hanno rilevato somiglianze tra i virus SARS e COVID-19 attraverso l’analisi del genoma di quest’ultimo.

La scoperta di anticorpi che neutralizzano l’nCoV è un buon segnale, dicono i ricercatori, perché apre la strada alla formulazione di vaccini e farmaci per prevenire e curare il virus che sta terrorizzando il mondo intero.

Si tratta di due anticorpi neutralizzanti la SARS e un anticorpo neutralizzante la MERS che possono combinarsi con la proteina Spike del COVID-19. La Spike è una proteina utilizzata dal Coronavirus per infiltrarsi nelle cellule.

Come hanno spiegato, se ai pazienti vengono iniettati antigeni attraverso vaccini che usano anticorpi che neutralizzano la SARS e la MERS, il corpo umano, grazie alla risposta immunitaria, può formare anticorpi e neutralizzare i patogeni.

Kim Bum Tae, a capo dello studio sulla sintesi CEVI, così chiamata, ha dichiarato: “Metteremo in campo tutte le nostre capacità di ricerca sul modo di affrontare il Covid-19“.

Inoltre, il team ha ottenuto l’RNA del nCoV coltivando virus da persone infette in Corea e realizzando che il Covid-19 in Corea sarebbe più facile da rilevare rispetto ad altri paesi.

Reni, un aiuto dall’attività fisica

Pubblicato il 28 Feb 2020 alle 6:06am

Fare attività fisica regolare aiuta a tenere lontane malattie croniche renali. A dirlo uno studio condotto dall’Università cinese di Hong Kong. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica British Journal of Sports Medicine. L’attività fisica quindi proteggerebbe i reni da possibili malattie.

Studi precedenti avevano dimostrato che l’esercizio fisico può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ma non era ancora chiaro se potesse anche aiutare a prevenire problemi renali.

I ricercatori dell’ateneo hongkonghese hanno dimostrato che chi ha una vita attiva abbassa il rischio di sviluppare patologie ai reni del 9% rispetto a chi invece conduce una vita sedentaria.

Il team di ricerca cinese ha messo sotto osservazione quasi 200.000 adulti per un periodo di tempo di 18 anni. Tra questi, 11.000 persone hanno sviluppato una malattia renale cronica. Il gruppo di lavoro ha scoperto che le persone con bassi livelli di attività fisica, o che camminavano 15 minuti al giorno, avevano il 7% di probabilità in meno rispetto a quelle sedentarie di sviluppare disfunzione renale.