staminali

Olfatto, può essere riparato con cellule staminali coltivate in provetta

Pubblicato il 30 Mar 2019 alle 12:24pm

Sono state coltivate per la prima volta in provetta delle cellule staminali capaci di rigenerare l’epitelio olfattivo del naso: l’esperimento, condotto per ora con cellule di topo, è un’importante prova di principio che apre la strada a nuove terapie di medicina rigenerativa per ripristinare il senso dell’olfatto alterato – o perfino cancellato – da invecchiamento, fumo, lesioni ed effetti collaterali di farmaci. A indicarlo è uno studio condotto dai ricercatori della Tufts University nel Massachusetts pubblicato sulla rivista scientifica Stem Cell Reports.

L’epitelio olfattivo del naso contiene due tipi di staminali: le cellule basali globose (Gbc) e le cellule basali orizzontali (Hbc). Le prime, che producono nuove cellule per rimpiazzare quelle perse durante il normale turnover, possono già essere coltivate in provetta, mentre le seconde, che restano dormienti fino a quando l’epitelio olfattivo non viene danneggiato, sono sempre state molto difficili da crescere ed espandere in laboratorio. Per questo motivo, per superare questo ostacolo, i ricercatori statunitensi hanno preso in prestito alcune tecniche di coltivazione già usate per le staminali del sistema respiratorio e una volta stabilito che potevamo crescere le Hbc in laboratorio, ottenendo gli stessi marcatori molecolari presenti nelle cellule in vivo, i ricercatori hanno provato a vedere se potevano rigenerare il tessuto danneggiato come le Hbc presenti in vivo, e così è stato. A raccontarlo è James Schwob, docente di biologia dello sviluppo alla Tufts University.

Artrosi del ginocchio, cellule staminali e biomateriali per rigenerare la cartilagine grazie ad un semplice gel

Pubblicato il 17 Feb 2019 alle 10:46am

Buone notizie per le persone con problemi di artrosi. E’ stato sviluppato dall’Istituto Rizzoli di Bologna un nuovo trattamento in grado di combinare i nuovi biomateriali con cellule staminali a sedute di ultrasuoni, con lo scopo di rigenerare la cartilagine dell’articolazione e ridurre il dolore, posticipando così l’intervento protesico nei pazienti che soffrono di artrosi. Si tratta in effetti di un semplice gel.

L’artrosi è una malattia degenerativa che colpisce le articolazioni e solo in Italia. A soffrirne circa 4 milioni di persone. Le terapie al momento disponibili sono solo in grado di gestire i sintomi e il dolore. L’obiettivo degli specialisti, reumatologi e ricercatori dell’Istituto bolognese è ora quello di individuare un trattamento che rigeneri la cartilagine. Una volta terminati i test in laboratorio, gli esperti provvederanno a sottoporre i pazienti alla nuova cura. La dottoressa Gina Lisignoli, coordinatrice dello studio, spiega nello specifico come funziona la terapia: “La nostra intenzione è creare un gel con biomateriali innovativi e cellule staminali da tessuto adiposo, collocarlo nella zona affetta da osteoartrite e sfruttarne le proprietà per guidare la rigenerazione della cartilagine”.

Per lo sviluppo della nuova cura, l’Istituto Rizzoli collabora con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, capofila del progetto europeo ‘Admaiora’, al quale partecipano anche altri sei centri di ricerca continentali.

Al Rizzoli le valutazioni in vitro delle cellule nei nuovi biomateriali verranno svolte da Lisignoli del Laboratorio di immunoreumatologia e rigenerazione tissutale, i prototipi sviluppati verranno studiati da Milena Fini che guida il Laboratorio di studi preclinici e chirurgici e il Laboratorio di biomeccanica e innovazione tecnologica, mentre la valutazione delle possibili applicazioni sui pazienti sarà affidata ad Alessandro Russo della Clinica ortopedica e traumatologica 2, al suo direttore Stefano Zaffagnini, e al responsabile della Medicina e Reumatologia del Rizzoli Riccardo Meliconi.

Trovate staminali umane di ossa e cartilagine utili per cure contro malattie degenerative come artrosi e osteoporosi

Pubblicato il 23 Set 2018 alle 6:03am

La ricerca scientifica è riuscita a scovare le staminali umane che producono ossa e cartilagine. I ricercatori della Scuola di Medicina della Stanford University sono infatti riusciti a isolare le cellule, precedentemente osservate solo nei topi, dalle ossa di esseri umani adulti e ad ottenerle anche da staminali pluripotenti indotte. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, apre la strada a nuovi trattamenti che mirano a rigenerare ossa e cartilagine in malattie legate all’età, come l’osteoporosi e l’artrite, o in lesioni come le fratture.

I ricercatori con a capo Charles Chan, hanno scoperto i processi di regolazione che restavano finora del tutto sconosciuti.

A differenza di alcuni vertebrati, che possono rigenerare intere porzioni dei propri arti, in topi ed esseri umani il tessuto scheletrico ha un potenziale più limitato: riesce a riparare solo danni piccoli o moderati e il tessuto cartilagineo negli adulti ha una capacità rigenerativa quasi nulla.

“Spero che entro i prossimi dieci anni o giù di lì questa nuova fonte di cellule possa davvero cambiare le carte in tavola nella medicina rigenerativa”, commenta Michael Longaker, uno degli autori dello studio. “Se potessimo usare cellule staminali per terapie relativamente non invasive – ha aggiunto – sarebbe un sogno che si avvera”.

Creato il primo muscolo in provetta

Pubblicato il 14 Gen 2018 alle 8:27am

E’ la prima volta che è stato coltivato in vitro un abbozzo di muscolo scheletrico partendo dalle cellule della pelle riprogrammate. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

Un traguardo molto importante per la scienza, e non solo, grazie alle staminali pluripotenti indotte da cellule ancora ‘bambine’ alla loro estrema versatilità, gli scienziati hanno scoperto che sono riuscite a dare origine a diversi tipi di tessuti.

Un ‘muscolo in provetta’ che potrebbe essere usato come modello per lo studio di malattie come la distrofia muscolare di Duchenne.

I ricercatori della Duke University, coordinati da Nenad Bursac, sono partiti da cellule adulte della pelle riportando indietro le lancette degli orologi, e decidendo di riprogrammarle facendole tornare staminali.

Successivamente, le hanno poi coltivate dando loro le istruzioni per trasformarsi in fibre muscolari.

Osteoartrite, si potrà curare con una penna-stampante 3D a base di staminali

Pubblicato il 02 Giu 2017 alle 9:15am

E’ in arrivo, a breve, una nuova tecnologia in grado di prevenire l’insorgenza dell’osteoartrite.

I chirurghi australiani, hanno scoperto che cellule staminali sono in grado di riparare i danni alle ossa, dei tendini e del tessuto negli organi. (altro…)

Staminali efficaci nella ripresa post-infarto

Pubblicato il 11 Dic 2013 alle 11:17am

Secondo una nuova ricerca italiana, condotta dall’Università Cattolica di Roma, in collaborazione con la Harvard Medical School di Boston e con il Brigham and Women’s Hospital, si è scoperto che la guarigione di un paziente dipende dal buon funzionamento delle cellule staminali che sono presenti nel cuore chiamate, appunto ripara cuore. (altro…)

Metastasi: scoperto l’aminoacido L-Prolina, capace di alterare il comportamento delle staminali

Pubblicato il 22 Ott 2013 alle 6:00am

Un gruppo di ricercatori dell’Igb-Cnr, ha scoperto un aminoacido, chiamato L-Prolina, capace di alterare il comportamento delle cellule staminali, permettendo loro di invadere i tessuti e di originare le metastasi. (altro…)

Sperimentazione metodo Stamina, il ministro Lorenzin nomina comitato scientifico

Pubblicato il 01 Lug 2013 alle 10:45am

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato un decreto che nomina i membri del Comitato scientifico, allo scopo di seguire la sperimentazione del metodo Stamina.

Si va da Fabrizio Oleari, numero uno dell’Istituto superiore di sanità, a Luca Pani, direttore dell’Aifa, sino ad arrivare ad Alessandro Nanni Costa del Centro nazionale trapianti.

Insieme a loro, ci saranno altri dieci esperti di cellule staminali che dovranno decidere come avverrà la sperimentazione, indicando quali saranno le strutture in cui verranno lavorate le cellule staminali mesenchimali utilizzate poi dal metodo Stamina e quali i pazienti che si sottoporranno alla sperimentazione, che durerà un anno e mezzo.

Terminato tale periodo, toccherà dunque ad un team di esperti internazionali, nominato dalla stessa commissione, che dovrà giudicare i risultati ottenuti. Per dare po il via alla sperimentazione si attende che Davide Vannoni fornisca i dettagli del suo metodo, quello che negli Spedali Riuniti di Brescia ha riacceso le speranze di tante famiglie.

Cura con staminali: progressi per la piccola Sofia che riesce a muovere braccia e piedi

Pubblicato il 09 Mag 2013 alle 10:17am

La piccola Sofia muove le braccia e i piedini che i genitori esortano con tanta dolcezza.

Sofia appare nel video postato dal papà e dalla mamma Caterina Ceccuti, sulla pagina facebook, nel quale si vedono i progressi fatti. La bambina, ricordiamo, è affetta da una grave malattia degenerativa, simbolo della battaglia per l’accesso regolato alle cure compassionevoli, dopo 40 giorni dall’infusione di staminali.

Abbiamo pensato che un video fosse più eloquente di mille parole – scrive la mamma della bambina – per convincere a non cedere alla paura e andare avanti a testa alta come ci suggerisce Sofia, che sfrutta tutte le sue risorse per mostrarci che vuole farcela e che ha tanta voglia di vivere e di combattere il mostro della Leucodistrofia Metacromatica!“.

Staminali: 13 big mondiali, in Italia regole sotto attacco, la Ue deve intervenire

Pubblicato il 06 Mag 2013 alle 9:59am

L’Italia è al centro di una dura polemica a causa del decreto legge sulle staminali: “un attacco alle regole” base della ricerca medica, un precedente “unico nel mondo occidentale” che rischia di varcare “il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre“. (altro…)