tiroide

Tumore alla tiroide, nuove tecniche per la cura e evitare interventi chirurgici

Pubblicato il 29 Giu 2019 alle 8:21am

“L’Italia è leader nella cura al cancro alla tiroide”. A dirlo Rocco Bellantone, direttore del Centro di chirurgia endocrina e metabolica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, in occasione del recente World Congress on Thyroid Cancer 3.5, meeting internazionale appena concluso nella Capitale. (altro…)

Selenio, un alleato per la tiroide

Pubblicato il 24 Giu 2019 alle 6:30am

Il selenio è un minerale molto importante per l’efficienza della ghiandola tiroide.

In assenza di un adeguato apporto di selenio, quest’ultima non sarebbe in grado di sintetizzare bene gli ormoni T3 e T4.

Secondo gli esperti di Humanitas, il fabbisogno di selenio per una persona di età superiore ai 14 anni è pari a circa 55 microgrammi al giorno.

Tale dosaggio sale poi a 60/70 nel caso delle donne in gravidanza. Nei nove mesi di gravidanza, la funzionalità della tiroide della futura madre è basilare, in quanto quella del feto non risulta ancora sviluppata.

Ma cosa succede in caso di carenza di selenio?

Ebbene, il rischio principale è che possa aversi seri problemi a carico dello scheletro, ma anche alterazioni relative alla pigmentazione cutanea.

In alcune circostanze cliniche, infatti, la carenza di selenio è associata anche a problemi di fertilità maschile e a criticità relative alla produzione di globuli rossi.

Per mantenere costante l’apporto di questo importante minerale è vitale importanza una giusta e corretta alimentazione. Tra i cibi consigliati da assumere ci sono innanzitutto cereali integrali: riso integrale, caratterizzato da una presenza di 15 milligrammi di selenio per ogni etto di prodotto, ma molto ricco di selenio anche il kamut, per non parlare delle noci brasiliane. Queste ultime, contengono infatti 19 milligrammi di selenio all’etto.

Da non dimenticare è l’orzo, alleato della salute anche in virtù della presenza di vitamine del gruppo B, e poi diverse fonti proteiche, come per esempio i frutti di mare, le ostriche e il tonno.

E ancora, il tacchino, per chi deve anche dimagrire, il manzo nutrito con erba, le uova, il salmone selvatico, gli spinaci e i semi di girasole.

La supplementazione di selenio viene spesso consigliata dagli specialisti, a chi soffre di tiroidite di Hashimoto (eventuali integratori vanno assunti solo su consiglio medico).

Tiroide, la settimana di prevenzione mondiale, con controlli gratuiti dal 20 al 26 maggio

Pubblicato il 07 Mag 2019 alle 7:48am

Amare la propria tiroide significa prevenire e diagnosticare precocemente le malattie della tiroide che si possono curare facilmente ripristinando il benessere della persona.

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento mondiale con la Settimana dedicata appunto alla Tiroide. Con visite mediche specialistiche gratuite in diverse strutture ospedaliere nazionali e studi medici privati.

Per saperne di più visita il sito web www.settimanadellatiroide.it

L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva ad interessare il 10% nelle donne sopra i 60 anni.

La causa principale è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto) ed ha una forte predisposizione genetica. L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. Quello di tipo autoimmune (morbo di Basedow) che colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolar modo con uno studio della funzione tiroidea in: – donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni amnesiche: parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

– soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

Inoltre, l’ipotiroidismo va ricercato in quelle persone che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi più attenuati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.

Come diagnosticare le patologie tiroidee ?

L’esame più frequentemente utilizzato nella diagnosi delle malattie tiroidee è l’ecografia. Lo screening ecografico universale non è tuttavia consigliato poiché, rilevando anche noduli clinicamente non significativi, può destare inutili preoccupazioni e non è giustificato a causa della bassa percentuale di tumori maligni nell’ambito della patologia nodulare (meno del 5% di tutti i noduli tiroidei). Un dosaggio dell’ormone TSH permette invece di sospettare un’alterazione della funzione tiroidea (ipotiroidismo e ipertiroidismo) da confermare con indagini più approfondite e specialistiche. L’ipotiroidismo si corregge facilmente attraverso l’assunzione di ormone tiroideo (levotiroxina) con l’obiettivo sia di normalizzare i valori ormonali che di correggere i suoi sintomi con ripristino del pieno benessere.

L’ipertiroidismo si cura con farmaci che bloccano la produzione ormonale e, nei casi in cui è richiesto il trattamento definitivo, mediante terapia radiometabolica con radioiodio o intervento chirurgico di tiroidectomia. Il gozzo nodulare è quasi sempre di natura benigna ed dall’intervento richiede solo dei regolari controlli specialistici da fare nel tempo.

I noduli maligni della tiroide possono essere curati grazie alla tiroidectomia associata in casi selezionati alla terapia radiometabolica con radioiodio.

Tiroide, i consigli dell’esperto per mantenerla in salute

Pubblicato il 18 Feb 2019 alle 8:45am

In Italia sono 6 milioni le persone affette da disturbi tiroidei. Disturbi che colpiscono in prevalenza le donne: ben il 10% della popolazione è di sesso femminile e con probabilità di essere affetta da tale patologia, soprattutto dopo aver avuto una gravidanza.

Ecco allora che per prevenirli, spiega Claudio Casella, Professore Associato di Chirurgia e Docente di Endocrino-Chirurgia all’Università degli Studi di Brescia che – lo scorso 11 febbraio – alla Residenza Vittoria di Brescia di Korian Italia, gruppo europeo leader nei servizi per le persone anziane, ha tenuto un incontro a tema, è bene seguire i cinque basilari accorgimenti:

– Fumo e alcolici. Il fumo non incide solamente sulla salute del cuore, ma anche sul sistema endocrino e la tiroide: ecco allora che fumare espone ad un rischio maggiore di sviluppare l’ipertiroidismo. L’abuso di alcol, invece, a lungo andare può aumentare le probabilità di sviluppare un tumore maligno di questa importante ghiandola endrocrina.

– L’attività fisica. I benefici dello sport sono davvero tanti, sul sistema endocrino, in quanto, stimolano il corretto funzionamento della tiroide. Tuttavia, chi soffre di ipotiroidismo deve evitare gli allenamenti troppo prolungati ed intensi preferendo invece esercizi a corpo libero, che aiutano a costruire la massa muscolare aumentando anche la resistenza allo sforzo.

– La dieta. Per una tiroide in buona salute è anche importante una corretta alimentazione. Gli alimenti da preferire a tavola sono quelli ricchi di iodio: pesce, crostacei, alghe come il fucus, cereali senza glutine (riso, miglio, quinoa), tuberi (patate, ravanelli, barbabietole), uova, carne, affettati senza nitrati, nitriti e lattosio, verdura (lattuga, spinaci, finocchi, asparagi), frutta (banane, kiwi, pere, albicocche) e – per condire – sale iodato. Fondamentale anche l’assunzione di selenio, contenuto nel pesce, nella frutta secca, nelle verdure, nella pasta, nel riso e nei cereali. Da evitare, invece, cibi contenenti glutine, latte di origine animale e derivati, pomodori, melanzane, peperoni.

– Controllo pressione arteriosa. Gli ormoni tiroidei hanno effetti anche sul cuore e sui vasi sanguigni: chi soffre di problemi alla tiroide ha più probabilità di sviluppare ipertensione arteriosa secondaria e tachicardia.

– Ormoni. Gli ormoni tiroidei controllano il consumo di ossigeno delle cellule in tutti i tessuti, regolano il metabolismo basale e il metabolismo di grassi, zuccheri e proteine. Ecco dunque che, se la tiroide non funziona, a risentirne è tutto l’organismo.

Tiroide, alimentazione: cosa mangiare e cosa no

Pubblicato il 14 Giu 2018 alle 6:10am

La tiroide svolge un ruolo molto importante per il nostro organismo: regola le funzioni essenziali, protegge la salute delle ossa, contribuisce alla fertilità nella donna, allo sviluppo cerebrale nel bambino. In Italia sono più di 6 milioni le persone affette da problemi legati a questa fondamentale ghiandola.

Le patologie più diffuse sono l’ipotiroidismo (quando la tiroide lavora meno di quanto dovrebbe) e l’ipertiroidismo (quando la tiroide lavora più di quanto dovrebbe) che si manifestano con sintomi differenti. L’ipotiroideo è una persona tendente al sovrappeso, fredda, apatica, che spesso si estranea dalla vita che lo circonda. Diversamente, l’ipertiroideo è una persona iperattiva, tachicardica, sempre in attività, tendente al dimagrimento. Entrambe le patologie, oggi, sono curabili farmacologicamente, ma anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel funzionamento di questa ghiandola. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che, ad esempio, la carenza di zinco e selenio può portare a una ghiandola tiroidea pigra. L’ideale, quindi, sarebbe mangiare cibi ricchi di zinco e selenio, come ad esempio verdure e pesce. Esistono quindi alimenti consigliati ma anche alimenti sconsigliati in caso di tiroiditi.

Ecco allora un elenco completo dei cibi consigliati e sconsigliati dalla dott.ssa, biologa nutrizionista, Daniela Vitiello, in un’intervista su NapoliToday.it.

Cibi sconsigliati

– latte vaccino: in quanto inibisce l’assunzione del farmaco utilizzato per la cura dell’ipotiroidismo; – pompelmo: come il latte il vaccino inibisce l’assunzione del farmaco – cereali contenenti glutine: è un forte infiammante e ne va limitato il consumo soprattutto in caso di ipotiroidismo autoimmune – soia: gli isoflavoni in essa contenuta potrebbero limitare la sintesi degli ormoni tiroidei con conseguente malfunzionamento della ghiandola brassicaceae (cavoli, cavolfiori, ecc): non vanno consumati crudi poiché contengono delle sostanze antinutrienti per la tiroide – consumo eccessivo di fibre: interferiscono con l’assorbimento del farmaco – carni trasformate: troppo ricche di grassi trans fortemente infiammanti – alghe: nonostante siano ricche di iodio, indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide, l’organismo non è in grado di assorbirlo e utilizzarlo per le proprie funzioni fisiologiche – fucus: questa alga molto ricca in iodio e spesso inserita in “pillole dimagranti” può causare un’aumentata stimolazione della produzione di ormoni tiroidei, inducendo la perdita di peso. A lungo andare può scompensare la stessa ghiandola – crostacei: limitarne il consumo a causa della presenza di mercurio

Cibi consigliati

– frutta fresca, verdura di stagione: fonte di selenio utile per un miglior funzionamento tiroideo – pesce: ricco di omega 3 e fonte di iodio – patate: fonte di selenio utile per la corretta funzionalità della tiroide – frutta secca: fonte di omega 3 e di microelementi come lo zinco che, come il selenio, migliorano l’attività tiroide – fibre e cereali senza glutine: vanno assunti lontano dai farmaci perché azzerano o affievoliscono i loro effetti

Questi sono consigli generici che vanno adattati ai singoli individui e legati al tipo di patologia.

Tiroide, i quattro segreti per tutelarla

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 7:21am

In Italia, sei milioni di persone, soprattutto donne, soffrono di patologie a carico della tiroide. Molte altre hanno problemi analoghi ma non lo sanno. Infatti, spesse volte, i sintomi iniziali vengono confusi con altre patologie. (altro…)

Settimana di prevenzione tiroidea dal 22 al 28 maggio. In tutta Italia visite gratuite

Pubblicato il 22 Mag 2017 alle 8:14am

La settimana tra il 22 e il 28 maggio sarà dedicata alla “Tiroide”, ghiandola endocrina fondamentale per il nostro organismo e la nostra salute. (altro…)

Capelli che cadono, cause e rimedi

Pubblicato il 29 Mar 2017 alle 8:35am

Il capello attraversa 3 fasi: la fase Anagen o attiva in cui i capelli crescono; la fase Telogen di transizione; e la fase Catagen di caduta, in cui la struttura del capello non è più vitale, si spezza e cade. Ma sotto a quel bulbo è già esistente un nuovo capello che ricomincia a crescere con la sua fase vitale.

Questo ordine di crescita e caduta si verifica ogni volta, tranne che nei mesi di gennaio e luglio, nei quali aumenta la percentuale di capelli che si trovano nella fase Telogen: ecco perché durante questi periodi si nota una maggiore caduta di capelli sul cuscino e nel lavandino.

Nella caduta o nel cambiamento della struttura dei capelli, il loro stato di salute possono influire anche altri fattori: lo stress, uno scarso apporto o assorbimento di nutrienti essenziali (vitamine, ferro, acido folico, sali minerali), dovuti per esempio a diete troppo rigide e sbilanciate, malattie come ipotiroidismo, sindromi da malassorbimento, anemie, celiachia, malattie epatiche, diabete e menopausa. Rivolgersi a uno specialista è sempre la cosa più opportuna da fare.

Con un esame clinico, tricologico ed ematologico vi suggerirà un adeguato programma comprensivo di quadro nutrizionale, integratori alimentari specifici, ma anche semplici regole per la cura e la detersione e altri trattamenti mirati.

Infine, un nuovo trattamento non invasivo, naturale, arriva grazie ad un filler per capelli. A base di acido ialuronico, efficace sia nelle forme di alopecia femminile che maschile. Un’innovativa tecnica di riattivazione e rigenerazione del capello.

Lo specialista esegue delle micropunturine, con aghi molto sottili, con le quali iniettata una sostanza a base di acido ialuronico reticolato e particolari peptidi (molecole) con funzione sinergica in grado di stimolare i fattori di crescita utili al capello. L’acido ialuronico consente il rilascio prolungato dei peptidi biomimetici che intervengono nei processi di ricrescita e anticaduta dei capelli. Inoltre aiuta a riattivare la circolazione sanguigna nel cuoio capelluto e a rivitalizzare il follicolo pilifero.

I miglioramenti grazie a questo trattamento sono visibili già a distanza di due mesi. Necessarie 4 sedute, una ogni due settimane.

Tiroide, ecco quali sono le analisi per il controllo del suo funzionamento

Pubblicato il 27 Mar 2017 alle 7:09am

In Italia le malattie legate al malfunzionamento della tiroide sono in netto aumento. Se qualcosa non funziona a risentirne è tutto il corpo, essendo responsabile del controllo del metabolismo e delle sue funzioni principali.

Un controllo specialistico e un esame del sangue possono prevenire le complicanze cardiovascolari, ossee e metaboliche che anche solo una lieve disfunzione tiroidea, se non riconosciuta o adeguatamente trattata, potrebbe determinare.

La tiroide, ghiandola endocrina situata alla base del collo, produce due tipi di ormoni: l’ormone tiroxina chiamato anche T4 e l’ormone triiodotironina chiamato anche T3.

Questi due ormoni lavorano insieme al mantenimento dell’equilibrio e della crescita del nostro organismo oltre che allo sviluppo dell’energia.

Ebbene, quando questi ormoni vengono a mancare l’organismo si ‘spegne’ procurando così un senso di affaticamento (come nel caso dell’ipotiroidismo) o, al contrario, se la loro produzione in eccesso (è il caso dell’ipertiroidismo) causa una grande, eccessiva, sferzata di energia.

Per questo, già dai primi campanelli d’allarme è bene rivolgersi subito al medico di famiglia che prescriverà subito gli esami del caso e se necessario un maggior approfondimento presso un endocrinologo che saprà interpretare e investigare eventuali risultati poco chiari.

Esame della tiroide

E’ un esame che consiste semplicemente in un prelievo del sangue, rigorosamente a digiuno, rivolto a testare i livelli di TSH l’ormone che stimola la tiroide a produrre gli ormoni T3 – T4, di cui parlavamo prima. Se il TSH è ridotto, significa che la ghiandola sta funzionando troppo (ipertiroidismo). In caso contrario, se presenta valori elevati, la tiroide sta lavorando troppo poco (ipotiroidismo). Alle analisi di laboratorio spesso viene affiancata anche una ecografia tiroidea come approfondimento per avere una diagnosi più precisa.

Gli esami utili per diagnosticare l’ipotiroidismo (carente produzione di ormoni) o l’ipertiroidismo (eccessiva produzione di ormoni) sono:

Il dosaggio dell’ormone triiodotironina (T3) Il dosaggio dell’ormone tiroxina (T4) Il dosaggio della parte libera dell’ormone T3 e dell’ormone T4 chiamato rispettivamente FT3 (Free T3) e FT4 (Free T4) L’analisi del TSH o ormone tireotropo L’analisi degli anticorpi anti-tireoglobulina (anti-TG) o degli anticorpi antitireoperossidasi (anti-TPO) chiamati anche anti-microsomi.

Per quanto riguarda i costi, se volete effettuare questi esami del sangue, il ticket ammonta a somme differenti a seconda dell’esame prescritto:

T3 (triodotironina libera) con ticket € 9,50 T4 (toroxina libera) con ticket € 9,50 TSH (Ormone Tireotropo) con ticket € 8,44

Settimana della tiroide: dal 18 al 25 maggio visite gratuite in tutta Italia e importanza del sale iodato

Pubblicato il 16 Mag 2015 alle 6:02am

Dal 18 al 25 maggio sono in programma visite gratuite in tutta Italia in occasione della Settimana Mondiale della Tiroide 2015.

Lo scopo della campagna è quello di sensibilizzare la popolazione sui problemi collegati alle malattie tiroidee e alla loro prevenzione.

La manifestazione di quest’anno tratterà avrà come slogan principale “Poco sale, ma iodato: la prevenzione delle malattie si fa mangiando sano”.

Infatti è dalla tavola che parte la prima prevenzione. Un’alimentazione sana, condita con del sale iodato e arricchita con degli integratori a base di iodio sono alle basi di una difesa contro il malfunzionamento della tiroide.

“La nostra dieta deve prevedere alimenti ad elevato contenuto di iodio”, spiega il professor Mohamad Maghnie, presidente SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica).

In vista della “Settimana Mondiale della Tiroide”, sono partite molte iniziative incentrate sull’importanza dello iodio, la cui carenza potrebbe provare danni neurologi e problemi di sviluppo del nascituro.

L’evento è promosso e organizzato dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME), dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE), dall’Associazione Italiana della Tiroide (AIT), dalla European Thyroid Association (ETA) e dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), in collaborazione con il Comitato della Associazioni dei Pazienti Endocrini (CAPE).