febbraio 12th, 2016

Francesca Michielin, il brano in gara a Sanremo già ai primi posti delle classifiche digitali e il video su Vevo e Youtube

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 4:35pm

E’ gia salito ai primi posti delle classifiche dei singoli digitali il brano di Francesca Michielin “Nessun grado di separazione”, in gara alla 66ma edizione del Festival di Sanremo. Il testo è firmato da Francesca, che dopo #di20 si conferma come autrice, insieme a Cheope e Federica Abbate, che hanno collaborato anche alla stesura musicale, insieme a Fabio Gargiulo.

“Nessun grado di separazione” è accompagnato dal video, diretto da Giacomo Triglia, disponibile su Vevo e Youtube. Francesca si trova dentro un cubo luminoso, metafora della parte più vitale della nostra esistenza, in cui custodisce e protegge la propria personalità. Ma poi, spinta dal bisogno di entrare in contatto con il mondo esterno, si circonda di persone, esce dalla sua scatola, per condividere con il mondo esterno la propria esperienza, i propri pensieri. Ogni persona utilizza un suo codice personale e Francesca sceglie proprio i simboli che più la rappresentano: l’ecosaedro, il diario segreto e un palloncino.

Nessun grado di separazione è il primo inedito disponibile dell’album Di20are, in vendita tutti i negozi e digital store a partire da venerdì 19 febbraio su etichetta Sony Music.

L’album contiene anche i successi dell’album di20, Tutto è Magnifico (la prima versione di Magnifico scritta da Roberto Casalino e Dario Faini e rivisitata da Francesca), e altri due inediti: E’ con te, firmato da Cheope, e Nice to meet you, il singolo scritto in occasione del suo primo tour e in cui Francesca suona diversi strumenti che la raccontano da diversi lati e che lei stessa definisce particolarmente autobiografico.

Inoltre il 12 marzo dal New Age di Roncade (TV) ripartirà la seconda parte di Nice to meet you, che toccherà altre 5 città italiane: 20 marzo Hart di Napoli, 24 marzo Viper di Firenze, 25 marzo Vidia di Cesena, 29 marzo Salumeria della Musica di Milano e 30 marzo Bravo Café di Bologna.

Per la sua prima e incredibile esperienza live, che è una sorta di autobiografia musicale itinerante, Francesca ha voluto valorizzare il contatto intimo e autentico con il pubblico esibendosi sul palco da sola suonando ben cinque strumenti: basso, chitarra, tc helicon, timpano e pianoforte.

Le prevendite partiranno martedì 16 febbraio su www.ticketone.it, in tutti i punti vendita e rivendite abituali.

Sanremo: le migliori cover, i vincitori, i Pooh e quei 10,5 milioni di spettatori

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 2:09pm

E anche la terza serata della 66Esima edizione del Festival di Sanremo è andata, incassando altri ascolti record, 10,5 milioni di spettatori, il 47.88% di share.

Merito certamente di Carlo Conti che ha saputo mettere su un bel festival, certamente il migliore degli ultimi 10 anni.

Non è mancato, però, qualche polemica, qualche imprevisto, guasto tecnico. La nuova proposta Miele ha battuto Gabbani: ma, i telecomandi per il voto non avrebbero funzionato in sala stampa, ed è ecco l’inghippo, tutto da rifare. Vinceva il secondo ma la polizia postale ha voluto vederci chiaro e ha aperto un’inchiesta.

La situazione si capovolge. In scena di nuovo i colori simbolo dell’arcobaleno. In difesa delle unioni civili.

Una grande reunion quella dei Pooh che dopo 43 anni chiamano a raccolta l’amico ed ex della band, Riccardo Fogli.

Si parte per i big con Noemi e la cover «Dedicato» di Loredana Bertè. La cantante se la cava molto bene e vince il primo lotto della sfida. Meno convincenti i Dear Jack, che si cimentano con la cover del Quartetto Cetra. Gli Zero Assoluto in una versione di Goldrake che non piace a nessuno, e la coppia Caccamo-Iurato con un brano di Pino Daniele che meritava molto di più.

Ma l’Ariston scoppia a ridere sulle battute e la trasformazione di Virginia Raffaele che sciorina l’invenzione di serata: una Donatella Versace in liquefazione, nelle sue plastiche, anche dopo i numerosi tagliandi.

Si parte con il secondo gruppo di artisti big in gara: Patty Pravo interpreta se stessa in rap; Alessio Bernabei continua a essere poco convincente con il brano di Rino Gaetano «A mano a mano»; Dolcenera se la cava bene con «Amore Disperato», ma vince Clementino che i lancia con il brano di De Andrè, Don Raffaé collegandosi anche ad una napoletanità a lui cara. Il pubblico si infiamma e la giuria lo promuove nel suo girone.

Arrivano i Pooh e propongono un medley di grandi successi. Grandi emozioni per il pubblico in sala e a casa.

Poi è la volta di Elio e i suoi che si travestono da Bee Gees e, piacciono come sempre per la loro originalità; segue Arisa, abiti a parte, propone un’altra ottima interpretazione, come del resto fa anche la bravissima e giovanissima Francesca Michielin, alle prese entrambe con due giganti della musica italiana, Rita Pavone e Lucio Battisti. In mezzo, Rocco Hunt, che se la cava piuttosto bene con la sua versione rap di «Tu vuo fa l’americano». La sua interepretazione è molto trascinante e moderna, al pubblico piace, e piace anche alla giuria. Vince il suo girone.

Non piacciono invece: Neffa con «O’Sarracino» ; Valerio Scanu con un brano di Battisti; Irene Fornaciari che guadagna appena la sufficienza con una cover di Morandi «Se perdo anche te»; mentre Morgan e i Bluvertigo, non entusiasmano con il brano «la Lontananza» di domenico Modugno.

Poi è la volta di un ospite davvero speciale, Nicole Orlando, la campionessa disabile, già omaggiata dal rpesidente della repubblica Mattarella nel discorso di fine anno e prossima a partecipare a Ballando con le stelle. Si riprende con Lorenzo Fragola che arriva faticosamente alla fine con la «Donna Cannone» di De Gregor; Enrico Ruggeri con la «Canzuncella» ma la sua dizione lascia piuttosto a desiderare.

Annalisa se la cava bene con «America» brano della grande Gianna Nannini si aggiudica la tornata; mentre gli Stadio si commuovono mentre ricordano l’amico scomparso Lucio Dalla con «La sera dei miracoli» e vincono il premio Cover.

Questa sera altre grandi emozioni, altri super ospiti.

Veronica Panarello rivelazione choc: “Ad uccidere Loris è stato mio suocero, eravamo amanti”

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 12:36pm

Veronica Panarello fa una rivelazione choc sulla morte del piccolo Loris. Confessa ad una psicologa che ad uccidere il figlioletto a soli 8 anni di età è stato il suocero.

La donna ha sempre negato di essere stata lei l’autrice di questo terribile gesto, assumendosi ogni responsabilità invece per l’occultamento del cadavere, nel canalone dove il corpicino senza vita del bambino è stato successivamente ritrovato.

Ma la Panarello fa anche di più, da’ anche un movente: “Loris lo ha ucciso mio suocero, noi eravamo amanti e mio figlio ci aveva scoperti”. Aggiungendo che per farlo si sarebbe servito di un cavo elettrico, e di essersene ricordata quando ha ricevuto il permesso per visita alla tomba del figlio, e di aver taciuto sinora per non mettere a rischio anche la vita dell’altro bambino.

A tali accuse il suocero si difende dichiarando di essere tranquillo, che la sua posizione è chiara agli inquirenti e che non ha avuto alcuna relazione con la nuora, la quale sta farneticando e che si tratterebbe dell’ennesima bugia.

Dichiarazione riportata dal legale della famiglia Stival, Francesco Biazzo, che ha sottolineato anche che il racconto di Veronica sia solo frutto della sua fantasia.

Come eliminare la cellulite con rimedi naturali

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 7:45am

Uno degli inestetismi più difficili da combattere per milioni di donne è appunto la cellulite. Odiata perché non solo antiestetica è anche una vera e propria patologia. (altro…)

Al Bambin Gesù la riabilitazione si fa ai piccoli con i robot

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 7:01am

Due robot saranno utilizzati per riacquisire l’uso della mano in piccoli pazienti con danni neurologici. Questo l’ultimo importante sistema scoperto per il recupero della funzionalità dell’arto superiore nei bambini affetti da disabilità motorie.

Una rivoluzione messa a punto a Roma dal Bambino Gesù per far tornare ad afferrare e manipolare gli oggetti.

L’obiettivo di ‘Arm e Hand’ (cioè braccio e mano) e ‘Wrist’ (polso), a bambini dai 3 anni in poi.

Macchinari già usati con successo nei più importanti centri internazionali di riabilitazione ora disponibili anche in Lazio, adattabili a difficoltà funzionali durante la crescita grazie soprattutto alla donazione fatta dalla Fondazione Roma.

I nuovi macchinari andranno ad arricchire la dotazione tecnologica del MARLab, il laboratorio di Analisi del Movimento e Robotica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Al Cinema, Zoolander 2 e La vera storia di Dalton Trumbo

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 6:36am

Sono usciti ieri, 11 febbraio “Zoolander 2”, il sequel di “Zoolander”, commedia surreale con Ben Stiller e Owen Wilson che nel 2001 ebbe un enorme successo tra colori sgargianti, trucchi scintillanti e tutine aderenti, e “L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo”, pellicola incentrata sul famoso sceneggiatore americano interpretato da Bryan Cranston (“Breaking Bad”), che per questo ruolo ha ricevuto la candidatura all’Oscar come Miglior Attore Protagonista.

“Zoolander 2” è una creatura di Ben Stiller a tutto fondo: l’attore statunitense è infatti regista, sceneggiatore, produttore e protagonista della prima pellicola tornando nelle stesse vesti anche nella seconda affiancato dall’amico e collega Owen Wilson.

“L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo” racconta invece gli anni ’40-50, la Hollywood del maccartismo e della Guerra Fredda e la caccia ad un comunista, Dalton Trumbo. Che a quei tempi è uno degli sceneggiatori più pagati e famosi al mondo. Fa parte della Hollywood ten, ristretta cerchia di professionisti del cinema famosi per essersi rifiutati di testimoniare di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane. Dal cui contesto parte poi l’ampia indagine sulle attività comuniste negli Usa. Trumbo viene accusato di essere un comunista, inserito nella lista nera, e condannato dal governo americano a undici mesi di reclusione. Tra i suoi grandi nemici il potente giornalista ultrarepubblicana Hedda Hopper (Helen Mirren). Dopo la condanna per ben tredici anni, Hollywood non fa lavorare Trumbo per non essere compromessa in derive ideologiche dannose per il business. Trumbo è costretto a vendere casa e a vivere ai margini di un mondo dorato dal quale aveva ricevuto tutto. Si ritrova così a scrivere, ma sotto falso nome. Ritorna per lui la luce quando due pezzi grossi di Hollywood come Kirk Douglas e il regista Otto Preminger inseriscono il nome dello sceneggiatore sui loro rispettivi film. Film di grande successo come Spartacus ed Exodus. Una riabilitazione che gli porta anche due Oscar per i soggetti di Vacanze romane (1954) e La più grande corrida (1956).

Morricone querela i Subsonica per averlo accusato ingiustamente di plagio

Pubblicato il 12 Feb 2016 alle 6:10am

Il caso è scoppiato subito dopo il post apparso sul profilo Facebook dei Subsonica, in cui si afferma una certa somiglianza tra le prime quattro note orchestrali della colonna sonora di Morricone di The Hateful Eight per Tarantino, e l’attacco del loro “Tutti i Miei Sbagli”. (altro…)