agosto 3rd, 2018

Il direttore della Concertgebouw Orchestra di Amsterdam Daniele Gatti accusato di “comportamenti inappropriati”, lui si difende

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 11:03am

Il direttore della Concertgebouw Orchestra di Amsterdam Daniele Gatti è stato licenziato dopo che alcune musiciste lo hanno accusato di “comportamenti inappropriati”. (altro…)

Terni, neonato trovato morto in un sacchetto, forse non abbandonato dalla madre

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 10:49am

Il corpo di quello che a un primo esame è apparso come un neonato morto è stato trovato questa sera in un sacchetto di plastica vicino a un supermercato di Terni. Sul posto la polizia. Il sacchetto di plastica è stato trovato nei pressi di una siepe che costeggia il parcheggio del negozio. Si tratterebbe del piccolo corpo di un maschio. La polizia scientifica e il personale medico stanno accora accertando quando sia stato partorito e abbandonato. Sugli accertamenti viene mantenuto il riserbo.

Un neonato trovato morto in una busta di plastica vicino ad una siepe non lontano da un supermercato della periferia di Terni. Quando sia morto, per quali ragioni e chi lo abbia abbandonato lo stabilirà la magistratura. Gli accertamenti si svolgono nel più stretto riserbo. Pochi i particolari che sono filtrati.

L’allarme è scattato tra le 20 e le 20.30 quando una cliente ha notato la busta, piuttosto grande, nei pressi di una siepe che costeggia il parcheggio. Era in un’area trafficata e la prima sensazione degli investigatori è che il corpicino doveva essere trovato. Una volta che si è avvicinata alla busta la donna ha guardato all’interno. Ha visto spuntare un piedino e, in stato di choc, ha dato l’allarme al personale del supermercato.

Il neonato era nudo, partorito da poche ore. Non se fosse vivo quando è venuto alla luce e perché eventualmente sia morto. Tutti particolari che saranno stabiliti da chi segue le indagini.

Una delle ipotesi però, e che possa essere stato abbandonato non dalla madre.

Foto Ansa

Bambina salvata da medici del Meyer di Firenze con ricostruzione dell’intestino

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 8:16am

Al Mayer di Firenze un altro bellissimo e importantissimo traguardo.

E’ stato eseguito con successo un intervento chirurgico ad altissima complessità che ha previsto la ricostruzione dell’intestino ad una bimba di 13 anni affetta da una grave malattia congenita.

La piccola paziente era arrivata in Italia, all’ospedale pediatrico di Firenze, dal Brasile dove, dopo due operazioni non andate a buon fine, i medici non le avevano dato speranze di sopravvivenza. E’ stata operata dall’equipe di ricostruzione intestinale guidata dal professor Antonio Morabito.

L’intervento è durato sei ore, ed è stato eseguito con la tecnica ricostruttiva ad alta specializzazione chiamata “Spiral intestinale lengthening and tailorilng”. E’ il secondo che viene eseguito in pochi giorni al Meyer, unico centro europeo per la cura di questa patologia.

Due neonate si ammalano di pertosse e muoiono. Le loro madri non vaccinate

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 8:07am

Due bimbe, nate a qualche settimana di distanza l’una dall’altra, tra maggio e giugno scorsi, sono morte nel reparto di terapia intensiva della patologia neonatale dell’ospedale Papa XXIII di Bergamo. Come ha scritto ieri L’Eco di Bergamo.

Le due piccole bimbe, decedute a un mese dalla nascita, avevano contratto la malattia infettiva trasmessa da un batterio, chiamato Bordetella pertussis, che per i neonati “può essere molto grave e nel primo anno di vita è una delle cause più frequenti di decesso”.

Le loro madri, come riporta ancora il quotidiano, una italiana residente vicino a Treviglio e una romena, residente nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma, come è emerso dagli accertamenti medici fatti in questi giorni, “nessuna delle due era vaccinata per la pertosse” né si era sottoposta di recente a “una profilassi protettiva contro la malattia”.

Per le piccole neonate non c’è stato nulla da fare.

Mara Venier torna a Domenica In: “Ho sofferto di depressione, questa è la mia rivincita”

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 6:06am

«Tiè! Quattro anni fa ero una vecchia da rottamare e adesso eccomi di nuovo qui, ancora più vecchia, pronta a condurre Domenica In. Che goduria…». Mentre è alle prese con la moka, nella cucina di casa con vista spettacolare su tutta Roma, Mara Venier, 67 anni, è incontenibile: il prossimo 16 settembre tornerà al timore, per la decima volta del popolare contenitore domenicale di Rai1.

Per lei, una vera e propria rivincita, mentre sulla rete concorrente ci sarà ancora una volta, la sua carissima e imbattibile in termine di ascolti, Barbara d’Urso.

«Dopo che 4-5 mesi fa il vecchio dg Mario Orfeo (ora sostituito da Fabrizio Salini, ndr) e il direttore di Rai1 mi avevano chiesto di tornare, e io avevo accettato, non era successo altro. Pensavo che fossero solo parole. Tant’è vero che avevo quasi detto sì a una bell’offerta di Discovery Channel», racconta la Venier.

«Family Master Chef, un programma con famiglie normalissime che si sfidano ai fornelli con le ricette della loro tradizione personale. Le 4 puntate sarebbero andate in onda sul Nove, ma poi durante una riunione di lavoro – due mesi fa – mi hanno chiamato da Viale Mazzini: È pronto il contratto, quando firmi?», aggiunge ancora la presentatrice tv.

«Ci ho pensato una notte. E poi mi sono buttata. Voglio chiudere il cerchio. Sia chiaro: ogni direttore è giusto che faccia le sue scelte, però una come me, che alla Rai ha dato, e ricevuto, tantissimo, doveva essere trattata in maniera più elegante ed educata. Sono spariti, dopo avermi fatto sapere che ero vecchia. Quindi, faccio un anno della mia Domenica In e poi si vedrà».

«Mi sono impegnata per una sola edizione. Poi vorrei tornare a fare cose diverse. Spero che Laura Carafoli, il superboss di Discovery, mi voglia ancora. Con lei e la sua squadra mi sono trovata benissimo. Tutti professionisti coi fiocchi».

E alla domanda, come sono stati questi questi quattro anni lontani da mamma Rai, lei risponde: «Belli e difficilissimi. Quando nel 2015 è morta mia mamma, dopo anni di Alzheimer, ho desiderato andarmene anch’io. Sono stata a lungo depressa, non riuscivo a reagire. L’ho presa malissimo».

Lumen, il dispositivo come un etilometro che aiuta a perdere peso

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 6:00am

Lumen è una startup che ha progettato un dispositivo in grado di analizzare l’alito e fornire indicazioni sul proprio metabolismo. In questo modo aiuta a perdere peso o a incrementare la massa muscolare. (altro…)