attività fisica

Esercizio fisico con notevoli effetti positivi sull’”orologio” del nostro organismo

Pubblicato il 02 Lug 2020 alle 6:00am

Bastano semplicemente 60 minuti di esercizio fisico intenso per spostare il cosiddetto “orologio corporeo”, alla base degli importanti ritmi circadiani, nei topi secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Physiology.

I nostri ritmi circadiani sembrano esistere in tutte le cellule del nostro organismo e sono sensibili, per esempio, alla luce solare e ai momenti della giornata durante i quali mangiamo, dormiamo, ecc.

La ricerca scientifica condotta dall’Università della Florida, ha scoperto che gli orologi presenti nei muscoli dei topi risultavano essere molto sensibili rispetto alle informazioni rilevate dalle contrazioni muscolari nel corso dell’esercizio fisico.

Il che significa, dicono i ricercatori americani, che la stessa attività fisica è un segnale per impostare gli “orologi” dei muscoli.

“Questa ricerca è davvero importante perché evidenzia l’effetto che l’esercizio fisico può avere sugli orologi del nostro corpo. Se questo è replicato nell’uomo, significa che i lavoratori del turno di notte possono usare l’esercizio per aiutare a spostare i loro orologi del corpo. Potremmo anche essere in grado di usare l’esercizio come trattamento per un “disturbo dell’orologio corporeo” che può verificarsi in molte malattie croniche come ad esempio le malattie cardiache”, spiega Christopher Wolff, primo autore dello studio.

Riaperture palestre da domani 25 maggio. Cosa si potrà o non si potrà fare. Linee guida, ecco come avverrà

Pubblicato il 24 Mag 2020 alle 6:45am

Da domani 25 maggio si potrà tornare a fare esercizio fisico con attrezzature e macchinari anche in palestra… Ma attenzione. L’accesso a questi luoghi pubblici sarà dettato da alcune norme essenziali da seguire. Per ordine, sicurezza, personale e altrui, evitare assembramenti e rischio di contagio da coronavirus.

Il Ministero dello Sport ha pubblicato le nuove linee guida, in collaborazione con Sport e Salute, Federazione medico Sportiva e Coni-Cip-Politecnico di Torino. Vediamo insieme quali sono, cosa sarà consentito fare e cosa no. Come i gestori dovranno organizzarsi, con lo slogan “Ognuno protegge tutti” per tornare ad allenarsi in tutta sicurezza.

I proprietari di centri sportivi dovranno infatti valutare la riorganizzazione del lavoro. Sarà ridotto non solo il numero degli operatori sportivi contemporaneamente presenti, ma anche quello dei clienti che dovranno accedere alla palestra.

I gestori saranno costretti a indicare le corrette modalità di aerazione dei locali, esponendo le dovute procedure sul sito e predisponendo un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti che potrebbero essere infetti. Quindi mascherine e guanti avranno un apposito luogo di scarto.

Per chi non avrà con sé, il gel igienizzante, sarà possibile trovarlo nelle sale di allenamento, dove verranno anche sanificati con più frequenza gli attrezzi e i luoghi in cui è possibile lavarsi le mani.

Sarà inoltre predisposta una segnaletica all’entrata e all’uscita di ogni palestra.

Si arriverà già vestiti e se non si potrà proprio fare a meno della doccia, ci saranno delle disposizioni anche per l’igiene negli spogliatoi.

E’ consigliabile portare con sé, infatti, tutto il necessario, onde evitare di utilizzare oggetti comuni. Basterà mettere in borsa asciugamani e asciugacapelli.

Mascherina e guanti d’obbligo.

Non sarà consentito mantenere una distanza interpersonale inferiore a 1 metro se non si sta svolgendo attività e a 2 metri in caso di allenamento.

Bisognerà di evitare di lasciare nei luoghi comuni i vestiti appena indossati. Bisognerà portare con sé sempre una borsa. In questo modo sarà possibile anche conservali senza contaminare gli altri.

Disinfettare poi, con attenzione, i propri effetti personali, come ad esempio borracce e fazzoletti. E soprattutto, ricordarsi sempre di rispettare chi si sta allenando poco distante dalla propria postazione.

Disinfettare con attenzione anche gli attrezzi utilizzati.

Tornare all’aria aperta con CCVV: la corsa alternativa che ci aiuta a bruciare grassi

Pubblicato il 18 Mag 2020 alle 6:11am

Il CCVV è una metodologia chiamata Corsa Con Variazioni di Velocità. In questa nuova fase della nostra vita, la “fase 2” che ci permette di fare attività fisica all’aperto (rispettando le misure restrittive di contenimento dell’epidemia), questo allenamento programmato aiuta a bruciare calorie più in fretta e quindi perdere chili in eccesso, accumulati durante la quarantena.

Alternando camminata e jogging, otteniamo una velocità variabile che va a stimolare l’organismo e a bruciare i grassi di deposito snellendo il così tutto il nostro corpo.

E’ un ottimo allenamento… molto utilizzato nel mondo del calcio, per allenare i livelli di resistenza, così come ci spiega Pietro Garavini personal trainer specializzo nella creazione di sistemi di allenamento e programmazione: “E’ una metodologia di lavoro molto utilizzata da gli atleti, che alterna scatti di corsa, fasi di jogging più lento e momenti di recupero a base di camminata”.

“L’efficacia del workout è duplice. Da un lato migliora la cosiddetta potenza aerobica, cioè aumenta l’ossigenazione, favorisce la lipolisi e il rinnovamento cellulare dei tessuti, dall’altro sfrutta le potenzialità metaboliche.. che portano l’organismo ad un elevato consumo calorico” spiega il personal coach.

Anche se utilizzato maggiormente da gli atleti è adatto a tutti perché è possibile modulare l’intensità programmandola a seconda della propria preparazione fisica. Gli effetti sono evidenti, soprattutto nelle donne che negli ultimi anni lo stanno utilizzando per snellire la propria silhouette e stimolare muscoli delle gambe.

Il workout

Il programma viene suddiviso in 3 blocchi dalla durata di 6 minuti ciascuno, ottenendo un tempo complessivo di allenamento di 45 minuti. E’ previsto di 2 munti di recupero ma attivo perché non sono previste pause!

Prima di ogni allenamento è consigliabile fare 10/15 minuti di riscaldamento ed estensione dei muscoli come corsetta o camminata sostenuta sul posto, stretching e mobilizzazione articolare.

Blocco 1: Correre per 25 secondi a ritmo sostenuto, e alternare con 25 secondi di andatura a ritmo lento arrivando sino a raggiungere un massimo di 6 minuti. Camminare poi, successivamente, per 2/3 minuti circa ad andatura sostenuta rallentando il battito cardiaco.

Blocco 2: Correre per 20 secondi a ritmo sostenuto, alternando camminata veloce o corsa più moderata per 20 secondi, arrivando ad un massimo di 6 minuti come per il blocco 1. 2 minuti di camminata a velocità media per il recupero.

Blocco 3: Scatti di corsa per 15 secondi fino alla velocità massima che si riesce a raggiungere… Una volta terminati, effettuare 25 secondi di corsa lenta o camminata veloce, alternando le due andature fino a 6 minuti. Successivamente per abbassare il battito cardiaco, rallentate l’andatura fino a camminare lentamente.

Una volta terminato il programma effettuate degli esercizi di respirazione e defaticamento allungando i muscoli del corpo in particolar modo quelli delle gambe.

Possiamo così decidere la quantità di secondi in base alla nostra resistenza e preparazione fisica. L’importante è alternare un’andatura più veloce che può essere corsa o camminata, ad andatura più lenta ricordandoci però di non fermarci mai ma rallentare nel tempo di recupero.

Il training può essere effettuato tutti i giorni, ma per iniziare potete sempre prima decidere di partire da 2 sedute settimanali e aumentare con l’aumento della vostra resistenza.

Let’s go!

di Francesca Curri

Foto da 0a42blogspot.com

Mascherina durante l’attività fisica? Risponde l’esperto

Pubblicato il 17 Mag 2020 alle 6:41am

Luigi Festi, chirurgo e specialista in medicina di montagna, chiarisce se la mascherina deve esser portata durante l’attività fisica.

Le mascherine sono davvero utili a prevenire il contagio?

“Si, sono utili. Bisogna però fare un discorso più ampio. Nei primi momenti abbiamo comunicato come queste non fossero utili, ed è stato un errore. Le mascherine chirurgiche che si utilizzano hanno la funzione di proteggere gli altri dall’utilizzatore, dall’aerosol che potrebbe potenzialmente infettare. Non proteggono invece l’utilizzatore dalle particelle potenzialmente infette provenienti da altre persone che non indossano la mascherina. Questo perché attraverso la maschera, durante l’inspirazione, si ha una filtrazione di circa il 70 o 80 percento.”

Perché sia una protezione funzionale è quindi necessario che le indossino tutti?

“Esattamente. Se tutti hanno la mascherina si ottiene un risultato positivo con una buona protezione. Questo perché il dispositivo impedisce all’aerosol di disperdersi nell’aria. Portare la mascherina è quindi molto importante, un atto di rispetto nei confronti degli altri.”

Oltre a portarla è anche opportuno indossarla in modo corretto…

“Certamente, deve essere indossata in modo corretto. Deve coprire naso, bocca ed evitare che espirando le goccioline possano uscire lateralmente. Non deve essere sigillante al cento per cento, ma portata con criterio. Molto spesso si vedono persone in giro con maschera sulla bocca ma non sul naso. Questo, anche se in quantità minore, può rilasciare goccioline nell’aria.”

Cosa succede alla respirazione con le mascherine?

“Durante un’attività normale, che non prevede sforzi, non succede assolutamente nulla. Le mascherine sono fatte in modo che si possa respirare comodamente. Io le uso da più di 40 anni e non ho mai avuto problemi, anche durante interventi di 10 o 12 ore.”

Durante l’attività fisica invece?

“Durante l’attività fisica possono accadere diversi fenomeni. Innanzitutto la formazione di umidità all’interno a causa del respiro che diventa più frequente e poi per colpa della sudorazione. Quindi uno strato di umidità che può rappresentare un pericolo per gli altri nel momento in cui la tolgo o la maneggio perché può essere potenzialmente contagioso.”

Può creare problemi respiratori?

“Si, perché essendo una barriera non garantisce un ottimale afflusso di ossigeno, soprattutto sotto sforzo. Quindi può essere un problema nel momento in cui il corpo richiede più ossigeno. Inoltre, se la si indossa correttamente, all’interno della mascherina si accumula una parte dell’anidride carbonica espirata. Nella normale attività respiratoria questa ha il tempo di uscire, sotto sforzo il maggior numero di atti respiratori fa si che venga respirata e che se ne accumuli sempre di nuova. Nel momento in cui se ne accumula troppa la funzionalità respiratoria non è più ottimale.

Fiato corto, esercizi fisici per aumentare prestazioni

Pubblicato il 10 Mag 2020 alle 6:25am

Gran parte delle persone hanno il fiato corto dopo un lunghissimo periodo di inattività.

In tal caso, se non dipendente da problematiche legate a polmone, cuore, ecc per migliorare le vostre prestazioni sarà necessaria la costanza. Fra gli esercizi fisici migliori per eliminare il problema del fiato corto vi sono quelli di tipo aerobico.

Una camminata veloce di 30-40 minuti, da svolgere anche ogni giorno, un ottimo rimedio di partenza. Man mano che poi le vostre prestazioni fisiche miglioreranno, sarete in generale più allenati e in forma, e potrete, pertanto, anche aumentare i tempi e la velocità, fino a fare una sana corsetta leggera (tre volte a settimana per 30-40 minuti), ideale per chi non ha particolari problemi di salute.

Un altro alleato per il vostro fiato corto, la bicicletta, che potreste utilizzare anche rimanendo comodamente a casa vostra (grazie alla cyclette), ottenendo senza dubbio degli ottimi risultati!

Infine, per coloro che vogliono fare qualcosa di più pesante e impegnativo, c’è anche la palestra con corsi mirati di tipo aerobico.

Burpees: con un solo esercizio fisico, tieni in forma tutto il corpo

Pubblicato il 26 Apr 2020 alle 7:17am

In situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo a causa del Coronavirus, costretti in casa, e oziando, spesso fare un po’ di attività fisica, può essere davvero molto salutare.

Affidiamoci ai Burpees. A spiegarli è a Gazzetta Active, Mario Silvestri, campione della specialità, detentore di record: il Most burpees in One minute 47 rpt (Guinness world record) e il Most chest to ground burpees in One hour 876 rpt (Record Holders Republic).

Ma che cos’è il Burpee?

“E’ un esercizio che coinvolge direttamente gambe, glutei, tutta la zona centrale del corpo, il core, schiena, petto, braccia. Ma anche altre zone vengono sollecitate in modo indiretto, ma non meno importante. Il risultato d’insieme è un lavoro cardiovascolare, per la velocità e il numero di ripetizioni richieste, mai inferiori a 20, di tonificazione in seguito a piegamenti e spinte, di forza e coordinazione”.

Ma quante sono le varianti del Burpee?

“Sette reali, non “camuffate”. Messe in ordine di difficoltà, dalla più facile a quella più impegnativa. E’ necessario iniziare con la variante base, il burpees classico per poi affrontare lo step successivo. Così fino a completare il giro e poter affrontare la successione settimanale senza problemi. Gradualità è la parola d’ordine per una buona riuscita. Ecco in successione le varianti: Burpees, Push up burpees, One leg burpees, Shoulder touch burpees, Double Jump burpees, High Knee burpees, Box Jump Burpees”.

Quali i benefici?

“Anche se non è possibile catalogarlo come esercizio esclusivamente aerobico, il Burpee aiuta a bruciare grassi e calorie. I motivi? In genere è alto il numero di ripetizioni e i tempi in cui effettuarle. Diventa una sfida con se stessi, che innalza il metabolismo e porta a consumare calorie anche nelle fasi successive all’allenamento. Così la massa grassa diminuisce senza intaccare i muscoli, il corpo consuma anche a riposo, i cuscinetti spariscono”.

La ginnastica senza attrezzi da fare a casa

Pubblicato il 22 Mar 2020 alle 7:10am

Se volete resistere allo stress da Coronavirus è meglio allenarvi anche senza avere a disposizione degli attrezzi a casa. Come?

Allenamento dura 15 minuti e impone l’uso esclusivo di un tappetino da yoga, una panca, una parete e tanta buonissima energia.

Si comincia sempre con un po’ di riscaldamento per preparare i muscoli dell’ upper body, la parte superiore del corpo, poi si passa agli esercizi per braccia e spalle e glutei. In questa fase di attività fisica non coinvolgerai solo la parte superiore attivando anche gli addominali, ma anche gambe e glutei.

Dopotutto per avere un sedere sodo bisogna iniziare proprio da quelle. Guardate il video tutorial qua in basso.

Reni, un aiuto dall’attività fisica

Pubblicato il 28 Feb 2020 alle 6:06am

Fare attività fisica regolare aiuta a tenere lontane malattie croniche renali. A dirlo uno studio condotto dall’Università cinese di Hong Kong. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica British Journal of Sports Medicine. L’attività fisica quindi proteggerebbe i reni da possibili malattie.

Studi precedenti avevano dimostrato che l’esercizio fisico può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ma non era ancora chiaro se potesse anche aiutare a prevenire problemi renali.

I ricercatori dell’ateneo hongkonghese hanno dimostrato che chi ha una vita attiva abbassa il rischio di sviluppare patologie ai reni del 9% rispetto a chi invece conduce una vita sedentaria.

Il team di ricerca cinese ha messo sotto osservazione quasi 200.000 adulti per un periodo di tempo di 18 anni. Tra questi, 11.000 persone hanno sviluppato una malattia renale cronica. Il gruppo di lavoro ha scoperto che le persone con bassi livelli di attività fisica, o che camminavano 15 minuti al giorno, avevano il 7% di probabilità in meno rispetto a quelle sedentarie di sviluppare disfunzione renale.

Epilessia, 65mln di malati nel mondo, 500mila solo in Italia

Pubblicato il 13 Feb 2020 alle 7:44am

I malati di epilessia, nel mondo, sono 65 milioni, di cui circa 500 mila solo in Italia, dove ogni anno si diagnosticano 36 mila nuovi casi: 20-25 mila con crisi isolate e 12-18 mila con crisi sintomatiche acute. Di questi, 90 mila sono bambini fino a 15 anni.

Le cause di questa patologia neurologica possono essere diverse e nel 30% dei casi la malattia è farmacoresistente.

Questa la fotografia stilata in occasione della Giornata mondiale dell’epilessia che si è celebrata lo scorso 10 febbraio. Il convegno si è concentrato anche sull’attività fisica.

Però se da una parte, avere una vita sociale con l’epilessia, dall’altro, la ricerca scientifica offre nuove opportunità molto positive: come ad esempio una innovativa terapia anti-neuroinfiammatoria (un ultra-microcomposito composto da palmitoiletanolamide e luteolina) che promette, a seconda dei casi, di ritardare la comparsa della crisi epilettica o di supportare l’azione della terapia farmacologica tradizionale con la possibilità, per il futuro, di ridurre il dosaggio dei farmaci antiepilettici e quindi dei suoi effetti collaterali. “È stato dimostrato che la neuroinfiammazione ha un ruolo importante nella genesi e nella progressione dell’epilessia. Si accompagna, inoltre, ad un elevato grado di stress ossidativo localizzato, in grado di favorire la comparsa dell’attacco epilettico”, spiega Livio Luongo, docente associato di farmacologia all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli.

L’esercizio fisico intenso può salvare dalle malattie del cuore

Pubblicato il 26 Gen 2020 alle 6:35am

Le donne che fanno attività fisica intensa durante uno stress test cardiaco, dicono i ricercatori, hanno meno possibilità di morire di malattie cardiache, cancro e altre cause di salute. Alta intensità significa corsa e nuoto sostenuti, oppure attività come kickboxing o crossfit.

Secondo uno studio, presentato alla European Society of Cardiology nel 2019, gli esperti hanno esaminato due gruppi di donne: uno che aveva buone capacità di esercizio, l’altro più scarso. Ebbene, la maggior parte delle donne nello studio aveva un’età compresa tra 50 e 75 anni e sono state seguite per circa 5 anni.

I ricercatori hanno osservato che le donne del primo gruppo sono state in grado di allenarsi a un’intensità pari a 10 equivalenti metabolici (MET), o superiore, durante un ecocardiogramma da sforzo. Infatti, dicono i ricercatori, qualsiasi cosa oltre i 6 MET è considerata un esercizio intenso: una corsa di più di un chilometro in 10 minuti è circa 10 MET, la mountain bike in salita è 14 MET.

Da qui hanno capito che le donne con scarsa capacità di esercizio avevano quasi quattro volte più probabilità di morire di malattie cardiovascolari rispetto alle donne con una buona capacità di esercizio fisico.