camminata veloce

Ma quanto bisogna camminare per dimagrire?

Pubblicato il 08 Feb 2020 alle 7:00am

Perdere peso camminando è possibile, lo dice anche la scienza. Ma è anche un’attività che va svolta in modo costante e seguendo anche un regime alimentare controllato. Camminare è possibile a tutte le età e fa bene al cuore e alla psiche, soprattutto se lo si fa all’aperto, in mezzo alla natura. (altro…)

Perdere 4 chili in un mese grazie alla camminata

Pubblicato il 10 Dic 2019 alle 6:38am

Camminare a passo svelto fa molto bene alla linea e alla salute. Riuscire a fare 7 chilometri orari, e cioè compiere tre chilometri e mezzo nella mezz’ora aiuta a perdere i chili in eccesso, parola di esperti.

Il momento migliore per dedicarsi alla camminata è il mattino presto.

Questo, infatti, permette di riaccendere il metabolismo così da bruciare più facilmente le calorie da incorporare durante la giornata che segue.

C’è anche chi ritiene ottimo camminare a stomaco vuoto per poter perdere dei kg in più.

Ma passiamo al momento un po’ meno felice della dieta, l’alimentazione giusta da abbinare a questa attività.

Il regime alimentare della dieta della camminata prevede quattro fasi di tipo evolutivo.

La prima definibile depurativa, dato che è la più restrittiva, e dura solo tre giorni a settimana di sacrificio.

In questi tre giorni bisognerà dire addio ai carboidrati e mangiare leggero a beneficio di reni e fegato.

La seconda fase è definita rieducativa. La sua durata è di 7 giorni nella quale si mangiano uova, latte e derivati, cereali e legumi.

Infine, arriviamo alle due ultime fasi definite di consolidamento e mantenimento.

In esse ci sarà la possibilità di mangiare carni magre, salumi con poco grasso e formaggi.

Ma cambierà anche la camminata. Infatti, non sarà sempre di 30 minuti, ma andrà ad aumentare nel corso delle 4 fasi.

Si inizierà con una camminata di 30 minuti per i primi giorni della dieta, poi si aumenterà sempre di poco per arrivare a fare una camminata di 1 ora.

Molto efficace anche l’idratazione. Bisognerebbe bere un paio di ore prima della camminata, di 600-700 millilitri di acqua, e mentre ci si allena, bere invece 250 millilitri di acqua ogni 15 minuti, per poi continuare a bere anche alla fine dell’attività fisica.

Un’altra importante regola generale è quella di non saltare i pasti.

Camminata veloce, per dimagrire e mantenere in forma cuore e cervello

Pubblicato il 15 Ott 2019 alle 7:21am

Non basta camminare. Conta anche la velocità del passo che si fa, soprattutto nella mezza età. Tanto più il cervello e l’intero organismo si mantengono giovani, tanto più si riduce l’impatto del tempo che passa sul nostro organismo.

Chi cammina più lentamente tende ad accelerare i processi di invecchiamento. Pur senza adottare un contachilometri, non bisogna mai dimenticarsi di quanto sia importante camminare celermente. E se non lo avessimo ancora presente, ecco allora che ad aiutarci arriva una nuova ricerca dagli Usa, pubblicata su Jama Network Open, che mostra proprio come il camminare, più rapidamente nella mezza età “senta meno” incida positivamente sul metabolismo ed alcuni organi essenziali.

Secondo i ricercatori, infatti, la misurazione del tempo di una passeggiata ed i chilometri percorsi a 45 anni potrebbe diventare uno strumento efficace per valutare il futuro delle attività cerebrali in età più avanzata. Secondo Terie Moffit della Duke University, docente di Psicologia e Neuroscienze oltre che tra gli autori dello studio, “le persone che vanno lentamente hanno perduto una maggior quantità di volume cerebrale nella mezza età ed hanno prestazioni fisiche e mentali meno efficienti in confronto a chi invece tiene un ritmo di camminata più veloce”.

Quando si parla di velocità del passo, occorre sempre considerare questo parametro in relazione all’età. Nello studio, il confine tra lentezza e velocità è stato fissato intorno a poco più di un metro per secondo. Le persone di mezza età che vanno più lentamente in qualche modo mostrano i segni di un invecchiamento più precoce e rapido.

L’andatura più rapida, al contrario, è un indice che comprende un insieme di positività per l’organismo: chi si muove velocemente ha cuore e polmoni più in forma e in salute, una valida resistenza allo sforzo, una positiva capacità di reazione di muscoli, tendini ed articolazioni. Insomma presenta un corpo nel complesso generale più tonico.

Lo studio ha preso in esame quasi 1.000 persone, nate tra il 1972 e il 1973, alla soglia dei 45 anni. Prima i partecipanti hanno camminato sulla strada al loro passo abituale, poi in modo più rapido ed efficace possibile. In tutti è stata eseguita anche una risonanza magnetica cerebrale per rilevare segni precocissimi di decadimento cognitivo, oltre a una serie di test fisici e mentali. Risultato?

Le persone che avevano il passo più lento avevano segni di invecchiamento precoce più rapido.

Mantenersi in forma è anche una forma preventiva per il cuore e i polmoni. Meglio, ancora, se si cammina ad un passo sostenuto, per strada all’aria aperta o in palestra o a casa su tapis roulant o una nuotata al mare, in piscina, o gita in bicicletta, compatibilmente, con gli sforzi che il corpo si sente di sopportare.

L’esercizio fisico oltre ad agire sul metabolismo a riposo, diminuendolo progressivamente, influenza anche la produzione di calore provocata dagli alimenti. Questo fenomeno, estremamente interessante sotto il profilo scientifico, è mediato da una serie di segnali ormonali specifici.

In particolare l’attività fisica regolare agisce direttamente sulla Corticotropina (CRF) in grado di indurre una riduzione delle calorie introdotte e un aumento del consumo di energia, al contrario del Neuropeptide Y che ha un’attività diametralmente opposta. Con l’esercizio fisico, quindi, si favorisce la sintesi di CRF e si consumano più calorie.

Per questo, muoversi regolarmente è una vera e propria panacea per tenersi in forma, aiutando cuore, articolazioni, polmoni e cervello a lavorare al meglio e contrastando anche il sovrappeso. Lo dicono le ricerche scientifiche: l’aumento dell’attività fisica da solo o in associazione a un trattamento dietetico consente di creare un deficit nel bilancio calorico e quindi di favorire il calo di peso.

In particolare con l’attività fisica si può ottenere un calo del 2-3 per cento del peso e dell’Indice di Massa Corporea. Inoltre l’attività fisica regolare favorisce la ridistribuzione del grasso corporeo, facilitando la perdita dei grasso in eccesso intraddominale considerato particolarmente a rischio per la salute.

Alzheimer: ecco quanti passi bisogna fare al giorno per prevenire declino cognitivo

Pubblicato il 21 Lug 2019 alle 7:56am

L’attivita fisica quotidiana protegge dal declino cognitivo e dall’Alzheimer: lo dice una nuova ricerca. Basterebbero meno dei 8.900 passi al giorno, infatti, meno della soglia dei 10 mila (circa 7 km) che molte persone si prefissano usando le ‘app’ o i contapassi del proprio smartphone. Lo ha scoperto uno studio del Massachusetts General Hospital (Mgh) con un articolo pubblicato sul ‘Jama Neurology’.

Il team di scienziati ha anche sottolineato come la riduzione dei fattori di rischio vascolare può offrire una protezione aggiuntiva contro l’Alzheimer e ritardare così la progressione della malattia. I risultati di questo studio saranno presentati all’Alzheimer’s Association International Conference (Aaic) che si svolgerà a Los Angeles.

Lo studio in questione è uno dei primi a dimostrare gli effetti benefici dell’attività fisica nella fase pre-clinica della malattia, quando c’è ancora la possibilità di intervenire prima dell’inizio della perdita sostanziale di neuroni e della compromissione clinica. “Uno dei risultati più sorprendenti del nostro lavoro è che una maggiore attività fisica non solo sembra avere effetti positivi sul rallentamento del declino cognitivo, ma anche sul rallentamento della perdita nel tempo di tessuto cerebrale in persone normali che avevano alti livelli della placca amiloide nel cervello“, evidenzia Jasmeer Chhatwal, uno degli autori dello studio.

Alla ricerca hanno partecipato 182 persone in buone condizioni fisiche, alcuni avevano però un alto rischio di declino cognitivo con un precoce accumulo della proteina beta-amiloide, spia di un possibile inizio di Alzheimer. Il gruppo aveva dei pedometri posizionati sull’anca per contare il numero di passi fatti durante la giornata. “Gli effetti ‘scudo’ dell’attività fisica sono stati osservati anche a livelli modesti di camminate, ma i più importanti sono stati evidenziati a quota 8.900 passi“, ha osservato Reisa Sperling, direttore del Center for Alzheimer’s Research and Treatment, Brigham and Women’s Hospital and Massachusetts General Hospital.

Camminata veloce e corsa fanno bene anche alla vista

Pubblicato il 13 Feb 2014 alle 10:00am

Fare un po’ di esercizio fisico fa bene alla salute, come del resto anche una camminata veloce e una bella corsetta. (altro…)