effetti collaterali

Curcuma: salgono a 19 i casi di epatite colestatica

Pubblicato il 10 Giu 2019 alle 7:55am

Sono saliti a 19 i casi, accertati dal Ministero della Salute, di epatite colestatica acuta riconducibili ai vari prodotti a base di curcumina. Ogni giorno aumenta anche il numero degli integratori segnalati dall’Istituto Superiore di Sanità o ritirati dal Ministero che, ad oggi, sono già 22.

Cartijoint Forte 20 Compresse a base di gucosammina cloridrato, condroitin solfato, Bio-Cucumin BCM, lotto numero 24/18, prodotto da Fida Farmaceutici Spa, è l’ultimo prodotto richiamato dal Ministero della Salute. Il prodotto era già nella lista degli integratori segnalati dall’Istituto Superiore di Sanità, sul quale si stanno facendo accertamenti, ma l’azienda ha predisposto il ritiro in via precauzionale, invitando i consumatori a sospenderne momentaneamente l’assunzione.

Il Ministero della Salute sta predisponendo verifiche e lavorando per studiare la situazione al fine di riuscire ad individuare da dove abbia avuto inizio la contaminazione di epatite colestatica acuta che, ricordiamo, non è infettiva, né contagiosa.

Quali sono i farmaci venduti senza prescrizione medica che possono far male?

Pubblicato il 12 Mag 2019 alle 6:40am

Secondo quanto dimostrato da un sondaggio, condotto dalla rivista 60 millions de consommateurs, alcuni farmaci da banco sono molto più pericolosi per i pazienti di quanto non si possa mai immaginare. (altro…)

Aifa: i medicinali con cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico ritirati dal commercio

Pubblicato il 09 Apr 2019 alle 8:51am

In accordo con l’Agenzia Italiana del Farmaco, le case farmaceutiche che producono fluorochinoloni (ciprofloxacina – levofloxacina – moxifloxacina – pefloxacina – prulifloxacina – rufloxacina – norfloxacina – lomefloxacina) e chinoloni comunicano quanto segue circa la sicurezza a tutti gli operatori sanitari. (altro…)

Panace di Mantegazza, una pianta tossica originaria del Caucaso ma presente anche in Italia. Ecco cosa è successo ad un ragazzo di 17 anni

Pubblicato il 18 Lug 2018 alle 9:44am

Un ragazzo di 17 anni di Fredericksburg, Virginia, ha subito gravi lesioni dopo il contatto accidentale toccato la Panace di Mantegazza, una pianta tossica originaria del Caucaso. L’arbusto, molto diffuso anche nell’Italia settentrionale, può causare serie ustioni, infiammazioni e cecità. (altro…)

Gli interventi agli occhi con il laser potrebbero nascondere effetti collaterali

Pubblicato il 20 Giu 2018 alle 4:32am

Il Lasik, ovvero la diffusissima tecnica per gli interventi agli occhi con cui si risagoma la cornea per correggere la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo, potrebbe non essere così sicura.

A rivelarlo negli Usa, la Food and Drugs Administration (Fda) che ha annunciato che diffonderà nuove linee guida alla luce degli studi fatti sui possibili effetti collaterali che durano mesi o anche anni.

Essi si rilevano prevalentemente per visione sfuocata, visione tripla, bruciori e secchezza oculare.

Il New York Times ha pubblicato infatti un rapporto in cui cita molti casi di pazienti che hanno subito danni anche permanenti agli occhi.

La Fda sostiene che più del 95% dei pazienti che si sono sottoposti al Lasik hanno beneficiato di una vista di 20/20, ma ci sono potenziali rischi: occhi secchi, dolori cronici e una visione sfuocata o doppia.

Inoltre, il 2% dei pazienti ha avuto difficoltà a svolgere le normali quotidiane attività lavorative senza l’impiego di lenti correttive. Per questo motivo, l’ente Usa diffonderà nuove linee guida per richiamare con chiarezza quali sono i possibili rischi correlati ad un intervento agli occhi con il laser.

Il Lasik (acronimo inglese di cheratomileusi laser assistita in situ) è la tecnica più usata di chirurgia refrattiva e utilizza il laser ad eccimeri che colpisce la regione dell’ultravioletto. Sono più di 190 milioni gli americani che usano lenti correttive della vista e oltre nove milioni si sono sottoposti al Lasik da quando è stato approvato dalla Fda, negli anni ’90, di cui 700.000 solo nel 2017. In Italia nel 2015 sono stati eseguiti 150 mila interventi agli occhi con tecniche laser per la correzione di miopia, astigmatismo ed ipermetropia e i difetti refrattivi sono in aumento soprattutto tra i giovani.

Gli oculisti americani sono prevalentemente favorevoli al Lasik, ma non mancano quelli che ne denunciano i rischi. “E’ una procedura molto rischiosa”, ha affermato Cynthia MacKay, “prende una cornea normale e sana e la danneggia in modo permanente”. Un altro, Eric Donnenfeld, parla invece di “rare complicazioni associate a qualunque tipo di intervento chirurgico” e insiste che si tratta della “tecnica più sicura mai adottata in oftalmologia”.

Sigarette elettroniche, adolescente fuma per tre settimane e si ammala di Polmonite da ipersensibilità

Pubblicato il 31 Mag 2018 alle 6:14am

Una ragazza di 18 anni che lavora come cameriera in un ristorante in Pennsylvania ha deciso di provare la sigaretta elettronica. Ebbene dopo tre settimane di «svapo» la ragazza ha cominciato a sentirsi male accusando seri problemi alla respirazione, tosse persistente, dolore toracico tanto da dover essere ricoverata subito in ospedale. (altro…)

I benefici del sesso, parola di esperti

Pubblicato il 13 Apr 2018 alle 6:18am

Il quotidiano Mirror ha recentemente riportato una lista dei peggiori effetti collaterali che possono subentrare in coloro che non fanno abbastanza sesso. L’articolo si basa su un grafico elaborato dal sito web HackSpirit.

Rischi più malattie cardiache Quante volte a settimana fai sesso? Se sei tra quelle persone che lo fanno solo ogni tanto potresti avere seri problemi dal punto di vista cardiovascolare. Infatti, fare sesso almeno due volte a settimana dimezza le possibilità di avere aterosclerosi, rispetto a chi fa l’amore invece una volta al mese. Altre ricerche indicano che gli uomini che fanno più sesso hanno una migliore circolazione sanguigna e una riduzione del rischio di avere un tumore alla prostata.

Troppo stressato Fare poco sesso aumenta notevolmente i livelli di stress. Farne tanto, al contrario, aiuta a ridurlo. Inoltre, secondo uno studio pubblicato su Biological Psychology, il sesso tradizionale – a due – sarebbe meglio della masturbazione. Il motivo per cui si riduce lo stress è molto semplice: l’orgasmo aumenta le endorfine e l’ossitocina, quest’ultima in grado di compensare gli effetti del cortisolo.

Rischio di demenza Ancora un altro studio, condotto dalle università di Oxford e Coventry, ha evidenziato che fare sesso in maniera regolare migliora le abilità cognitive: i vocaboli sono più fluidi e anche la percezione degli oggetti diviene migliore.

Ti ammali di più Fare poco sesso abbassa le difese immunitarie. La scienza, infatti, dice che fare sesso più spesso permette una miglior produzione di immunoglobulina A, un anticorpo che aiuta anche a combattere meglio l’influenza. Ma per avere un minimo di benefici bisogna fare sesso almeno due volte a settimana, secondo quanto dice la Wilkes University (Pennsylvania).

Erezione più complicata Infine, assicurano gli esperti, alcuni uomini potrebbero avere problemi di erezione proprio per il poco sesso. Le donne invece, ad una minore lubrificazione e, quindi, un maggior rischio di dolore durante i rapporti sessuali.

Che cos’è la dieta crash, quali sono i rischi per il cuore

Pubblicato il 03 Feb 2018 alle 9:13am

La dieta crash è una dieta d’emergenza, ovvero un programma dietetico che aiuta a perdere peso velocemente in un breve lasso di tempo. L’obiettivo è quello di ridurre l’apporto calorico giornaliero. (altro…)

Liquirizia, troppa dopo i 40 fa male al cuore

Pubblicato il 04 Nov 2017 alle 8:41am

Per chi soffre di pressione alta, la liquirizia è dannosa anche per il cuore. Se mangiata in elevate quantità, dopo i 40 anni, potrebbe infatti portare infatti ad aritmie cardiache anche gravi. (altro…)

Energy drink, perché fanno male

Pubblicato il 02 Lug 2017 alle 8:57am

Con l’arrivo dell’estate aumenta anche il consumo di bevande rinfrescanti, dolci ed energetiche, soprattutto energy drink, anche se alcuni paesi europei, come la Danimarca, non ne hanno autorizzato la vendita.

Bevande, molto diffuse soprattutto tra i giovani, ma attenzione.

I cosiddetti energy drink, spiega Simona Chialastri, nutrizionista e biologa all’Istituto Neurotraumatologico Italiano (Ini) e docente all’Università Tor Vergata, «sono composti principalmente anche da caffeina: è una sostanza psicoattiva, stimola il sistema nervoso, aumentando la frequenza cardiaca e migliorando la resistenza durante l’attività fisica. A dosi elevate può dare effetti indesiderati come nervosismo, insonnia, battito cardiaco irregolare ed accelerato, disturbi intestinali. La dose giornaliera di caffeina ritenuta accettabile per un adulto in buone condizioni di salute è di 400 mg, ma per gli adolescenti scende a 100 mg. Una tazzina di caffè ne contiene 80mg, un bicchiere di coca cola 35 mg, per arrivare a 120 mgm con una lattina di energy drink. Tali bevande contengono anche Taurina (sostanza che sembrerebbe potenziare gli effetti della caffeina. È presente nella bile umana, combatte l’insonnia, può ridurre il senso di stanchezza), Guaranà (pianta originaria della foresta amazzonica. In grandi quantità può avere gli stessi effetti avversi della caffeina), glucosio o saccarosio, alcune vitamine e minerali come calcio, sodio e potassio, vitamine del gruppo B».

Gli energy drinks, avverte l’esperta, «devono dunque essere consumati con moderazione e se possibile evitarne proprio il consumo, proprio a cause dei suoi componenti. Un consumo eccessivo di caffeina, può dar luogo infatti ad ansia, insonnia, eccitazione, nervosismo, tachicardia e disturbi gastrointestinali. Anche un consumo eccessivo di taurina può avere degli effetti indesiderati, come ipertensione, disturbi gastrointestinali. Senza dimenticare gli zuccheri forniti, che possono concorrere all’obesità sopratutto se il consumo di tali bevande, al pari delle altre bevande zuccherine, è protratto nel tempo ed in quantità eccessive».

Inoltre, secondo ricercatori americani, gli effetti avversi su attività cardiaca e pressione arteriosa sono maggiori in chi consuma bevande energetiche rispetto a chi consuma solo caffè.