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Pancreas, in arrivo una terapia mirata per tumore

Pubblicato il 08 Set 2019 alle 6:40am

Una terapia mirata per alcune forme di tumore del pancreas è questo il principale obiettivo di uno studio condotto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research, che ha identificato, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti affetti da tumore del pancreas con marcata dipendenza dall’oncogene K-Ras.

La ricerca, guidata da Luca Cardone, team leader dell’Unità di Immunologia e immunoterapia, ha mostrato che la decitabina, farmaco già in uso clinico per altre neoplasie, ha una potente azione antitumorale mirata per tumori del pancreas con specifiche caratteristiche. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie a un approccio di riposizionamento di farmaci, il cosiddetto “drug repurposing”. Si calcola infatti che una percentuale compresa fra il 30% e il 50% dei casi di tumore al pancreas ha una dipendenza molecolare da K-Ras che può potenzialmente rispondere alla decitabina. (altro…)

Depressi e con la gastrite, questa la fotografia degli italiani di oggi

Pubblicato il 22 Lug 2019 alle 8:45am

Secondo l’ultimo Rapporto Aifa (l’Agenzia del farmaco) sui consumi dei medicinali gli italiani cambiano nel corso degli anni attraverso le loro abitudini e i loro bisogni.

Siamo un popolo un po’ triste e anche arrabbiato ed infatti secondo l’indagine fatta, consumiamo in grande quantità «inibitori della pompa protonica», i farmaci per la gastrite e ancora tanti, forse troppi, antidepressivi. Soprattutto tra le donne.

In media, dice il rapporto Aifa, assumiamo un po’ più di una pasticca e mezzo al giorno, inserendo nel calcolo la popolazione intera, lattanti, compresi.

In particolare le prescrizioni riguarderebbero le molecole appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Il loro consumo registrerebbe un aumento consistente in Italia nel corso degli ultimi anni. Nel 2013 le dosi giornaliere per 1.000 abitanti erano state 39, nell’anno 2018, per poi passare quest’anno a 41,6 con un aumento del 6,2 per cento.

Ma non solo. Coloro che assumono medicinali con leggerezza e non rispettano le indicazioni terapeutiche fornite dal medico, addirittura sarebbero il 40 per cento dei casi. I più anziani i più bisognosi. L’uso degli antidepressivi aumenterebbe poi con l’età e comunque nelle donne, con differenze evidenti regione per regione. La Sardegna al top: con il 62,2% che consuma il doppio rispetto alla Basilicata, ferma al 31,9. Meno al nord e più al sud.

Farmaci molto utilizzati, anche quelli per lo stomaco, con una spesa pubblica di 2.835 milioni di euro, quasi 47 euro pro capite.

Nel complesso la spesa farmaceutica pubblica e privata si è attestata intorno ai 29 miliardi, lievemente inferiore allo scorso anno pari a 482 euro per cittadino, 492 nel 2017. Quella territoriale ammonta invece a 20.781 milioni di euro e l’ospedaliera a circa 11 miliardi. I cittadini invece pagano di tasca propria sempre di più: 8,3 miliardi, ovvero più 3,8 rispetto all’anno precedente. E tra i medicinali di classe C (a carico del cittadino) che richiedono la prescrizione medica in testa ci sono le benzodiazepine, gli psicofarmaci. Cresce pure la richiesta dei farmaci usati nella disfunzione erettile che con 219 milioni di euro sono la terza categoria a maggior acquisto, il cui consumo è passato da 2,9 dosi per 1.000 abitanti del 2014 a 3,6 del 2018. In generale assumiamo troppi farmaci.

Lo scorso anno sono state consumate complessivamente 1.571,5 dosi di medicinali al giorno ogni 1.000 abitanti, di queste il 72,3 per cento erogato dalla sanità pubblica mentre il restante 27,3 con le tasche dei cittadini.

La categoria maggiormente prescritta e dunque consumata è quella dei farmaci per il sistema cardiovascolare 487,4 dosi per 1.000 abitanti al giorno mentre sono al terzo posto in termini di spesa a carico del Ssn: 3.240 milioni di euro; 53,6 euro pro capite.

In generale al sud si spende di più per farmaci erogati in convenzione. Regione che spende di più pro capite è la Campania, 201, mentre spende meno Bolzano, 120 a cittadino.

Malattia di Crohn, remissione endoscopica migliore grazie a concentrazioni sieriche maggiori di vedolizumab

Pubblicato il 09 Lug 2019 alle 6:43am

I pazienti affetti da malattia di Crohn (CD) con livelli sierici di farmaco (vedolizumab) più elevati sperimentano tassi migliori di remissione endoscopica. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato di recente su Gastroenterology. (altro…)

Farmaci salva-vacanze, quali portare con sé in valigia

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 6:19am

Mare o mantagna, città o campagna, Italia o estero – è importante non dimenticare mai di portare con sé in valigia i «farmaci salva-vacanza», quelli con il bollino rosso per cui non è necessaria la prescrizione medica. (altro…)

Antibiotici, i medicinali pericolosi che fanno diventare invalidi

Pubblicato il 19 Apr 2019 alle 11:57am

Finire col diventare invalido per una semplice sinusite basta veramente molto poco. Non si tratta, esclusivamente di una complicazione patologica, ma di un terribile effetto collaterale della cura. Sono molti, infatti, i farmaci che prevedono tra le conseguenze non previste dell’ assunzione disturbi ben più gravi, che in alcuni casi possono anche portare anche alla morte.

E’ il caso di una famiglia di antibiotici su cui l’ Agenzia italiana del farmaco ha deciso di puntare i riflettori fino ad arrivare al divieto della commercializzazione a causa di alcuni principi attivi in esso contenuti.

La classe di farmaci attenzionata dall’ autorità nazionale che opera sotto la vigilanza e la direzione del ministero della Salute, è quella degli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici che curano le infezioni di vario tipo. In particolare quelle che colpiscono l’ apparato respiratorio e quello urinario. Farmaci che vengono normalmente prescritti, in caso di faringiti, tonsilliti, bronchiti, rinosinusiti, otiti e cistiti.

Medicinali che secondo quanto riporta l’ Aifa in una circolare diffusa pochi giorni fa, possono provocare «reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso».

Nei casi più gravi che riguardano ossa e muscoli si possono verificare tendiniti, rotture del tendine, mialgia, debolezza muscolare, artralgia, gonfiore e disturbi della deambulazione. Sul fronte del sistema nervoso centrale e periferico gli effetti collaterali gravi vanno dall’insonnia alla depressione, dall’affaticamento ai disturbi della memoria, fino ad arrivare alla compromissione della vista, dell’ udito, dell’ olfatto e del gusto. Nel caso dei fluorochinoloni ci sono anche rischi di aneurisma aortico e di dissezione aortica.

Sonnellino pomeridiano abbassa la pressione quanto i farmaci, lo rivela uno studio

Pubblicato il 16 Mar 2019 alle 7:42am

Schiacciare un pisolino pomeridiano fa bene alla salute e abbassa la pressione proprio come i farmaci. Dopo aver riposato per un’ora a mezzogiorno, i livelli di pressione arteriosa si è scoperto che si erano ridotti in media di 5 punti, dicono gli esperti, effetto simile rilevato con l’assunzione di farmaci o riduzione di sale nella dieta. Questa abitudine, per chi la può praticare, potrebbe portare dunque, dicono gli esperti, ad una maggiore riduzione del rischio di attacco di cuore. (altro…)

Italia primato in Europa per decessi per antibiotico-resistenza

Pubblicato il 15 Mar 2019 alle 8:23am

Il nostro Paese detiene il primato, con oltre 10mila decessi ogni anno, su 33 mila circa in Europa, delle morti da resistenza agli antibiotici, secondo un’indagine che sarà presentata oggi a Milano nel corso del VII Congresso Internazionale AMIT. In Italia, secondo l’Iss, le infezioni ospedaliere hanno un’importanza anche maggiore di tante altre malattie non infettive. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi, pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati. Nel 2050 le infezioni batteriche saranno la principale causa di decessi. Il problema delle patologie da batteri multi resistenti è sempre più attuale e tutte le istituzioni internazionali (WHO, OCSE, CDC, ECDC) hanno sviluppato algoritmi e linee guida per gestirle.

I numeri sono veramente sconvolgenti. Dai report delle più importanti agenzie sanitarie internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità, Centro europeo per il Controllo delle Malattie Infettive, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ecc.) emerge che queste resistenze determinano aumenti molto significativi dei decessi per infezioni batteriche. “Attualmente qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non ha mai preso antibiotici corre il rischio di avere un’infezione da batteri resistenti, soprattutto se si trova in ospedale o nelle altre strutture di assistenza sanitaria. I batteri non conoscono frontiere e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa ed in America Latina come anche il report dell’OMS dimostra chiaramente” afferma Marco Tinelli, presidente del Congresso AMIT insieme a Massimo Galli, rispettivamente componente del Consiglio Nazionale e presidente della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Ecco dove si consumano più farmaci: troppi antibiotici e statine

Pubblicato il 21 Ott 2018 alle 6:17am

Secondo una recente indagine, sono troppi gli antibiotici che vengono consumati al Sud. Lo stesso dicasi per la vitamina D in tutta Italia, e un consumo in eccesso di statine in un gruppo di regioni del meridione.

Resta poi da approfondire la questione del consumo di farmaci cardiovascolari.

A dirlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha elaborato e reso noto per la prima volta online i Report regionali sul consumo dei farmaci in tutto il 2017.

Obiettivo principale dei rapporti è fornire ai referenti regionali uno strumento per la programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. I Report sono stati elaborati sulla base dei dati utilizzati per la stesura del Rapporto OsMed 2017: per ciascuna regione sono state presentate le analisi contenute nel Rapporto nazionale, ritenute di maggior impatto.

Ebbene “Le differenze che emergono, partendo dagli antibiotici, confermano un consumo diverso fra Nord e Sud, e già diversi studi – ha spiegato Francesco Trotta, coordinatore del gruppo di lavoro Osmed – fanno pensare ad una potenziale inappropriatezza. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con i consumi maggiori”.

Per le statine, la differenza viene considerata fra gli esperti da approfondire, ma le regioni che ne consumano di più sono la Campania, la Puglia, la Sardegna e le Marche.

Infine i farmaci generici: resta più netta la propensione dei pazienti delle regioni del Nord a scegliere un farmaco a brevetto scaduto, e per questo più economico, mentre per i farmaci biosimilari (i biologici a brevetto scaduto) la situazione è più che altro a macchia di leopardo.

Estate, come conservare i farmaci

Pubblicato il 30 Lug 2018 alle 6:13am

Attenzione al caldo estivo, alla reazione di alcuni farmaci col sole e per questo è meglio preferire compresse o pasticche piuttosto che sciroppi.

Questi alcuni dei consigli diramati da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), per utilizzare i medicinali in sicurezza nella stagione estiva.

La campagna Farmaci & Estate è stata rilanciata al fine di riuscire a sensibilizzare con un uso corretto e sicuro i medicinali durante l’estate e le vacanze estive.

“In estate occorre qualche accorgimento in più per conservare e trasportare i farmaci nella maniera più corretta”, ricorda il direttore generale Aifa, Mario Melazzini. Il sole e le alte temperature, infatti, mettono a rischio la conservazione dei medicinali.

Per non ridurne l’efficacia e la sicurezza basta seguire alcune semplici regole:

1 – Usare formulazioni SOLIDE invece che liquide, meno suscettibili alle alte temperature. 2 – I farmaci vanno conservati in LUOGO FRESCO E ASCIUTTO, ad una temperatura mai superiore a 25 gradi. 3 – Alcuni farmaci possono indurre REAZIONI CUTANEE con l’esposizione al sole: è utile informarsi sempre con il proprio medico di fiducia, onde evitare l’esposizione tra le 11 e le 16 e utilizzare filtri solari. 4 – Ogni farmaco va tenuto nella sua CONFEZIONE ORIGINALE per sapere la data di scadenza e avere a disposizione il foglio illustrativo. 5 – In auto i farmaci NON VANNO ESPOSTI AL SOLE, è importante usare un contenitore termico e non metterli nel bagagliaio ma nell’abitacolo. 6 – Se si viaggia in aereo bisogna ricordarsi sempre di mettere i MEDICINALI NEL BAGAGLIO A MANO e portare con se le prescrizioni, in particolare se si tratta di farmaci salvavita.

La guida è disponibile anche sul sito istituzionale in formato web e stampabile. “Oltre a questi consigli pratici – conclude Melazzini – è importante leggere sempre con attenzione il foglio illustrativo e consultare il medico o il farmacista in caso di dubbi”.

Boom spesa farmaci per malattie rare, +74% in 3 anni

Pubblicato il 25 Lug 2018 alle 8:27am

Cresce, anzi aumenta a dismisura, la spesa per i farmaci contro le malattie rare in Italia, che negli ultimi tre anni è salita dai 917 milioni di euro del 2013 ai 1599 milioni del 2013, con un aumento d ben il 74,4%. E nello stesso periodo è cresciuto del 54% anche per l’incidenza sulla spesa farmaceutica totale, passata dal 4,7% al 7,2%.

E’ quanto emerge dal quarto Rapporto stilato sulla condizione delle persone con malattia rara in Italia MonitoRare, realizzato da Federazione Uniamo e presentato alla Camera.

Ad oggi nel mondo si stima che si conoscono oltre 6.000 tipi di malattie rare, alcune più comuni rispetto ad altre, come nel caso della talassemia o la emofilia e che dalle 170 pagine del rapporto emerge infatti che erano 94 i farmaci orfani disponibili in Italia a fine 2017.

“Quello delle malattie rare – commenta Giuseppe Secchi, GDL Malattie Rare Assobiotec Federchimica – è un settore in cui l’industria biotech, compresa quella italiana, sta dando un grandissimo contributo, sia dal punto di vista della ricerca che degli investimenti. Il numero delle terapie disponibili è in costante crescita e il nostro Paese gioca un ruolo di primo piano con 21 terapie nate da 14 biotech nazionali”.