preservativo

Rischi sfida del Condom tra adolescenti: aspirare i preservativi con il naso e farli uscire dalla bocca

Pubblicato il 06 Apr 2018 alle 7:16am

Inalare e ‘vomitare’ è questa la nuova demenziale e pericolosa moda che sta spopolando tra gli adolescenti, ma non solo. In poche parole, si tratta di inalare un preservativo (possibilmente mai usato) attraverso una narice, farlo passare in gola e poi tirarlo fuori dalla bocca. Una sfida che dimostra davvero il proprio coraggio, ha ironizzato qualcuno. In realtà pare che la condom challenge non sia proprio nuova, ma che esista già da un decennio. Tuttavia, è tornata di moda e sono tanti i giovani ad emularla.

I rischi Come si potrà immaginare, inalare un condom non è una pratica esente da rischi. Secondo gli esperti infatti causerebbe soffocamento, allergia al lattice o allo spermicida. Infine, il rischio di prendersi anche qualche infezione.

Su YouTube, appaiono molti video in cui i protagonisti si immortalano mentre praticano la sfida. In uno di questi si vede un’adolescente che apre una confezione di preservativo, lo srotola, poi lo attacca alla sua narice e inizia a tirare su inspirando. Il tutto chiudendo l’altra narice. Poco dopo, tira fuori il condom dalla bocca, in una scena piuttosto da voltastomaco,

Ma perché tutto ciò? Per dimostrare cosa? Invece di usare il preservativo per qualcosa di utile alla collettività e a se stessi, sesso protetto.

Il preservativo che potrebbe rivelare subito la presenza di malattie sessuali

Pubblicato il 19 Giu 2017 alle 8:05am

Si chiama ST EYE, acronimo di “occhio delle malattie sessuali”, un preservativo, frutto della geniale intuizione di alcuni giovanissimi anglosassoni.

Un un condom impregnato di alcune sostanze molecolari “reagenti” in grado di impregnarsi a diversi ceppi batterici e virali e quindi di individuare subito un cromoforo diverso per ognuna di esse.

Ebbene, in presenza di malattia sessuale il condom cambia colore seguendo una scala cromatica diversa per ogni agente infettivo:

Verde per la clamidia, giallo per l’herpes, viola per il papillomavirus, blu per la sifilide, ecc.

Un dispositivo che – se prodotto in un prezzo contenuto – potrebbe rivoluzionare la diagnosi precoce di alcune importanti MST.

Sesso e infezioni: il primo rapporto a 17 anni. Quasi 3 ragazzi su 10 non conoscono i rischi

Pubblicato il 09 Feb 2017 alle 9:25am

Quasi tre ragazzi su dieci non temono e non si proteggono da malattie come Papilloma Virus, Clamidia, Epatiti B, Hiv e tantissime altre malattie sessualmente trasmissibili.

E’ quanto è emerso da uno studio, chiamato “Conoscenza e prevenzione del Papillomavirus e delle patologie sessualmente trasmesse tra i giovani in Italia”, realizzato dal Censis, in collaborazione con Sanofi Pasteur-MSD, e e presentato ieri al Senato.

Studio che si è focalizzato su un campione di mille ragazzi di età compresa tra 12 e 24 anni, che avrebbero dichiarato (92,9%) di aver avuto il primo rapporto sessuale completo intorno ai 17 anni, di non aver preso precauzioni, di non essere stati attenti a gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale.

Dei ragazzi esaminati, solo il 74,5%, avrebbe dichiarato di essersi protetto con costanza onde evitare infezioni a trasmissione sessuale, mentre il 19,5% lo avrebbe fatto raramente, il 6% avrebbe dichiarato mai.

Questo indica – spiega Ketty Vaccaro, responsabile dell’area Welfare e Salute del Censis – che quasi 3 su 10, o un terzo dei ragazzi esaminati non teme infezioni sessuali. Dato questo certamente non rassicurante che mostra un’eccessiva tranquillita’ nell’affrontare il tema. Dicono di conoscere le malattie sessualmente trasmissibili, ma la maggior parte di essi le assimila all’Aids”.

Tra chi non si protegge, la meta’ ritiene inoltre che queste malattie si possano contrarre solo attraverso rapporti sessuali con prostitute. C’e’ poi chi, come sottolinea la dottoressa, fa “confusione tra contraccezione e prevenzione”: il 70,7% usa infatti il profilattico come strumento di prevenzione contro le malattie sessuali, ma il 17,6% ritiene che la pillola sia uno degli strumenti di prevenzione piuttosto che uno dei mezzi di contraccezione.

1 dicembre Giornata Mondiale contro l’Aids: l’importanza del sesso protetto

Pubblicato il 28 Nov 2016 alle 7:42am

“Mettitelo in testa” è lo slogan della campagna lanciata ieri a Strasburgo dall’eurodeputato del PD Daniele Viotti in vista dell’appuntamento del 1° dicembre, dedicato alla Giornata mondiale contro l’Aids. (altro…)

Durex, emoji ‘profilattico’ per sensibilizzare i giovani sul sesso sicuro

Pubblicato il 22 Nov 2015 alle 6:55am

La Durex ha proposto una importante iniziativa. L’adozione dell’emoji ‘preservativo’ nelle icone standard presenti su tutti i programmi di messaggistica.

Secondo la nota azienda di profilattici, anche se i giovani sono precoci fanno ancora molta fatica a parlare di sesso e, spesso lo affrontano con superficialità.

La presenza, invece, di un emoji ‘preservativo’ secondo gli esperti di marketing permetterebbe loro di vincere un certo imbarazzo, che hanno nel parlare di sesso sicuro. Facendo prendere loro più consapevolezza sul tema, e capire che non sono solo a rischio di Aids ma anche di altre patologie veneree e di gravidanze indesiderate che finirebbero per rovinargli la vita.

La Durex ha già sottoposto tale idea all’Unicode Consortium, associazione che si occupa della standardizzazione dei testi di tutti i programmi digitali, al fine di ottenere parere favorevole entro il 1 dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS.

Bill Gates, borsa di studio da 100.000 dollari per chi realizzerà il preservativo del futuro

Pubblicato il 25 Mar 2013 alle 12:34pm

Il re dell’informatica Bill Gates offre una borsa di studio da 100.000 dollari per chi realizzerà il preservativo del futuro. (altro…)

Raoul Bova si mette ‘a nudo’ su ‘Chi’ contro l’Aids

Pubblicato il 07 Gen 2013 alle 8:10am

L’attore Raoul Bova ha deciso di mettersi ‘a nudo’ su ‘Chi‘ motivato nella lotta contro l’Aids. La copertina che vi proponiamo è quella pubblicata dalla rivista, uscita in edicola ieri, che come commenta lo stesso attore in una nota, “racchiude il messaggio che vogliamo trasmettere, vale a dire l’importanza della prevenzione e l’uso del preservativo nei rapporti sessuali occasionali, sia etero sia omosessuali“.

Così Raoul Bova, diventa dunque il testimonial, nonché regista di uno spot del ministero della Salute per la lotta contro l’Aids, apparendo in esclusiva anche sul settimanale Chi, invitando tutti alla prevenzione: “Da tempo cerco di dare il mio contributo per ricordare malattie spesso dimenticate, perché penso che la ricerca sia fondamentale. E’ importante parlarne anche perché, nel caso dell’Aids, si ha la sensazione che le nuove generazioni non conoscano i rischi del contagio. Io, per esempio, ho un rapporto molto diretto con i miei figli, parlo con loro, e penso che ogni genitore debba spiegare, oltre all’amore e ai sentimenti, che cos’é il sesso, lavorando in modo congiunto con la scuola“.

E parlando della Chiesa, l’attore dice che “si sta avvicinando alla modernità, ha abbandonato certi concetti antichi e credo che concordi sul fatto che, prima di tutto, la vita umana vada salvata. E’ ovvio che una condotta di vita attenta sarebbe auspicabile, ma anche un unico rapporto può costare una malattia, anche per questo nella campagna abbiamo puntato sull’uso del preservativo“.

Poi Bova conclude sottolineando che “la ricerca deve andare avanti perché l’Aids è sempre un’emergenza“.

‘Parti sicuro con Travelsex’: campagna estiva per i giovani per rapporti intimi protetti

Pubblicato il 04 Lug 2011 alle 8:10am

La Sigo, lancia un ‘allarme. I giovani in vista delle prossime vacanze estive sono poco informati su cosa sia un rapporto intimo protetto. (altro…)

Aids trent’anni dopo

Pubblicato il 05 Giu 2011 alle 12:36pm

Era il 5 giugno 1981, quando le autorita’ federali Usa annunciarono che cinque giovani, in California, erano stati colpiti da una rara forma di polmonite solitamente limitata alle persone con un sistema immunitario indebolito.

Si trattava della prima notazione ufficiale di una malattia che, piu’ tardi, venne chiamata ‘sindrome da immunodeficienza acquisita’, oppure Aids.

Ebbene a distanza di trent’anni, il virus che causa l’Aids ha contagiato piu’ di 60 milioni di persone in tutto il mondo e ne ha uccise quasi la meta’.

Ad oggi, però questo contagio attraverso il virus da immunideficienza umana, l’Hiv, non e’ piu’ una sentenza di morte, grazie ai farmaci anti-retrovirali; ma purtroppo, però, la battaglia non e’ stata ancora vinta, c’è ancora molto da fare.

Continua, infatti la trasmissione attraverso contatti intimi, perchè tante persone non usano precauzioni e il preservativo.

Presto sul mercato i profilattici al Viagra

Pubblicato il 26 Apr 2011 alle 3:25pm

Sta per arrivare anche in Europa si stima per la fine dell’anno, stiamo parlando del nuovo contraccettivo con una tripla funzione: proteggere da gravidanze indesiderate, dalle malattie trasmissibili attraverso rapporti intimi e migliorare le performances. (altro…)