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Corte Giustizia Ue: vietare il velo islamico al lavoro è possibile

Pubblicato il 16 Mar 2017 alle 9:48am

Le aziende possono vietare ai propri dipendenti di indossare indumenti che fanno pensare ad una certa fede religiosa.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea, chiamata a decidere su due ricorsi presentati da due donne musulmane, uno in Belgio e un altro in Francia, relativi alla possibilità di presentarsi al lavoro con il capo coperto in osservanza della fede musulmana.

“Una regola interna che proibisca di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso non costituisce diretta discriminazione”, ha deliberato la Corte.

Nella sentenza si rileva però che il divieto “può invece costituire una discriminazione indiretta qualora venga dimostrato che l’obbligo apparentemente neutro da essa previsto comporta, di fatto, un particolare svantaggio per le persone che aderiscono a una determinata religione o ideologia.

Discriminazione indiretta che potrebbe essere giustificata da una finalità legittima, ossia, il perseguimento, da parte del datore di lavoro, di una politica di neutralità politica, filosofica e religiosa nei rapporti con i clienti, quando i mezzi impiegati per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari”.

Dolce & Gabbana, una collezione 2016 per le donne musulmane

Pubblicato il 08 Gen 2016 alle 7:20am

La celebre maison Dolce & Gabbana lancia la prima linea pensata a posta per un target di donne di origini musulmane, Abaya.

Una collezione che comprende Hijab (il velo per coprirsi il capo) e abaya (una veste, solitamente di colore nero, che copre tutto il corpo tranne il volto, i piedi e le mani).

Capi che rispettano la sobrietà del dress code islamico, ma al tempo stesso riescono ad esaltare la bellezza femminile.

Capi realizzati con tessuti leggeri e colori neutri, nei toni del beige e del nero. Tuniche e veli con gli elementi tipici della maison italiana, impreziositi da pietre preziose incrostate, pizzi, decorazioni floreali, ricami, frutti e piante rigogliose, stampe di limoni e margherite che riportano agli usi e alle tradizioni del Medio Oriente.

Unica particolarità, un leggero tocco di colore, di fantasia, nei toni del giallo, del bianco, ispirati anche a fiori e piante di quella terra.

Una collezione che è al passo con i tempi, glamour, e raffinata, tipica del celebre marchio italiano, presentata su Style.com/Arabia e dallo stesso stilista Stefano Gabbana su Instagram.

Rischio terrorismo: la Lombardia vieta il velo in ospedali e uffici pubblici

Pubblicato il 11 Dic 2015 alle 6:17am

La giunta regionale lombarda ha approvato una modifica al regolamento che vieta l’ingresso nelle strutture regionali ed ospedali, di persone a volto coperto.

Un provvedimento questo che si riferirebbe all’abbigliamento adottato dalle donne di fede islamiche che indossano burqa o niqab.

Ad annunciare tale la misura restrittiva il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri dopo giunta, ha dichiarato che: “Non si tratta di una nuova legge, e’ un regolamento che rende esplicito il riferimento a una legge nazionale”.

In pratica “chi controlla gli ingressi sa che non deve far entrare persone a volto coperto”.

Una misura che era stata già annunciata la settimana scorsa sia dall’assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali, che dallo stesso governatore Maroni.