Siria: spari su ispettori Onu. Obama e Gb pensano ad attacco limitato. Rinviato incontro Usa-Russia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Ago 2013 alle ore 10:03am


Gli ispettori Onu che dovevano mettersi al lavoro per far luce sulla vicenda dell’uso delle armi chimiche, sarebbero stati attaccati dai cecchini con colpi di arma da fuoco. A denunciare l’attacco un portavoce del Palazzo di Vetro.

Gli ispettori si sarebbero salvati, grazie ai caschi e ai giubbini antiproiettili che indossavano. Sono infatti, tornati indietro incolumi fino al posto di blocco governativo, e una volta cambiata l’auto danneggiata, hanno ripreso il loro percorso. Il regime di Bashar al-Assad da parte sua, ha accusato i ribelli per l’attacco mentre il ministero per l’Informazione, sostiene che l’agguato sia stato causato da un gruppo di terroristi. I ribelli sono, invece, del parere, che sia opera delle forze lealiste. Gli ispettori, hanno visitato la sede della Croce Rossa, dove hanno incontrato alcuni medici, poi hanno interrogato alcuni feriti a cui hanno prelevato campioni di sangue e capelli.

Intanto, però, il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato che sarà rinviato l’incontro con la Russia, previsto per il 28 agosto. Il governo russo, lamenta tale decisione per la definizione di una conferenza di pace per la Siria.

Gli Usa, insieme alla Gb, starebbero elaborando un piano di attacco contro il regime di Damasco. Il presidente Obama starebbe valutando un attacco militare “di portata e di durata limitate”. A rivelarlo fonti citate dal Washington Post. L’attacco potrebbe durare al massimo due giorni. Gli Usa, interverrebbero per punire l’uso di gas e tale intervento avrebbe anche una funzione deterrente, mantenendo però allo stesso tempo gli Stati Uniti estranei dalla guerra civile.
L’attacco si concentrerebbe sugli obiettivi militari non direttamente legati alle armi chimiche. Intanto, le agenzie di intelligence, nei prossimi giorni, rappresenteranno informazioni che rivelano la tesi dell’uso di gas da parte del governo di Assad, incluse le intercettazioni radio e telefoniche fra i comandanti dell’esercito siriano.