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Prima colazione, promossi gli italiani

Pubblicato il 20 Set 2019 alle 6:55am

Gli italiani sono stati promossi per la prima colazione. Abitudine a cui non rinunciano circa 9 italiani su 10. Ben l’88% la consuma infatti tutti i giorni (o quasi), un dato che è in costante aumento rispetto a 6 anni fa quando la sceglievano l’86%. Scende, quindi, il numero di chi la salta, passando dal 14% del 2013 al 12% del 2019. Molto bene le famiglie con figli under 14 – circa 4 milioni – dove tutti fanno colazione (98%).

Questi alcuni dei dati emersi da una ricerca a cura dell’Osservatorio Doxa/UnionFood “Io Comincio Bene” presentata ieri a Milano, nel corso di un incontro organizzato da Unione Italiana Food, la più grande associazione in Europa che raggruppa aziende produttrici di beni alimentari. Dati positivi, è stato affermato, che mostrano come la maggior parte degli italiani abbia accolto positivamente i messaggi lanciati da diversi anni dagli esperti nutrizionisti sull’importanza del primo pasto della giornata.

I giovanissimi, però, tra i 15 e i 24 anni nel 18% dei casi saltano la colazione, perché ci si alza troppo tardi (16%) o per mancanza di tempo (15%).

Depressi e con la gastrite, questa la fotografia degli italiani di oggi

Pubblicato il 22 Lug 2019 alle 8:45am

Secondo l’ultimo Rapporto Aifa (l’Agenzia del farmaco) sui consumi dei medicinali gli italiani cambiano nel corso degli anni attraverso le loro abitudini e i loro bisogni.

Siamo un popolo un po’ triste e anche arrabbiato ed infatti secondo l’indagine fatta, consumiamo in grande quantità «inibitori della pompa protonica», i farmaci per la gastrite e ancora tanti, forse troppi, antidepressivi. Soprattutto tra le donne.

In media, dice il rapporto Aifa, assumiamo un po’ più di una pasticca e mezzo al giorno, inserendo nel calcolo la popolazione intera, lattanti, compresi.

In particolare le prescrizioni riguarderebbero le molecole appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Il loro consumo registrerebbe un aumento consistente in Italia nel corso degli ultimi anni. Nel 2013 le dosi giornaliere per 1.000 abitanti erano state 39, nell’anno 2018, per poi passare quest’anno a 41,6 con un aumento del 6,2 per cento.

Ma non solo. Coloro che assumono medicinali con leggerezza e non rispettano le indicazioni terapeutiche fornite dal medico, addirittura sarebbero il 40 per cento dei casi. I più anziani i più bisognosi. L’uso degli antidepressivi aumenterebbe poi con l’età e comunque nelle donne, con differenze evidenti regione per regione. La Sardegna al top: con il 62,2% che consuma il doppio rispetto alla Basilicata, ferma al 31,9. Meno al nord e più al sud.

Farmaci molto utilizzati, anche quelli per lo stomaco, con una spesa pubblica di 2.835 milioni di euro, quasi 47 euro pro capite.

Nel complesso la spesa farmaceutica pubblica e privata si è attestata intorno ai 29 miliardi, lievemente inferiore allo scorso anno pari a 482 euro per cittadino, 492 nel 2017. Quella territoriale ammonta invece a 20.781 milioni di euro e l’ospedaliera a circa 11 miliardi. I cittadini invece pagano di tasca propria sempre di più: 8,3 miliardi, ovvero più 3,8 rispetto all’anno precedente. E tra i medicinali di classe C (a carico del cittadino) che richiedono la prescrizione medica in testa ci sono le benzodiazepine, gli psicofarmaci. Cresce pure la richiesta dei farmaci usati nella disfunzione erettile che con 219 milioni di euro sono la terza categoria a maggior acquisto, il cui consumo è passato da 2,9 dosi per 1.000 abitanti del 2014 a 3,6 del 2018. In generale assumiamo troppi farmaci.

Lo scorso anno sono state consumate complessivamente 1.571,5 dosi di medicinali al giorno ogni 1.000 abitanti, di queste il 72,3 per cento erogato dalla sanità pubblica mentre il restante 27,3 con le tasche dei cittadini.

La categoria maggiormente prescritta e dunque consumata è quella dei farmaci per il sistema cardiovascolare 487,4 dosi per 1.000 abitanti al giorno mentre sono al terzo posto in termini di spesa a carico del Ssn: 3.240 milioni di euro; 53,6 euro pro capite.

In generale al sud si spende di più per farmaci erogati in convenzione. Regione che spende di più pro capite è la Campania, 201, mentre spende meno Bolzano, 120 a cittadino.

Italiani sedentari, golosi e fumatori, ma sono quelli che muoiono di meno

Pubblicato il 18 Mag 2019 alle 6:09am

Gli italiani continuano a mangiare, fumare e infischiarsene di fare un minimo di attività fisica nonostante le linee guida internazionali indichino che l’equilibrio a tavola, il movimento e l’eliminazione del tabacco siano i principali rimedi per mantenersi in forma e in buona salute, prevenire malattie anche invalidanti e mortali. (altro…)

Mangiare pasta di sera non fa ingrassare e combatte insonnia e stress

Pubblicato il 09 Mar 2019 alle 7:29am

Sono quasi 12 milioni gli italiani che per paura di ingrassare o di compromettere il proprio sonno, scelgono invece di dire no alla pasta di sera.

Eppure, in occasione della Giornata mondiale del Sonno che ricorre il prossimo 15 marzo, arriva una importante guida stilata dall’Unione Italiana Food (già Aidepi, l’Associazione che rappresenta i pastai italiani), che aiuta ad orientarsi tra ricette di pasta più indicate a cena. Uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica The Lancet Public Health – come spiegato nel corso di un incontro che si è tenuto a Napoli – ha dimostrato che mangiare pasta a cena migliora il riposo notturno, e non fa nemmeno ingrassare.

Mangiare pasta la sera, o verso mezzanotte, è un rito che si celebra ormai da 40 anni ed è infatti tornato di moda grazie appunto alla generazione under 35 e agli chef.

Buona notizia, dunque, per quei 27 milioni di italiani che soffrono di disturbi del sonno: in quanto, mangiare pasta a cena fa bene, rilassa, facilita il sonno e non fa ingrassare, anzi fa dimagrire. Lo studio che si è concentrato sulla pastasciutta, la quale può essere consumata nelle ultime ore del giorno, soprattutto se siamo stressati e soffriamo d’insonnia, grazie appunto alla presenza in questo alimento di Triptofano e Vitamine del gruppo B potrebbe far cambiare le abitudini alimentari di un’ampia fetta della popolazione italiana. Il 65% dei consumi di pasta oggi a pranzo, mentre solo il 35% si concentra nelle ore serali. Cosa che non accade, ad esempio, per pane, frutta, verdura, carne e perfino dolce, consumati in quantità più o meno equivalenti tra i due pasti principali della giornata. Vanno controcorrente i Millennials: per il 39% degli under 35, la spaghettata da preparare tutti insieme è l’elemento irrinunciabile di una cena tra amici

Mezzi pubblici e scarsa igiene: giovani spaventati da infezioni e verruche

Pubblicato il 27 Feb 2019 alle 2:41pm

I mezzi pubblici sono considerati mezzi di trasporto veicolari di batteri e virus. Questo è quanto pensano molti ricercatori e anche giovani italiani, che hanno paura di prendersi infezioni, verruche e micosi. (altro…)

Dieta mediterranea, il 55% degli italiani conferma di non amare fritti e soffritti

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 7:55am

Secondo una ricerca Ixé resa nota da The Good Burger – Gruppo Restalia, in occasione del primo compleanno in Italia della catena, il 58% degli Italiani, si legge nella ricerca Ixé, privilegia un’alimentazione genuina e sana con attenzione ai contenuti degli alimenti adottando diversi accorgimenti tra cui consumo di frutta e verdura (65%), utilizzo di molto olio d’oliva (57%) evitando fritti e soffritti (55%). Poco sale e zucchero per, rispettivamente, il 52% e il 49% degli Italiani. Solo il 20% degli Italiani segue un’alimentazione gustosa e senza badare troppo a ciò che mangia, grassi e zuccheri.

“Gli italiani nel tempo hanno preso consapevolezza – commenta Margherita Sartorio, co-founder and CEO – ‎istituto Ixè – del valore dei prodotti della propria terra; sono ora pienamente coscienti del ruolo dello stile alimentare mediterraneo sia per il benessere personale sia in quanto elemento fondante dell’identità nazionale. Anni di educazione alimentare hanno dato i frutti attesi e la gran parte dei cittadini-consumatori sceglie con consapevolezza cosa mangiare, si informa su prodotti e produttori, chiede garanzie e sicurezza”.

Anche nei nostri ristoranti assistiamo a questa tendenza – conclude Andrea Cutispoto, country manager Italia Restalia – sia nel nostro locale a Roma sia in quelli in Spagna; anche se il prodotto maggiormente venduto è il classico TGB Burger con carne di bovino, bacon, anelli di cipolla e salsa BBQ nel corso degli ultimi due anni abbiamo assistito a un incremento del 20% delle richieste del nostro panino con petto di pollo grigliato e meno di 300 calorie. Con Slim, questo il nome della proposta, TGB ha voluto offrire il prodotto meno calorico sul mercato, per coloro che vogliono prendersi cura sia della linea che del gusto”.

Tiramisù e budini i dolci più consumati dagli italiani

Pubblicato il 08 Dic 2018 alle 6:15am

Secondo quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, per denunciare l’eccessivo consumo di zuccheri nell’alimentazione e i rischi connessi alla salute soprattutto in vista del prossimo Natale, emerge che tiramisù, budini, torte farcite con crema, panna e cioccolato sono tra i dolci più amati dagli italiani, con una percentuale di preferenze pari al 77% su un campione di 5.400 adulti (58% femmine, 42% maschi). (altro…)

Influenza, colpiti 505 mila italiani: il picco è previsto per Capodanno

Pubblicato il 05 Dic 2018 alle 8:57am

L’influenza ha già colpito, dall’inizio della sorveglianza epidemiologica, 505.000 italiani ma il picco vero e proprio deve ancora venire. E’ previsto infatti intorno a Capodanno. Solo nell’ultima settimana sono stati 138 mila le persone costrette a letto. (altro…)

Reddito di cittadinanza, cosa c’è da sapere

Pubblicato il 04 Ott 2018 alle 7:32am

Il reddito di cittadinanza potrà essere speso solo in Italia e non in contanti. Avrà un importo di 780 euro e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

Il famigerato reddito di cittadinanza non è solo il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle ma anche uno dei cardini del contratto di governo. E tra una manciata di mesi diventerà realtà. Ma come funziona? A chi spetta? E quando si potrà richiedere?

COS’E’ E COME FUNZIONA – Il reddito di cittadinanza è un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, che viene erogato solo a particolari condizioni. Per ottenerlo bisognerà possedere alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà, iscriversi al centro per l’impiego, svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, e soprattutto accettare uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l’impiego. Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza, dovrà inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

QUANTO DURA – Il reddito di cittadinanza si può ottenere per tre anni, se persistono i requisiti elencati sopra. Dopo il rifiuto di tre offerte, però, i cittadini saranno esclusi dal sussidio.

CENTRI PER L’IMPIEGO – I Cinquestelle hanno ribadito più volte: senza il potenziamento dei centri per l’impiego il reddito di cittadinanza non può partire. Stanno pertanto studiando il modello all’americana per farli funzionare e organizzare al meglio.

A partire da gennaio 2019 il primo passo sarà dunque quello di rafforzare gli attuali centri per l’impego utilizzando circa 1 miliardo e mezzo di euro. Per riformarli, il vicepremier Luigi Di Maio ha assoldato Mimmo Parisi, un professore di origini pugliesi che lavora da 30 anni in America. Direttore della National Strategic Planning and Analysis Research Center, Parisi, come ha spiegato Di Maio “darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego italiani. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri”.

A QUANTO AMMONTA L’ASSEGNO E A CHI SPETTA – L’assegno avrà un massimo di 780 euro mensili e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà (cifra calcolata dall’Istat). Chi ha qualche forma di entrata, invece, dovrebbe avere solo un’integrazione. Stando a quanto affermato da Di Maio il contributo sarà riservato ai soli cittadini italiani e a residenti in Italia da almeno 10 anni.

QUANTO VALE – Con l’approvazione della nota di aggiornamento del Def, il governo ha stimato in 10 miliardi le risorse a disposizione per introdurre il reddito di cittadinanza e contemporaneamente riformare i centri per l’impiego.

QUANDO ARRIVA – Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire da marzo-aprile 2019.

COSA CI SI PUO’ COMPRARE – Il reddito dovrebbe essere erogato sotto forma di carta acquisti o borsellino elettronico sulla tessera sanitaria e i beneficiari potranno spendere questi soldi per i beni di prima necessità, come alimenti e medicinali. Ma anche per pagare l’affitto. Il denaro non potrà essere messo da parte e si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app. Esclusa anche la possibilità di spendere i soldi in giochi d’azzardo. Le spese effettuate con la card saranno comunque tracciabili.

Addio alla dieta vegana. Ad abbandonarla due italiani su tre

Pubblicato il 19 Giu 2018 alle 8:42am

Addio alla dieta vegana. Ad abbandonarla due italiani su tre, che sono tornati ai consumi di carni, latticini o uova nel 2018.

Oggi a seguirla ancora sono solo in 460 mila, secondo lo studio, elaborato sui dati Eurispes, che la Coldiretti ha presentato al ‘Villaggio contadino’ allestito nel centro di Torino e inaugurato con il #bisteccaday e una maxi grigliata.

L’inversione di tendenza è confermata dall’aumento della spesa delle famiglie italiane per le carni, oltre il 5% nei primi mesi del 2018, stando all’analisi Coldiretti su dati Ismea.

Le fake news sull’alimentazione tra i vegani, scesi dalla quota del 3% allo 0,9%, resistono di più le donne (68% del totale) e i giovani (2% degli italiani nella fascia di et 18-24 anni). Nei giudizi, invece, la scelta di chi ha messo al bando i prodotti di origine animale divide gli italiani: il 49,4% la ritiene “radicale, fanatica e segnata dall’intolleranza”, l’altra metà pensa che sia un’opzione rispettabile e anche ammirevole. “A spingere le convinzioni alimentari sono però spesso le fake news – sostiene la Coldiretti – sui social non è difficile trovare la teoria che mangiare carne, latte o uova faccia sempre male.