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Italiani e adozione

Pubblicato il 03 Lug 2020 alle 6:38am

Gli italiani hanno un’opinione tutto sommato positiva dell’adozione di bambini. Tanto che la consiglierebbero, come via da prendere in considerazione, a una coppia che è impossibilitata ad averne di suoi. (altro…)

La Grecia (ri)apre le frontiere all’Italia: da Lombardia, Veneto, Emilia e Piemonte test obbligatori per chi arriva

Pubblicato il 01 Giu 2020 alle 6:30am

Dopo le proteste dell’Italia contro la decisione di Atene, resa nota venerdì scorso, di impedire l’ingresso ai turisti italiani, domenica mattina, a sorpresa, sul sito dell’ambasciata greca a Roma è apparso un post dal titolo «La Grecia è di nuovo pronta ad accogliere il mondo» che è di fatto una significativa modifica di quell’annuncio, che era stato registrato con sconcerto anche in altri Paesi. Anche se dall’ambasciata fanno sapere, in via informale, che non c’è stato alcun cambiamento di rotta bensì un fraintendimento sulle misure prese dal ministero del turismo: «Non c’è mai stata un’esclusione degli italiani, voi siete per noi un Paese molto vicino e molto importante».

Le regole

Fino al 15 giugno, i voli internazionali sono ammessi solo all’aeroporto di Atene: a tutti sarà effettuato un test, e tutti i visitatori dovranno trascorrere la notte in un albergo designato. In ogni caso, scatterà una quarantena: una autoquarantena di 7 giorni se il test è negativo; una quarantena sotto controllo di 14 giorni se è positivo.

Dal 15 al 30 giugno parte una nuova fase. I voli internazionali sono ammessi solo verso Atene e Salonicco. All’arrivo in aeroporto i viaggiatori provenienti dalle zone a rischio, che per l’Italia significa Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, verranno sottoposti a tutti i test del caso. «È richiesto il soggiorno di una notte in un albergo designato. Se il test è negativo, il passeggero si mette in auto- quarantena per 7 giorni. Se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni» si legge nella nota dell’ambasciata. Per tutti gli altri turisti — per esempio quelli provenienti da Roma — il tampone sarà fatto soltanto su un campione.

Dal 1 luglio in poi, invece, i voli internazionali sono ammessi in tutti gli aeroporti di Grecia, e i visitatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo. «Ulteriori restrizioni relative ad alcuni paesi saranno annunciate in un secondo momento», si legge. Dal 15 giugno saranno consentiti gli arrivi alle frontiere terrestri (dall’Albania, dalla Macedonia del Nord e dalla Bulgaria), con test a campione all’arrivo, e gli arrivi via mare saranno consentiti dal 1 ° luglio, sempre con test casuali all’arrivo. «La Grecia», spiega l’ambasciata, «in qualsiasi momento si riserva il diritto di modificare qualunque previsione sopra citata alla luce delle mutate circostanze».

Italia L’altro ieri il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, aveva duramente criticato la decisione di Austria e Grecia di non riaprire i confini ai nostri connazionali. «Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto sappia che non resteremo immobili. Esigiamo rispetto», aveva scritto su Fb chiedendo «una risposta europea». Di Maio sarà in missione in Germania il 5 giugno, in Slovenia il 6 e in Grecia il 9 per spiegare che l’Italia «è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza». Duro anche il presidente del Veneto Luca Zaia che ieri ha dichiarato: «La Grecia che mette al bando il Veneto mi pare allucinante», riferendosi alla misura (valida solo tra il 15 e il 30 giugno) della quarantena obbligatoria per chi arriva dalle 4 Regioni considerate a rischio.

Photo credit Nonsprecare.it

Coronavirus, 56 italiani tornano a casa da Wuhan

Pubblicato il 03 Feb 2020 alle 12:09pm

Al momento sono 23 i pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia: tutti sono stati già sottoposti al test per il coronavirus, che è in corso. Ad affermarlo è l’ospedale Spallanzani di Roma. Altri 13 i pazienti, aggiunti nel bollettino, isolati e dimessi subito dopo per risultato negativo del test. (altro…)

Influenza, è epidemia: oltre 207 mila contagi nella scorsa settimana

Pubblicato il 21 Dic 2019 alle 6:37am

L’influenza ha superato la soglia che fa scattare l’epidemia. Così come era stato previsto, nella seconda parte di dicembre i contagi aumentano. Soltanto nella scorsa settimana sono stati 207.000; in totale da ottobre a oggi l’influenza ha colpito 1.099.000 persone.

I dati sono contenuti nell’ultimo bollettino per la sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nella 50/ma settimana del 2019, ovvero dal 9 al 15 dicembre, l’incidenza totale è stata di 3,4 casi per mille assistiti, “sovrapponibile a quello della scorsa stagione influenzale”.

I più colpiti i bambini al di sotto dei cinque anni, in cui si osserva un’incidenza pari a 9 casi per mille mentre le regioni dove l’influenza ha più colpito sono state Piemonte, Lombardia, provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna, Umbria e Marche.

Il picco epidemico, secondo gli esperti, si attende per fine gennaio – inizio febbraio.

Italiani sempre più attenti alla salute, 2 su 3, però si informano sul web

Pubblicato il 26 Nov 2019 alle 6:19am

L’80% degli italiani cerca informazioni sul web per la propria salute. Due su tre si rivolgono al Dottor Google, ma le notizie online non sono sempre chiare e coerenti, così il medico di famiglia resta il vero baluardo, il punto di riferimento più attendibile e accreditato. (altro…)

Prima colazione, promossi gli italiani

Pubblicato il 20 Set 2019 alle 6:55am

Gli italiani sono stati promossi per la prima colazione. Abitudine a cui non rinunciano circa 9 italiani su 10. Ben l’88% la consuma infatti tutti i giorni (o quasi), un dato che è in costante aumento rispetto a 6 anni fa quando la sceglievano l’86%. Scende, quindi, il numero di chi la salta, passando dal 14% del 2013 al 12% del 2019. Molto bene le famiglie con figli under 14 – circa 4 milioni – dove tutti fanno colazione (98%).

Questi alcuni dei dati emersi da una ricerca a cura dell’Osservatorio Doxa/UnionFood “Io Comincio Bene” presentata ieri a Milano, nel corso di un incontro organizzato da Unione Italiana Food, la più grande associazione in Europa che raggruppa aziende produttrici di beni alimentari. Dati positivi, è stato affermato, che mostrano come la maggior parte degli italiani abbia accolto positivamente i messaggi lanciati da diversi anni dagli esperti nutrizionisti sull’importanza del primo pasto della giornata.

I giovanissimi, però, tra i 15 e i 24 anni nel 18% dei casi saltano la colazione, perché ci si alza troppo tardi (16%) o per mancanza di tempo (15%).

Depressi e con la gastrite, questa la fotografia degli italiani di oggi

Pubblicato il 22 Lug 2019 alle 8:45am

Secondo l’ultimo Rapporto Aifa (l’Agenzia del farmaco) sui consumi dei medicinali gli italiani cambiano nel corso degli anni attraverso le loro abitudini e i loro bisogni.

Siamo un popolo un po’ triste e anche arrabbiato ed infatti secondo l’indagine fatta, consumiamo in grande quantità «inibitori della pompa protonica», i farmaci per la gastrite e ancora tanti, forse troppi, antidepressivi. Soprattutto tra le donne.

In media, dice il rapporto Aifa, assumiamo un po’ più di una pasticca e mezzo al giorno, inserendo nel calcolo la popolazione intera, lattanti, compresi.

In particolare le prescrizioni riguarderebbero le molecole appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Il loro consumo registrerebbe un aumento consistente in Italia nel corso degli ultimi anni. Nel 2013 le dosi giornaliere per 1.000 abitanti erano state 39, nell’anno 2018, per poi passare quest’anno a 41,6 con un aumento del 6,2 per cento.

Ma non solo. Coloro che assumono medicinali con leggerezza e non rispettano le indicazioni terapeutiche fornite dal medico, addirittura sarebbero il 40 per cento dei casi. I più anziani i più bisognosi. L’uso degli antidepressivi aumenterebbe poi con l’età e comunque nelle donne, con differenze evidenti regione per regione. La Sardegna al top: con il 62,2% che consuma il doppio rispetto alla Basilicata, ferma al 31,9. Meno al nord e più al sud.

Farmaci molto utilizzati, anche quelli per lo stomaco, con una spesa pubblica di 2.835 milioni di euro, quasi 47 euro pro capite.

Nel complesso la spesa farmaceutica pubblica e privata si è attestata intorno ai 29 miliardi, lievemente inferiore allo scorso anno pari a 482 euro per cittadino, 492 nel 2017. Quella territoriale ammonta invece a 20.781 milioni di euro e l’ospedaliera a circa 11 miliardi. I cittadini invece pagano di tasca propria sempre di più: 8,3 miliardi, ovvero più 3,8 rispetto all’anno precedente. E tra i medicinali di classe C (a carico del cittadino) che richiedono la prescrizione medica in testa ci sono le benzodiazepine, gli psicofarmaci. Cresce pure la richiesta dei farmaci usati nella disfunzione erettile che con 219 milioni di euro sono la terza categoria a maggior acquisto, il cui consumo è passato da 2,9 dosi per 1.000 abitanti del 2014 a 3,6 del 2018. In generale assumiamo troppi farmaci.

Lo scorso anno sono state consumate complessivamente 1.571,5 dosi di medicinali al giorno ogni 1.000 abitanti, di queste il 72,3 per cento erogato dalla sanità pubblica mentre il restante 27,3 con le tasche dei cittadini.

La categoria maggiormente prescritta e dunque consumata è quella dei farmaci per il sistema cardiovascolare 487,4 dosi per 1.000 abitanti al giorno mentre sono al terzo posto in termini di spesa a carico del Ssn: 3.240 milioni di euro; 53,6 euro pro capite.

In generale al sud si spende di più per farmaci erogati in convenzione. Regione che spende di più pro capite è la Campania, 201, mentre spende meno Bolzano, 120 a cittadino.

Italiani sedentari, golosi e fumatori, ma sono quelli che muoiono di meno

Pubblicato il 18 Mag 2019 alle 6:09am

Gli italiani continuano a mangiare, fumare e infischiarsene di fare un minimo di attività fisica nonostante le linee guida internazionali indichino che l’equilibrio a tavola, il movimento e l’eliminazione del tabacco siano i principali rimedi per mantenersi in forma e in buona salute, prevenire malattie anche invalidanti e mortali. (altro…)

Mangiare pasta di sera non fa ingrassare e combatte insonnia e stress

Pubblicato il 09 Mar 2019 alle 7:29am

Sono quasi 12 milioni gli italiani che per paura di ingrassare o di compromettere il proprio sonno, scelgono invece di dire no alla pasta di sera.

Eppure, in occasione della Giornata mondiale del Sonno che ricorre il prossimo 15 marzo, arriva una importante guida stilata dall’Unione Italiana Food (già Aidepi, l’Associazione che rappresenta i pastai italiani), che aiuta ad orientarsi tra ricette di pasta più indicate a cena. Uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica The Lancet Public Health – come spiegato nel corso di un incontro che si è tenuto a Napoli – ha dimostrato che mangiare pasta a cena migliora il riposo notturno, e non fa nemmeno ingrassare.

Mangiare pasta la sera, o verso mezzanotte, è un rito che si celebra ormai da 40 anni ed è infatti tornato di moda grazie appunto alla generazione under 35 e agli chef.

Buona notizia, dunque, per quei 27 milioni di italiani che soffrono di disturbi del sonno: in quanto, mangiare pasta a cena fa bene, rilassa, facilita il sonno e non fa ingrassare, anzi fa dimagrire. Lo studio che si è concentrato sulla pastasciutta, la quale può essere consumata nelle ultime ore del giorno, soprattutto se siamo stressati e soffriamo d’insonnia, grazie appunto alla presenza in questo alimento di Triptofano e Vitamine del gruppo B potrebbe far cambiare le abitudini alimentari di un’ampia fetta della popolazione italiana. Il 65% dei consumi di pasta oggi a pranzo, mentre solo il 35% si concentra nelle ore serali. Cosa che non accade, ad esempio, per pane, frutta, verdura, carne e perfino dolce, consumati in quantità più o meno equivalenti tra i due pasti principali della giornata. Vanno controcorrente i Millennials: per il 39% degli under 35, la spaghettata da preparare tutti insieme è l’elemento irrinunciabile di una cena tra amici

Mezzi pubblici e scarsa igiene: giovani spaventati da infezioni e verruche

Pubblicato il 27 Feb 2019 alle 2:41pm

I mezzi pubblici sono considerati mezzi di trasporto veicolari di batteri e virus. Questo è quanto pensano molti ricercatori e anche giovani italiani, che hanno paura di prendersi infezioni, verruche e micosi. (altro…)