memoria

Anziani, memoria migliorata grazie alla stimolazione magnetica transcranica

Pubblicato il 26 Apr 2019 alle 7:14am

Con il passare degli anni, la maggior parte delle persone tende ad avere seri problemi di memoria. Una normale conseguenza dell’invecchiamento cerebrale, che non deve per forza di cose essere associata a patologie come ad esempio la demenza. Durante un piccolo studio i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine sono riusciti a ‘ringiovanire’ la memoria di 16 persone di età compresa tra i 64 e gli 80 anni, tutte con qualche piccola difficoltà a ricordare informazioni. (altro…)

Declino memoria bloccato con impulsi elettrici

Pubblicato il 12 Apr 2019 alle 8:12am

Gli organi del nostro corpo, come del resto anche il cervello non è esente da invecchiamento. Si tratta però di un processo che porta alla costante degenerazione delle connessioni interneuronali con conseguente perdita di capacità cognitive prima tra tutte la memoria. Questo processo è un passo obbligato nella vita umana. ma sembra però che gli scienziati abbiano trovato un’interruttore per invertire tale processo sfruttando la plasticità neuronale, capacità unica dei neuroni che consente l’adattamento, tramite la creazione di nuove connessioni e il riarrangiamento di quelle già presenti, a determinati stimoli.

Il Dott. Reinhart, neuroscienziato dell’Università di Boston, spiega che il lavoro si è incentrato su una parte della cognizione chiamato memoria di lavoro, fondamentale per un’ampia varietà di compiti, come ad esempio il riconoscimento dei volti, l’eseguire operazioni aritmetiche e navigare in un nuovo ambiente.

La memoria di lavoro è particolarmente sensibile ad invecchiamento e il suo deterioramento è causato da una desincronizzazione elettrica nelle due regioni temporali e frontali che ne causa il declino progressivo poiché ne riduce le capacità di interscambio di informazioni danneggiando le connessioni a distanza tra i neuroni della sostanza grigia.

Gli scienziati hanno allora deciso di fare un confronto tra 42 persone di età compresa tra i 20 e 29 anni e altre 42 persone con età compresa tra 60 e 76 anni. Il gruppo più vecchio era più lento e meno accurato nei test, perciò l’equipe ha deciso di sottoporli a stimolazione elettrica non invasiva mirando a sincronizzare le aree del cervello, ciò ha prodotto un notevole miglioramento delle prestazioni cognitive nel gruppo più anziano dei soggetti, con un risultato maggiormente positivo nei soggetti con la più critica situazione di partenza.

“Stiamo vedendo i più grandi miglioramenti nelle persone con i maggiori deficit al basale e questo è sicuramente un ottimo auspicio per il lavoro clinico nei pazienti con disturbi cognitivi“, ha dichiarato infine Reinhart.

Cullare il bebè tra le braccia aiuta ad addormentarlo prima e a migliorarne la memoria

Pubblicato il 30 Gen 2019 alle 7:16am

Coccolare un bambino, cullarlo tra le braccia lo aiuta ad addormentarsi più in fretta e potenzia in lui la memoria. Parola di esperti. Il risultato arriva da due recenti studi che sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Current Biology – entrambi condotti in Svizzera, che sostengono che un bebè, se cullato, si addormenta prima. Ma per quale motivo succede? Per dimostrarlo, gli scienziati hanno fatto dormire i volontari per due notti nel proprio “laboratorio del sonno”, mettendo loro a disposizione un letto basculante la prima notte e un letto “fisso” la seconda notte. Il risultato? La prima notte si sono addormentati tutti più in fretta e hanno avuto una fase più lunga del sonno cosiddetto rigenerante, ovvero sia di sonno profondo, quello che mette in circolo nel cervello le onde lente (e ci fa quindi svegliare più riposati). Al risveglio, i volontari sono stati sottoposti a un test di memoria – che consisteva nel ricordare coppie di parole apprese la sera prima – in cui hanno totalizzato un punteggio migliore. Da qui, la convinzione: essere cullati aiuta a dormire prima e meglio, e potenzia la memoria. (altro…)

Respirare con il naso aiuta a immagazzinare ricordi consolidati

Pubblicato il 28 Ott 2018 alle 6:46am

Memoria e respirazione sono intimamente legati, al punto che respirare dalla bocca o dal naso può influenzare il modo in cui i nostri ricordi vengono consolidati. Questa la conclusione a cui è giunto un esperimento i cui risultati sono stati diffusi sul Journal of Neuroscience. (altro…)

Iper-memoria, studiati 8 connazionali

Pubblicato il 11 Lug 2018 alle 11:02am

Un gruppo di ricercatori italiani ha trovato otto connazionali che presentano una iper-memoria autobiografica: la capacità prodigiosa di ricordare anche i dettagli più banali di una giornata qualunque di dieci anni fa, dai vestiti indossati ai cibi consumati. (altro…)

Le uova fanno bene allo sviluppo cerebrale dei più piccoli, ecco perché

Pubblicato il 24 Dic 2017 alle 10:04am

Le uova possono aiutare a migliorare la crescita dei bambini favorendo lo sviluppo cerebrale. E’ quello che rivela uno studio condotto dalla Brown School pubblicato su Pediatrics, incentrato su una ricerca condotta sui bambini di età compresa tra i sei e i nove anni in Ecuador. (altro…)

Danneggiata la stele in memoria del giudice Livatino ad Agrigento

Pubblicato il 19 Lug 2017 alle 9:22am

E’ stata spaccata in due ad Agrigento la stele in memoria del giudice Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre del ’90. Il monumento era stato fatto erigere dai genitori del giudice assassinato proprio nel luogo dove era stato ucciso, alla periferia della città dei templi. A fare la scoperta di quanto accaduto è stato un operaio che ha subito dato l’allarme.

A dare notizia, sono però i responsabili delle associazioni “Amici del Giudice Rosario Livatino” e “TECNOPOLIS” di Canicattì, che da anni organizzano iniziative in memoria del magistrato ucciso per il quale è in corso anche la chiusura della canonizzazione.

Secondo i primi accertamenti, qualcuno avrebbe spaccato in due il cerchio su cui c’era scritto “A Rosario Livatino…” facendo saltare il nome del giudice. Le associazioni presenteranno denuncia. “E’ un fatto gravissimo – dicono – che è stato scoperto proprio alla vigilia del venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio. Se qualcuno pensa di intimorirci si sbaglia. L’esempio di Rosario Livatino andrà avanti anche se, evidentemente, disturba qualcuno”.

“Abbiamo aperto un’indagine su un fatto che definisco inquietante. Seguiremo ogni spunto. Certamente non si può escludere la pista mafiosa” ha detto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Sul posto la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica per i rilievi. L’episodio è stato commentato anche dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che su Twitter ha scritto: “Onore alla memoria oltraggiata del giudice Livatino. Italia unita alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio“. “Dopo Falcone, Livatino: inutile tentativo di infangare così la memoria e l’esempio di chi ha onorato l’Italia con impegno e coraggio” ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso su Twitter, mentre per la presidente della Camera Laura Boldrini è un “vile gesto” nonché “l’ennesimo e inaccettabile oltraggio a memoria vittime di #mafia”.

Il cioccolato fa bene alla memoria, meglio ancora se extrafondente

Pubblicato il 04 Lug 2017 alle 6:50am

Il cioccolato è uno degli alleati migliori, e più buoni, per la nostra salute. Il cacao infatti oltre a donarci il buonumore, nutrire i neuroni, conciliare il sonno e fare bene al cuore è anche un ottimo rimedio naturale contro la perdita di memoria a causa dell’età. (altro…)

Cannabis efficace negli anziani contro la perdita di memoria

Pubblicato il 14 Mag 2017 alle 10:17am

Non ci crederete, ma assunta a piccole dosi la marijuana potrebbe addirittura ringiovanire il cervello delle persone anziane. (altro…)

Il caffè, un rimedio naturale contro il rischio di demenza

Pubblicato il 14 Mar 2017 alle 7:14am

Il caffè è un’ottima arma contro la demenza senile, parola di esperti. A rivelarlo un recente studio che ha scoperto che la caffeina è in grado di proteggere il cervello dall’Alzheimer.

I risultati delle ultime ricerche hanno infatti dimostrato che è un’arma vincente dal grande potere molecolare, perché capace di combattere contro la formazione di aggregati tossici.

La ricerca condotta dall’Indiana University, pubblicata in questi giorni dalla rivista Scientific Reports e Plos Biology parla degli effetti protettivi dell’enzima NMNAT2 contro l’Alzheimer.

Così pure lo studio pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: “Biological Sciences and Medical Sciences”, che dimostra chiaramente come il caffè e le altre bevande contenenti caffeina, se consumate con una certa abitudine, possano proteggere il cervello dal rischio di demenza.

Il nuovo studio americano ha testato circa 2000 molecole attive, tra le quali appunto la caffeina, alla ricerca di quelle che hanno un ruolo decisivo nell’aumentare la produzione di NMNAT2. Tra tutte le molecole testate, la più potente è la caffeina.