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Milano, due ragazzini si tagliano le guance come Joker

Pubblicato il 11 Gen 2021 alle 5:48am

Quattordicenne arrivata al pronto soccorso con profondi tagli che dagli angoli della bocca si allungano al viso. Il fidanzatino, 17enne, ferito anche lui: denunciato a piede libero per il nuovo reato di «sfregio». (altro…)

Dpcm: lo stop all’attività sportiva è in gioco la salute cognitiva degli italiani. L’analisi del neuroscienziato dello sport Aiace Rusciano

Pubblicato il 04 Nov 2020 alle 6:00am

Almeno fino al 24 novembre 2020, in Italia lo sport di base è congelato. Niente workout in palestra, niente allenamenti e gare delle società dilettantistiche, niente corsi di gruppo. A stabilirlo è il DPCM firmato il 24 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che introduce severe restrizioni per arginare la seconda ondata della pandemia da coronavirus. Non è da escludere che il blackout duri addirittura più a lungo: considerati i tempi di incubazione, è ancora presto per capire se questo primo round di limitazioni sia sufficiente ad abbassare la curva dei contagi.

Immediata la levata di scudi da parte di società e associazioni sportive dilettantistiche, che in molti casi avevano già investito per mettersi in regola con le norme di sanificazione e distanziamento e ora temono di essere definitivamente affossate. L’economia che ruota attorno allo sport è uno degli argomenti di cui si è dibattuto molto in queste convulse giornate. Si sono spese anche tante parole sul suo valore sociale, così come sull’importanza del movimento per mantenere la forma fisica e rafforzare il sistema immunitario. Molto più di rado, però, ci si sofferma su un altro aspetto: lo sport è anche un irrinunciabile presidio per la salute mentale e cognitiva delle persone di tutte le età.

A sottolinearlo è il professor Aiace Rusciano, psicologo e Phd in neuroscienze cognitive, già responsabile dell’Area psicologica e del Lab psicofisiologico di AC Milan e AC ChievoVerona. “Secondo solide evidenze scientifiche, l’attività fisica stimola la memoria, la capacità attentiva, le funzioni di apprendimento e ragionamento. Inoltre migliora la qualità del sonno e regola il tono dell’umore perché innesca un aumento del metabolismo nei network dei lobi frontali, nei gangli nella base e nell’ippocampo, area del cervello responsabile di queste funzioni. Riassumendo, lo sport stimola la produzione di dopamine ed endorfine, proprio come un farmaco naturale antidepressivo e antistress”, spiega.

I rischi per la salute psicologica e cognitiva legati all’inattività riguardano tutti, ma le categorie più esposte sono bambini e over 65. È scientificamente provato – continua Rusciano – che in età infantile la corsa favorisce la nascita di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo. La conferma è arrivata da svariati studi di neuroscienze, condotti con test neuropsicologici e risonanze magnetiche, che hanno testimoniato che i bambini di 9-10 anni che svolgono una regolare attività fisica possiedono migliori capacità di memoria e apprendimento rispetto ai coetanei più sedentari. Il cervello inoltre con il tempo si abitua all’aumento del flusso sanguigno che, a lungo termine, sviluppa la capacità di attivare e disattivare determinati geni. Senza contare che i nuovi neuroni stimolati attraverso lo sport proteggono la memoria nell’ippocampo e prevengono l’insorgere di gravi malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.

C’è un altro elemento da considerare. Il 19 ottobre il Centro Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha rilevato che, su una scala da 1 a 100, il 51% della popolazione italiana ha un livello di stress psicologico compreso tra 70 e 100. Il livello è analogo a quello del lockdown di marzo-aprile, ma le caratteristiche sono ancora più preoccupanti. All’epoca infatti a dominare era la componente ansiosa, mentre oggi prevalgono rabbia, depressione e forte disorientamento. In un clima del genere, l’esercizio fisico è un presidio non solo per il benessere individuale ma anche per la tenuta del tessuto sociale, perché favorisce il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione dello stress e dell’ansia. In sintesi, “la pratica regolare di sport deve essere protetta dallo Stato, perché permette ai cittadini di godere di una migliore salute mentale”, ribadisce Rusciano.

Ma, considerati i numeri della seconda ondata della pandemia, è davvero possibile garantire la continuità dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza? Secondo Rusciano, la risposta è sì. “Basterebbe fissare delle regole, che peraltro sono alla base del concetto stesso di sport. È sufficiente una semplice app gratuita per programmare le entrate e le uscite da palestre e centri sportivi, evitando gli assembramenti. Considerato poi che il Dpcm prevede la didattica in presenza per le scuole elementari e medie, c’è margine per aggiungere altre ore di educazione fisica”.

L’effetto combinato del lockdown, del distanziamento sociale e della mancanza di sport rappresenta insomma un rischio significativo per la salute mentale di bambini, adolescenti e anziani. “Esistono però numerose strategie promettenti per combattere il comportamento sedentario, che potrebbero essere attuate grazie al coordinamento tra Regioni, Asl, Ordine degli Psicologi ed esperti, con l’avallo dei decisori politici e il sostegno della scuola. La collaborazione fattiva di tutti questi attori ha il grande potere di incidere sulla futura curva della salute cognitiva della popolazione”.

Bambini sedentari, perché lo sport è molto importante

Pubblicato il 09 Lug 2020 alle 6:14am

I ragazzi e bambini di oggi sono molto sedentari, e per questo è importante far loro fare, tanto sport, soprattutto all’aria aperta, e in estate, anche con poco a disposizione. (altro…)

Iss: crescono i malati di scommesse, +10% in 4 anni. Adolescenti supersedentari e bevitori di alcol

Pubblicato il 03 Ott 2019 alle 6:34am

Gli adolescenti italiani sono frequenti ad abbuffate alcoliche e anche di disagio legato al gioco d’azzardo. Il disturbo riguarderebbe oltre ormai il 16% dei ragazzi di oggi.

Questo è quanto è emerso in questi giorni da un rapporto condotto dall’Iss sui ragazzi fra gli 11 e i 15 anni. Il 20-30% degli studenti poi, non fa la prima colazione, solo un terzo dei ragazzi consuma frutta e verdura una volta al giorno e meno del 10% svolge almeno un’ora al giorno di attività fisica o semplice movimento.

Nel 2018, il 43% dei 15enni e il 37% delle 15enni ha fatto ricorso al binge drinking.

Preoccupa anche il gioco d’azzardo e l’uso problematico dei social che crescono nei comportamenti a rischio degli adolescenti italiani: più di 4 su 10 hanno avuto qualche esperienza di gioco d’azzardo, con i ragazzi 15enni che risultano esserne anche più coinvolti degli altri (62%) e rispetto alle coetanee con il 23%. Arriva poi, al 16%, con un aumento del 10% in 4 anni, la quota di chi rischia o che è già definito problematico (con due sintomi del disturbo da gioco d’azzardo come per esempio aver rubato soldi per scommettere).

La prima volta a 15 anni

Pubblicato il 14 Apr 2019 alle 6:40am

I ragazzi di oggi, arrivano alla loro prima volta impreparati perché in casa non si parla di sesso.

Solo un ragazzo su 5 se ha un dubbio chiede ai genitori. A scuola non se ne parla proprio e tutti gli altri vanno sul web, nella speranza di scoprire e capirci qualche cosa di più.

I giovani e la sessualità è il tema dell’indagine condotta da Skuola.net, con il Laboratorio di studi longitudinali in Psicologia dello sviluppo dell’universit&a.

Tra l’altro dati provenienti da un’indagine condotta da Gfk Eurisko sono alquanto sconfortanti: nel 40% dei casi le giovani donne italiane non utilizzano alcun metodo contraccettivo e solo una ragazza su quattro trae le informazioni fondamentale sulla propria sessualità dall’ambito familiare. Nonostante ciò, cresca il livello culturale ed economico, il sesso mostra ancora di essere vissuto come un tabù e con troppa superficialità.

Tante infatti le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanza indesiderate anche in giovane età, a causa del “fai da te”. I giovani, dunque, crescono in una cultura completamente sbagliata da un punto di vista sessuale, troppo abbandonati ai consigli degli amici e di ciò che trovano in rete. Non hanno ancora un filtro critico adeguato per valutare ciò che è giusto e ciò che non lo è, e cercano i rimedi, emozioni e sensazioni troppo forti da gestire nel silenzio della propria stanza.

Studio europeo “Imagen”, bastano pochi spinelli per alterare il cervello dei ragazzi

Pubblicato il 16 Gen 2019 alle 7:13am

Bastano pochi spinelli per alterare la struttura del cervello nei ragazzi. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience dai ricercatori dell’Università del Vermont, negli Usa. Un anomalo incremento del volume della corteccia cerebrale, in corrispondenza di aree legate alle emozioni e alla memoria, è stato osservato per la prima volta in quattordicenni che avevano consumato cannabis occasionale.

Il risultato ottenuto dai ricercatori ora apre a nuovi interrogativi sulla legalizzazione della sostanza a scopo ricreativo. “A quanto pare basterebbe consumare solo uno o due spinelli per modificare i volumi della materia grigia in questi giovani adolescenti”, ha sottolineato lo psichiatra Hugh Garavan.

I ricercatori hanno infatti analizzato i dati relativi allo sviluppo cerebrale e salute mentale di adolescenti di Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania nell’ambito del progetto europeo “Imagen”. Lo studio in questione ha incluso 46 quattordicenni che avevano fatto uso di cannabis appena una o due volte in totale.

Dall’osservazione fatta gli specialisti si sono rilevati aumenti anomali di alcune aree della materia grigia che erano risultati essere sensibili ai cannabinoidi: le alterazioni più significative sono state riscontrate nell’amigdala (legata alla paura e altri processi emotivi) e nell’ippocampo (legato alla memoria e alle abilita’ spaziali).

La ricerca continua ora, in quanto, resta ancora da capire quali siano la portata e il significato di queste alterazioni strutturali.

Da questa sera su Rai3 il nuovo programma “Alla lavagna”. Ospiti da Salvini a Gabanelli

Pubblicato il 12 Nov 2018 alle 6:30am

I personaggi della politica, del giornalismo e dello spettacolo saranno i nuovi protagonisti del programma ‘Alla lavagna!’. Al via da questa sera di lunedì 12 novembre, ore 20.20 su Rai 3. Un programma di intrattenimento che vuole dare risposte ai ragazzi di oggi, prodotto in collaborazione con Endemol Shine Italy. (altro…)

Campi estivi, la soluzione ideale per genitori e ragazzi

Pubblicato il 14 Giu 2018 alle 6:19am

Estate, scuole chiuse per 3 mesi. La soluzione ideale, per tanti genitori e ragazzi è quella dei campi estivi.

Le ‘colonie’, così chiamate negli anni 70/80 sono ora delle vere e proprie settimane di attività ricreative, culturali, sportive, incentrate su attività legate all’arte, alla creatività, al coding, al cinema, alla letteratura, agli studi sociali, al volontariato, alla natura e alla vela, alla tutela ambientale e chi più ne ha più ne metta.

Sempre più istituti scolastici pubblici tengono aperti i cancelli per lo svolgimento dei campi estivi per gli alunni, per attività di gruppo con mensa o pranzo al sacco inclusi. E’ previsto un coinvolgimento anche da parte dei genitori che spesso, laddove il Comune non si occupa di nulla, colmano il vuoto con gruppi, associazioni ed organizzazioni per l’attività estiva dei figli, magari svolta nei giardini e nelle palestre degli stessi istituti scolastici, in accordo con i responsabili delle sedi.

Alcune Regioni, ad esempio, supportano le spese delle famiglie in difficoltà economiche, nell’iscrizione dei figli nei campi estivi comunali.

In Emilia Romagna, ad esempio, la Regione ha stanziato 6 milioni di euro per aiutare i genitori che lavorano ma hanno meno disponibilità economiche a fronteggiare la spesa per il campus dei loro figli. Oppure per i campus estivi “Io C’Entro”, organizzati dalla cooperativa L’Abbaino (consorzio Co&SO) in collaborazione con il Comune di Firenze.

Basta allora saper scegliere e vedere cosa offre la città in cui si risiede. L’estate è un’ottima occasione per bambini e ragazzi di gioco all’aria aperta, ‘fuori’ dalle mura domestiche e lontani dal computer, tv, e telefono, crescere, conoscere, socializzare e apprendere aspetti e attività nuove che non si svolgono prima durante l‘anno scolastico, perché presi dallo studio, dallo sport e da altre attività culturali.

Sclerosi Multipla, approvato negli Usa il primo farmaco per bambini e adolescenti nella cura della malattia

Pubblicato il 15 Mag 2018 alle 6:05am

Per la prima volta, la Food and drug administration – organismo governativo che in Usa si occupa di validare prodotti sanitari e alimentari – ha approvato l’utilizzo di un farmaco per il trattamento della sclerosi multipla nei bambini e negli adolescenti. (altro…)

Giugliano, tredicenne disabile violentato per strada per 4 anni da 11 minorenni

Pubblicato il 24 Mar 2017 alle 11:12am

Bambino di 13 anni affetto da una lieve disabilità mentale è stato costretto a subire per anni violenze fisiche e psichiche da parte di un branco di 11 persone, tutte minorenni.

Una storia terribile che racconta di un contesto ambientale segnato da degrado morale e tanta omertà.

Molteplici gli episodi di violenza accertati dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano, dal 2013 ad oggi, quando all’epoca dei fatti il ragazzino aveva appena 9 anni.

La vittima veniva sottoposta sistematicamente a stupri di gruppo e aggressioni fisiche a cui non poteva sottrarsi.

Le violenze si consumavano nel campetto di calcio, in via Camposcino, nei vicoli di Corso Campano, e in una sola occasione nell’appartamento di uno degli aggressori.

Il capo, un 17enne che a breve compirà 18 anni. Il 13enne veniva costretto con la forza a inginocchiarsi e a consumare rapporti orali ai vari componenti del branco. Poi veniva stuprato ripetutamente in gruppo.

A denunciare quanto stesse accadendo è stata la madre del ragazzino, che lo ha sorpreso per strada circondato dai bulli in atteggiamenti ambigui.

Messa alle strette, la giovane vittima non ha potuto che ammettere e raccontare ai genitori dei terribili abusi che stava subendo. Da lì la denuncia ai Carabinieri di Giugliano.

Appresa la notizia dell’arresto, i genitori degli 11 aggressori sono stati convocati presso la Caserma dei Carabinieri di Giugliano e hanno dato in escandescenze all’esterno della struttura. Alcuni hanno sferrato calci e pugni fuori al cancello d’ingresso, altri hanno lanciato oggetti in strada.

Per otto presunti responsabili il Gip ha disposto l’accompagnamento in comunità. Le accuse sono di violenza di gruppo e sequestro di persona.