L’Alzheimer si combatte anche con lo sport

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 13 Set 2011 alle ore 8:31am


Giovanni Frisoni, noto neurologo e ricercatore, nonché responsabile del Laboratorio di Neuroimaging all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, Istituto scientifico che opera da oltre 15 anni a livello internazionale per lo studio e la cura delle malattie neurodegenerative e psichiatriche, sostiene che una regolare attività fisica, e il movimento possono migliorare la performance cognitiva negli adulti di mezza età e ridurre al tempo stesso lo sviluppo di decadimento cognitivo della terza età.


Un esercizio fisico moderato svolto almeno tre volte la settimana consente anche di ritardare fino a cinque anni l’esordio dei disturbi di memoria e della malattia di Alzheimer.

Ed è proprio questo centro bresciano, a riconoscere l’importanza del movimento per i pazienti affetti da malattie degenerative come l’Alzheimer.

Dal 2003, infatti, oltre a portare avanti attività diagnostiche, terapeutiche e riabilitative per persone colpite da tali patologie, organizza, anche, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, una manifestazione di informazione e di raccolta fondi a sostegno di progetti di ricerca, chiamata “Fitness e Solidarieta“, i cui fondi raccolti fino ad oggi, nelle precedenti edizioni della manifestazione, hanno permesso di effettuare una serie di indagini diagnostiche altamente innovative, su immagini di risonanza magnetica, PET e analisi del liquido cefalorachidiano per la diagnosi precoce dell’Alzheimer, che ad oggi non sono ancora riconosciute e rimborsate da parte del Servizio Sanitario Nazionale.