Fitness al buio, aiuta ad ascoltare il proprio corpo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 28 Ott 2019 alle ore 8:28am

“Si chiama fitness al buio, è un percorso funzionale che richiede un solo attrezzo: una mascherina – spiega Simone Morelli, istruttore di mobilità e attività sportive per disabili visivi, ideatore del metodo -. La si colloca sugli occhi, in penombra e ci concentra sui messaggi del corpo. Privati dalla vista che ci fornisce l’80% delle informazioni, attiviamo gli altri sensi: udito e tatto prima di tutto”.

La lezione “E’ strutturata in tre parti: Ambientamento, fase centrale con esercizi di allenamento funzionale inclusi flessioni, squat, lavoro a coppie, stretching conclusivo e condivisione dell’esperienza vissuta.
Ci si può allenare da seduti, sdraiati, in piedi, in ginocchio. La musica a guidare la lezione. Molto spesso sono i partecipanti a suggerire la colonna sonora. Si parte da seduti per prendere confidenza con il contesto, si passa in quadrupedia e infine in stazione eretta. Non avendo la possibilità di guardarsi attorno, non si copiano i movimenti del vicino, ci si concentra tutto sul proprio corpo, sulle proprie emozioni, indicazioni del trainer. La lezione dura 60 minuti: soddisfacenti consumo calorico, impegno e concentrazione”.

Ma come affrontare il fitness al buio? “Per tappe, senza traumi. L’uso della mascherina avviene in modo graduale. Non è possibile calarsi all’improvviso nell’oscurità. Le prime lezioni sono di cinque minuti in cinque minuti con pause che durano circa 30 secondi fra una fase e l’altra. E’ necessario abituarsi un po’ alla volta: il buio va vissuto senza costrizioni. La vista ci dà informazioni importantissime che all’improvviso vengono a mancare: è necessario imparare a sostituirle. Dopo qualche lezione si possono aumentare i minuti e diminuire le pause. Nel giro di qualche settimana, si può affrontare la lezione completa”.

E’ bene provare anche a casa il fitness al buio? “Così si comincia a prendere confidenza con la mascherina in un ambiente conosciuto e protetto”.

1) Seduto a terra, schiena dritta, flettete le ginocchia e portatele al petto, prima la destra poi la sinistra. Ripetete i movimento almeno 10 volte per lato.

2) Provate in quadrupedia, mani sotto le spalle, ginocchia in linea con le anche. Portate in avanti il braccio destro teso per 10 volte, poi passate a quello sinistro. Attenzione, però, a non ruotare il bacino.