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Pancia e grasso addominale: a che orari è meglio mangiare

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 8:46am

Una nuova ricerca conferma che, per perdere grasso nella zona addominale, è più importante cambiare gli orari dei pasti concentrandosi solo sulle prime ore della giornata. In questo modo si riesce a perdere peso senza diminuire le calorie perché lo studio, condotto dalla ricercatrice italiana Eleonora Poggiogalle del Pennington Biomedical Research Center in USA con l’équipe di Eric Ravussin e Courtney Peterson e attualmente a La Sapienza Università di Roma, è “il primo studio clinico “randomizzato” sull’influenza degli orari dei pasti sul metabolismo e sulla riduzione della massa grassa in eccesso” spiegano gli autori, che spiegano “mangiare in sincronia con i ritmi circadiani mangiando nelle prime ore del giorno sembra ridurre il peso corporeo e migliorare la salute metabolica”.

Questo, perché, il nostro organismo attiva dei meccanismi che aumentano il senso di sazietà. Nello specifico, per dimagrire e perdere peso anche sulla pancia è importante consumare i pasti della giornata nell’arco di 6 ore, tra le 8 e le 14.

Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista scientifica Obesity, descrive uno studio che mostra come i tempi dei pasti influenzino anche il nostro metabolismo.

In Inghilterra un batterio letale che ha già contagiato 6 persone

Pubblicato il 11 Giu 2019 alle 7:39am

Tre i pazienti morti ma in tutto sarebbero sei le persone che sono state contagiate dal batterio killer contenuto nel panino letale. Il pollo preconfezionato dalla Good Food sarebbe infetto da listeria e, a lanciare la notizia, è stato proprio il ministero della sanità britannico. Due persone erano in cura alla NHS Foundation Trust dell’università di Manchester, altre lo erano alla Foundation Trust di Liverpool. La Good Food è l’azienda che fornisce gli ospedali che sono finiti nell’occhio del ciclone. La questione però è poco chiara al momento. In quanto, se da una parte il batterio della listeria non dovrebbe essere così aggressivo, dovrebbe provocare solo problemi gastrointestinali, dall’altra la stessa società non si spiega come mai la carne sia invece stata contaminata.

“Da oltre 20 anni abbiamo rifornito prestigiose imprese e società con i nostri prodotti – si legge in una nota della società – si faranno tutte le indagini del caso”. La situazione è però sfuggita di mano proprio perché ha colpito pazienti già gravemente malati.

Bambini: in Italia un decesso a settimana per soffocamento

Pubblicato il 01 Giu 2019 alle 10:32am

In Italia sono veramente tanti i bambini che muoiono nel nostro Paese a causa di soffocamento da cibo o oggetti piccoli ingoiati. Se ne stima una caso a settimana, come spiega anche il 118, che potrebbe essere evitato seguendo dei semplici ed efficaci accorgimenti. Manovre di ostruzione o rivolgendosi subito a personale qualificato.

Gli esperti del pronto soccorso sottolineano che i bambini infatti, non devono essere mai lasciati da soli quando stanno mangiando.

E’ indispensabile per questo, evitare, almeno fino all’età di 5 anni, di far mangiare cibi troppo grossi (come pezzi di carne), non adeguatamente tagliuzzati (il cui diametro non superi i 5 millimetri nei più piccoli e 1 cm nei più grandi), in particolare quando sono lisci, rotondi (acini d’uva, olive), o cilindrici (pezzi di wurstel). E comunque evitare sempre che possano essere messi in bocca cibi con ossicini, caramelle, gomme da masticare, giocattoli o pezzi di essi, monete, batterie piccole a bottone.

I genitori e i familiari riconoscere subito i segni tipici da ostruzione delle vie aeree o dell’arresto cardiaco: come nel caso del bambino che non piange (quando molto piccolo), non emette suoni (non parla, non tossisce), cambia improvvisamente colore (il volto e le labbra diventano cianotiche, ossia di colore viola, grigio), perde rapidamente coscienza o smette anche di respirare (torace immobile). In questi casi, chiamare subito il 118 diventa una priorità assoluta potenzialmente salvavita. Il telefono deve essere messo a viva voce per rimanere in contatto con gli operatori durante tutto il tempo d’arrivo dei soccorsi.

Uova: mangiarne da 2 a 4 settimana difende la vista da malattia grave

Pubblicato il 15 Apr 2019 alle 7:24am

Mangiare 2 – 4 uova a settimana proteggere la vista da una grave malattia molto diffusa in età anziana, la maculopatia legata all’età.

A rivelarlo una nuova ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Clinical Nutrition che mostra come che un consumo regolare di uova è associato a considerevole riduzione del rischio di questa patologia che colpisce il centro della retina (macula) e può portare a ipovisione e cecità.

Per chi mangia 2-4 uova a settimana il rischio, rispetto a chi consuma meno di un uovo a settimana, è praticamente dimezzato, ovvero il 49% in meno. “Un altro importante messaggio che deriva da questo studio è che per chi mangia 2-4 uova a settimana il rischio di sviluppare la forma cosiddetta umida di maculopatia è ridotto del 62% rispetto a chi consuma meno di un uovo a settimana”, a dichiararlo l’autore della ricerca, Bamini Gopinath, docente di epidemiologia presso il Westmead Institute for Medical Research in Australia.

La ricerca in questione ha coinvolto 3654 individui over-49 anni, il cui stato di salute è stato monitorato per un periodo di 15 anni. Nel corso degli anni oltre 2000 partecipanti hanno ricevuto una diagnosi di degenerazione maculare senile. Tutti i partecipanti hanno compilato questionari alimentari per stabilire la frequenza e la quantità esatta di consumo delle uova settimanali.

Gli esperti da qui, non solo hanno visto che un consumo di 2-4 uova a settimana quasi dimezzava il rischio di ammalarsi rispetto a un consumo di meno di un uovo ogni 7 giorni; ma anche che, per chi soffriva già di maculopatia, mangiare 2-4 o 5-6 uova/settimana si associava anche a un rischio ridotto del 54% e del 65% rispettivamente di progressione della malattia in fase avanzata.

Il segreto delle uova dunque è che sono una fonte naturale di due antiossidanti fondamentali per la salute retinica, luteina e zeaxantina.

Coldiretti: “Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri importati in Italia”

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 5:42am

Sarà possibile d’ora in poi conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero in Italia, cadendo così quello che viene ora definito come il “segreto di Stato” sui cibi stranieri. Ad annunciarlo è Coldiretti nel riferire del pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi dall’Autorità giudiziaria.

Si tratta dunque di un “risultato storico”, dice ancora la nota associazione dei consumatori, attraverso una nota, dopo la richiesta al Ministero della Salute, “per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”.

“Solo nel 2018 in Italia – ricorda Coldiretti – è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali figurano 70 ovvero il 17% di prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole – precisa ancora – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare arrivano dall’estero (83%). In questi casi, spiega l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana – le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di individuare e rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro”.

Torino: Terra Madre, il cibo per cambiare il mondo fino al 24 settembre al Salone del Gusto

Pubblicato il 21 Set 2018 alle 7:45am

Torna dal 20 al 24 settembre, a Torino e in tutto il Piemonte, l’appuntamento con Terra Madre Salone del Gusto che, alla sua dodicesima edizione, si presenta con una nuova formula. Organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il coinvolgimento del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, quest’anno la manifestazione avrà come tema “Food For Change”, ovvero il cibo come potente strumento per avviare una rivoluzione lenta, pacifica e globale. Bastano piccoli gesti quotidiani, la scelta di materie prime di qualità per fare la differenza. Ad influire sulla qualità e salubrità dei prodotti, sulla tutela degli ecosistemi e della biodiversità, sui mercati globali e sulla distribuzione delle risorse.

In città saranno organizzati eventi nei quartieri a partire da Mirafiori e San Salvario, mentre Nuvola Lavazza e piazza Castello ospiteranno alcune conferenze e Laboratori del Gusto, l’Enoteca (allestita a Palazzo Reale con 600 etichette da scoprire e degustare con i sommelier della Fisar) e i Food truck. L’evento si diffonderà in tutto il Piemonte grazie alle occasioni di scambio con i delegati della rete Terra Madre ospiti nelle famiglie delle 120 Città di Terra Madre, e i Tour DiVini, 15 itinerari (organizzati fino al 30 settembre insieme alle Condotte Slow Food) per scoprire le bellezze artistiche e paesaggistiche della regione e gustare i prodotti più significativi nei luoghi in cui nascono.

L’ossessione del cibo dipende anche dai batteri intestinali, parola di esperti

Pubblicato il 01 Set 2018 alle 8:50am

L’ossessione del cibo dipenderebbe anche dai batteri intestinali, parola di esperti. (altro…)

Vivere più a lungo, ecco quali sono gli alimenti preferiti dai centenari

Pubblicato il 22 Mar 2018 alle 1:27pm

Il rapporto tra cibo e longevità arriva dall’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (Aigo) al convegno annuale della Federazione italiana delle società delle malattie dell’apparato digerente (Fismad)) in corso dal 21 al 24 marzo a Roma. Nel piatto dei centenari si scopre che ci sono cose molto semplici. Che ogni pasto è composto in media dal 70% di vegetali, di cui però solo il 20% è fatto di frutta perché contiene molti zuccheri, mentre l’altro 30% è composto da proteine magre, ma tutti gli alimenti sono conditi da abbondante olio d’oliva. (altro…)

Digiunare ogni tanto fa bene alla salute, ecco perché

Pubblicato il 07 Mar 2018 alle 7:35am

La scienza sostiene che l’assenza di cibo, ogni tanto, se fatta con moderazione non faccia male. Anzi, sarebbe in grado di ridurre infiammazioni, proteggere le cellule dai danni ossidativi e favorire l’eliminazione delle cellule danneggiate, migliorare infine la risposta immunitaria. (altro…)

Gli alimenti neri che impazzano a tavola

Pubblicato il 15 Feb 2018 alle 8:27am

Da Stoccolma a Bruxelles, passando per Amsterdam, Madrid, Vienna, Varsavia, Lisbona e Milano, gli ingredienti neri, generano una certa curiosità.

Aumenta la domanda, ma anche l’offerta: ci sono infatti chef e cuochi, che decidono di cavalcare la tendenza proponendo nei loro menù piatti dalle sfumature scure, scegliendo molteplici cibi con il caratteristico colore dark.

Si parte dal ‘classico’ nero di seppia, utilizzato per spaghetti e ravioli di ispirazione cinese ripieni di salmone, oppure dal richiamo sardo, abbinati a baccalà e a contrasto con i colori della patata viola e dello zafferano giallo, e ancora in ricette vicine alla tradizione siciliana, come l’arancino. Il riso nero o venere diventa un vero e proprio protagonista del trend, utilizzato anche per fantasiosi black roll, uramaki, cirashi e tartare, ma anche come farina per burger veggy, rigorosamente racchiusi in uno scrigno di pane al carbone vegetale e per la mozzarella.

L’ingrediente base per burger e pizza neri, è il carbone vegetale che ora viene calato anche nell’acqua. Fanno infatti spopolare anche la bevanda microfiltrata a base di carbone vegetale granulare e limone, ideale per aumentare il pH dell’organismo e aumentare l’assorbimento del ferro.

Tale tendenza emerge forte anche sulla piattaforma di food delivery, Uber Eats, sulla quale gli utenti cercano ristoranti e tipi di cucine geograficamente più vicini alla propria posizione, piatti disponibili, da sperimentare.

Non tutti sanno che il carbone vegetale ha proprietà benefiche per il nostro organismo.

Il carbone vegetale è un rimedio naturale che viene consigliato di frequente nel caso in cui si presentino gonfiori addominali persistenti.

Le proprietà depurative del carbone sono note sin dall’antichità. Dal punto di vista degli integratori naturali si parla normalmente di carbone vegetale o di carbone attivo. Dal punto di vista della salute il carbone attivo viene utilizzato come integratore per disintossicare l’organismo, ad esempio in caso di intossicazione o avvelenamento.