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Se un certo medicinale in Italia non è ancora disponibile e il paziente non è così grave da poterlo ottenere a carico dello Stato si potrà ricorrere all’estero, magari attraverso l’acquisto on line.

Il ministero della salute autorizza con un circolare l’importazione ad uso squisitamente personale dei farmaci commercializzati all’estero.

Un’apertura che sembra valere anche per i malati di epatite C, anche se i medicinali anti-virus hcv non sono mai espressamente nominati nella circolare, che fissa però un limite di 30 giorni al trattamento terapeutico, mentre per debellare l’Epatite occorrono 12 settimane. Ma nulla sembra vietare un secondo acquisto all’estero.

La deroga al divieto di importazione scatta in due casi: per i medicinali che non sono ancora autorizzati nel nostro paese e vengano acquistati su richiesta del medico, e per quelli importati direttamente dal viaggiatore, “purché destinati ad uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni.”

L’importazione, specifica la circolare, ancora deve essere giustificata da “oggettive ragioni di eccezionalità”, ossia dalla “mancanza di una valida alternativa terapeutica”.

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