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Roma, sindaco Raggi vuole far pagare l’Imu alla Chiesa: “Papa Francesco disponibile”

Pubblicato il 21 Gen 2017 alle 8:42am

Il sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua maggioranza avrebbero pensato di far pagare l’Imu anche alla Chiesa di Roma. (altro…)

Virginia Raggi incontra Papa Francesco, per parlare degli ultimi e di encicliche

Pubblicato il 03 Lug 2016 alle 8:42am

Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha incontrato per la prima volta da quando è stata eletta, il santo padre Papa Francesco, in un incontro che è durato circa 20 minuti.

Lei «molto emozionata» ha rivelato di aver scoperto «una persona dall’umanità profonda» a cui non ha avuto il coraggio di chiedere quello che la base stellata in fondo si aspettava da lei; l’Imu e la questione della Chiesa.

Con Papa Bergoglio la Raggi ha voluto parlare dei dimenticati, degli ultimi della società, e grazie anche alla consegna di una lunga video-raccolta di interviste di fatte a persone comuni, proveniente dalle periferie di Roma con messaggi, appelli e inviti indirizzati al Papa, ha fatto giungere le varie richieste di aiuto.

Nel video, decine di decine di romani che hanno pregato Bergoglio di «andare avanti come sta facendo», ma anche di «concretizzare gli auspici espressi circa il pagamento dell’Imu per gli esercizi della chiesa che svolgono attività commerciale». Ecco allora che il messaggio indirettamente è arrivato forte e chiaro.

All’uscita, la neo eletta sindaca di Roma è apparsa visibilmente emozionata.

Con lei c’erano anche i genitori e il figlio Matteo di 6 anni. Poi, in un’intervista a Radio Vaticana, ha raccontato i temi del dialogo con il Papa, i passaggi apprezzati «dell’enciclica ‘Laudato si’, sembrano estremamente attuali e moderni; spiegando che c’è molto della società romana di oggi.

E ai microfoni di Oltretevere ha mandato anche un messaggio ai poteri forti capitolini e nazionali. «Le Olimpiadi a Roma? Abbiamo appena finito di pagare una rata di 90 milioni per i mondiali del ‘90 e abbiamo un debito di 13 miliardi di euro: fatevi i conti di quanto pesano sulle spalle dei cittadini questi eventi. Non ci si può indebitare per altri anni». E ancora: «I romani non mi hanno chiesto di fare le Olimpiadi, ma se con referendum le vorranno noi ci saremo».

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Quotidiano.ne

Imu e Tasi 2016, scadenza 16 giugno, chi deve pagarle

Pubblicato il 03 Giu 2016 alle 9:17am

Entro il 16 giugno gli italiani sono chiamati a versare all’Erario le prime rate di Tasi e Imu 2016, che in totale valgono circa nove miliardi di euro.

Previsti, però, esenzioni e sconti. Per la prima volta, infatti, dopo anni, le abitazioni principali saranno esentate non solo dall’imposta municipale unica, ma anche dalla tassa sui servizi indivisibili erogati dai Comuni se non sono di lusso. Restano, pertanto escluse le categorie (Cat, A1, A8 e A9).

Una novità che dovrebbe garantire un risparmio medio di circa 200 euro a famiglia.

Ecco allora uno schema che riassume in pratica quali in casi bisogna pagare:

– Confermate le esenzioni anche sulle pertinenze dell’abitazione principale, ma solo su una pertinenza per ogni tipo (box, cantine, solai…).

– Previsto uno sconto del 50% sulla base imponibile se il contratto di comodato è registrato e ha come soggetti parenti in linea retta di primo grado (genitori o figli) che utilizzano l’immobile come abitazione principale. Inoltre, il comodante non deve essere proprietario di altri immobili abitativi in Italia e deve risiedere anagraficamente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile dato in comodato. In alternativa al punto precedente, oltre all’immobile concesso in comodato può possedere nello stesso Comune un’altra abitazione non di lusso adibita a propria abitazione.

– Per le abitazioni affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile per Imu e Tasi.

LE ALIQUOTE

Non ci saranno ritocchi a quelle del 2015. Le modifiche sono possibili, ma solo al ribasso. Le aliquote definitive possono essere decise dai Comuni entro il 16 ottobre, pertanto, i contribuenti beneficeranno di eventuali cambiamenti sul pagamento della seconda rata a saldo (16 dicembre).

Legge di stabilità, l’annuncio di Renzi: “Ci sarà un provvedimento ad hoc per i bambini poveri”

Pubblicato il 11 Ott 2015 alle 6:05am

Il premier Matteo Renzi, dal palco di Verona, nell’ambito del “Tour delle 100 città” parlando delle nuove misure che la legge di stabilità vuole mettere in atto, ha annunciato che: “Ci sono un milione di bambini sotto il livello di povertà. Per la prima volta il governo farà un intervento ad hoc per i bambini sotto la soglia di povertà”. Parlando pertanto anche di crescita e di Pil tornato di nuovo al segno più.

“Dopo 3 anni di recessione finalmente la musica sta cambiando e ora finalmente il Pil è intorno all’1 per cento”.

E a seguire dell’impegno del governo di cancellare Imu e Tasi. “Dobbiamo liberare risorse e energie ecco perché nella manovra abbiamo deciso di cancellare Imu e Tasi per tutti, perché basta considerare il frutto di sacrifici come qualcosa da tassare. Speriamo che così riparta il settore delle costruzioni”.

Il premier ha poi elencato le riforme: dal jobs act alla legge elettorale, dalla scuola alla riforma del Senato, difendendo a spada tratta anche la riforma costituzionale: “Non voglio ridurre il livello della democrazia ma il numero di chi fa politica”.

E sull’eventuale uso di raid aerei contro l’Isis. Renzi ha ribadito: ‘Ne parleremo in modo trasparente, partendo dal Parlamento che ha l’insostituibile funzione di decidere su queste delicate sfide’.

Tasse sulla casa, Renzi: “Le tasse le abbassiamo noi, non la Ue”

Pubblicato il 02 Set 2015 alle 11:38am

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo ad una trasmissione radiofonica in onda su Rtl 102,5, ha annunciato che non si farà dettare l’agenda fiscale da Bruxelles, ma sarà lo stesso governo italiano a decidere se e quando ridurre le tasse. (altro…)

Imu e Tasi, l’acconto entro il 16 giugno

Pubblicato il 08 Giu 2015 alle 6:10am

Il 16 giugno prossimo, 19,7 milioni di proprietari di prime case e 25 milioni di altri immobili saranno chiamati a versare l’acconto della Tasi (Tassa sui servizi indivisibili dei Comuni quali illuminazione e manutenzione stradale), e la prima rata Imu.

Nei Comuni dove non è ancora stata deliberata l’aliquota si pagherà invece il 50% del totale pagato nel 2014.

Discorso che vale, solo se non ci sono state variazioni al proprio patrimonio immobiliare (compravendite o eredità).

Relativamente all’abitazione principale, la base imponibile si determinerà rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola poi per un coefficiente di 160. A quel punto, si applicherà la stessa aliquota dell’anno precedente e si dividerà l’importo per due.

Valida, naturalmente, per il contribuente, la possibilità di pagare di meno qualora il Comune avesse deliberato condizioni più vantaggiose rispetto al 2014. In tale condizione eseguirà il versamento secondo i parametri aggiornati.

Se invece verserà secondo i ‘vecchi’ criteri, non sbaglierà, in occasione del saldo del 16 dicembre, provvederà a fare le dovute compensazioni, in base alle delibere pubblicate dai Comuni il 28 ottobre.

Casa: in 5 anni raddoppiate le tasse ma calato il suo valore

Pubblicato il 21 Lug 2014 alle 11:11am

Negli ultimi 5 anni il valore economico delle abitazioni è sceso del 15% mentre la tassazione per gli italiani è raddoppiata. A sottolinearlo è la Cgia prendendo come spunto i dati nazionali. (altro…)

Tasi, rischio stangata “Possibile aumento del 60% sul 2013”

Pubblicato il 31 Mag 2014 alle 7:48am

La Tasi rischia di diventare una seconda Imu. La scelta è dei Comuni. Secondo Bankitalia se l’aliquota massima decisa dalle amministrazioni dovesse essere del 2,5 per mille, il prelievo sulle prime case salirebbe al 60% rispetto al 2013, tornando così ai vecchi valori dell’Imu 2012. (altro…)

Imu: abolita la seconda rata sulle abitazioni principali ma non su tutte le categorie

Pubblicato il 28 Nov 2013 alle 10:03am

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del presidente del Consiglio, e dei ministri dell’Interno, dell’Economia e Finanze, un decreto legge sull’abolizione della seconda rata dell’IMU, l’alienazione di immobili pubblici e la Banca d’Italia. Ecco quali sono i principali punti:

– SECONDA RATA IMU: abolita la seconda rata del 2013 sull’abitazione principale ad eccezione degli immobili classificati nelle categorie A/1, A/8, A/9. E per quanto riguarda l’IMU agricola per i fabbricati rurali e per gli imprenditori agricoli professionali, relativamente ai terreni è prevista l’esenzione totale dal pagamento della seconda rata.

– ALIENAZIONI IMMOBILI PUBBLICI: varate le norme che facilitano il processo di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, in particolare è stata estesa anche alle Regioni e agli Enti locali la possibilità di cedere beni immobili a Cassa Depositi e Prestiti.

– BANCA D’ITALIA: per assicurare ad essa un modello di governance che ne rafforzi l’autonomia e l’indipendenza, nel rispetto dei Trattati Europei, il decreto legge stabilisce nuove norme relativamente al capitale e agli organi dell’istituto. La Banca d’Italia è autorizzata ad aumentare il proprio capitale attraverso le riserve statutarie sino a euro 7,5 miliardi. La Banca potrà inoltre distribuire i propri dividendi annuali per un importo non superiore al 6% del capitale. Ciascun partecipante al capitale non potrà possedere una quota di capitale superiore al 5%. La Banca d’Italia inoltre, potrà acquistare le quote di partecipazione in possesso di altri soggetti. Il nuovo decreto amplia infine il novero dei soggetti italiani ed europei che possono detenere quote del capitale. I soggetti autorizzati possono essere: banche, fondazioni, assicurazioni, enti ed istituti di previdenza, inclusi fondi pensione. Per effetto di questa modifica normativa, le banche potranno essere autorizzate ad includere le quote nel patrimonio di vigilanza, rafforzandone la base di capitale.

Il ministro Saccomanni ha precisato che le coperture per la cancellazione della seconda rata Imu saranno ‘’a carico del sistema bancario: un terzo verrà coperta dagli anticipi sulle imposizioni del risparmio amministrato e due terzi da anticipi Ires e Irap che sono anticipi a fronte di un aumento delle aliquote del 2014’’.

Premier Letta “no seconda rata Imu e dismissioni per 10-12 mld, dalle quote Eni alla holding reti”

Pubblicato il 22 Nov 2013 alle 10:18am

Il decreto che abolisce la seconda rata dell’Imu è stato rinviato al Cdm di martedì prossimo. Lo ha annunciato il premier Letta, spiegando che lo slittamento è dovuto a ragioni formali, cioè al fatto che il decreto deve essere varato contestualmente al decreto sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, per il quale il governo attende una lettera con il parere della Bce. In tale contesto, martedì i deciderà anche sulla questione dell’esenzione dei terreni agricoli. Già confermata invece l’esenzione dell’Imu su fabbricati rurali.

Enrico cLetta spiega inoltre che “Le cessioni in programma da parte del governo vedono soggetti di non controllo come Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Grandi stazioni”, aggiungendo che “Nel pacchetto di cessioni c’è anche una operazione di buyback che riguarda Eni e che comporterà la cessione di un 3%, senza che questo comporti lo scendere sotto il 30%”.

Si tratterà dunque di dismissioni di risorse spiegando ancora che “l’operazione di cessione di quote societarie dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro” nelle casse dello Stato, di cui la metà andrà a ridurre il debito nel 2014 e il resto a “ricapitalizzazione della Cassa depositi e prestiti“.