politica estera

Italia e politica estera: Il premier Conte: “Questo governo non cadrà, non siamo isolati. Questa Europa al canto del cigno”

Pubblicato il 14 Feb 2019 alle 10:59am

“Il governo va avanti. Andremo avanti anche più forte di prima”. Lo assicura il premier Conte che, in due colloqui con Corriere della Sera e Repubblica, parla dello scontro di martedì al Parlamento europeo: “Per colpirmi hanno usato falsità. Si trascura il consenso interno altissimo che la mia maggioranza ha e altri Paesi no”. “Il mio è un governo che esprime il cambiamento in atto in Italia e in Europa. Per questo mi hanno attaccato. Molti di loro sanno che non verranno rieletti. Sono figli di forze con una vecchia ispirazione. Il nuovo vento li spiazza”, afferma Conte. “Chi parlava apparteneva alle vecchie famiglie politiche. Anzi, per molti di loro era una sorta di canto del cigno”.

“Mi hanno descritto come confuso. Ma non è vero. Semmai ero amareggiato, perché è stata persa un’occasione. Potevamo discutere del futuro dell’Unione e invece alcuni parlamentari hanno trasformato l’aula di Strasburgo in un’arena da talk show”, prosegue Conte, che parla di “attacchi scomposti” a cui – dice – “ho risposto pan per focaccia”. “Hanno insultato me e attraverso di me tutto il nostro Paese. Non potevo accettarlo. E avevo l’obbligo di far notare che io, a differenza di altri, non son un prestanome di qualche comitato d’affari. Che non ho conflitti di interesse”, sottolinea. Sul fatto che gli attacchi fossero rivolti a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio, “il leader del governo sono io, più di loro. Io rappresento l’unità e l’azione dell’esecutivo”. Il premier nega dunque l’immagine di un’Italia isolata: “Con Angela Merkel il rapporto è eccellente. Con Parigi risolveremo presto. E non siamo mai stati contro l’Ue. Noi lavoriamo semmai a un cambio di rotta, per un’Europa più equa e solidale. Siamo per il cambiamento e le famiglie tradizionali europee si oppongono”, dichiara. Sulla Francia, “l presidente Mattarella come sempre si è mosso molto bene. D’altronde non pensavo che la polemica potesse protrarsi a lungo”, osserva Conte, secondo cui “i gilet gialli, per quanto in modo confuso e a volte sbagliato, cercano di interpretare quanto di muovo si sta muovendo nella società francese, che piaccia o no”. Quanto al Venezuela, “Noi non appoggiamo Maduro. Chiediamo fin dall’inizio elezioni libere e rapide”, rimarca Conte. E su “Di Battista non ha un ruolo di governo e le sue posizioni non lo rispecchiano”.

Migranti, Juncker: “Conte ha ragione, Ue pronta a coordinare cellula di crisi”

Pubblicato il 20 Lug 2018 alle 11:10am

«L’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi», e gli avvenimenti di questo fine settimana «hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo». Tuttavia «queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile». A dirlo è il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in una lettera indirizzata al premier italiano Giuseppe Conte.

Per questo motivo, ha precisato Junker <

E’ Emmanuel Macron, 39 anni, il nuovo presidente francese

Pubblicato il 08 Mag 2017 alle 10:28am

Il centrista Emmanuel Macron, 39 anni, è il più giovane presidente della storia della Repubblica di Francia, dai tempi di Napoleone Buonaparte. Con il 66,06% delle preferenze il candidato centrista pro-Europa si è aggiudicato il ballottaggio contro la leader del Front National, Marine Le Pen.

«Vi servirò con amore». Con queste parole il neo eletto rpesidente francese ha ringraziato ieri sera gli elettori francesi.

«Si apre una nuova pagina, voglio che sia quella della speranza e della ritrovata fiducia», ha detto al Louvre davanti a un centinaia di migliaia di persone, sulle note dell’Inno alla Gioia. Durante il discorso la promessa di «proteggere» e «tenere unita» la Francia, e quella altrettanto solenne di «difendere il destino comune dell’Europa».

Nei primi cento giorni di mandato Emmanuel Macron li dedicherà al varo di un taglio di 10 miliardi di tasse ai ceti meno abbienti, all’abolizione della taxe d’habitation per l’80% delle famiglie e all’assunzione di migliaia di giovani nelle banlieue, oltre a 5mila nuovi agenti per il controllo delle frontiere e 10mila poliziotti in più per l’organico nazionale.

Il premier italiano Gentiloni ha espresso su Twitter tutto il suo entusiasmo per l’elezione del nuovo presidente di Francia: Evviva #Macron Presidente Una speranza si aggira per l’Europa.

Emmanuel Macron nasce ad Amiens da una famiglia borghese della città. Con i genitori, entrambi medici, il rapporto è molto freddo. La figura più importante nella sua formazione è la nonna, che lo ha cresciuto e indirizzato verso la letteratura e i valori di sinistra. “Mia nonna mi ha insegnato a studiare. Da quando avevo cinque anni, una volta finita la giornata a scuola, tornavo a casa e passavo con lei ore ad apprendere la grammatica, la storia, la geografia. Leggevo in continuazione”, confida Macron al settimanale francese Le Nouvel Observateur (Obs), “sono stato profondamente segnato da Gide, Giono e Camus, che mia nonna mi ha fatto leggere quand’ero adolescente”. La letteratura è la prima grande passione di Emmanuel Macron che inizialmente, come ha più volte dichiarato alla stampa, pensava di essere destinato a una brillante carriera di uomo di lettere. Per questo, dopo il diploma al Liceo Henri IV di Parigi, uno dei più antichi e importanti della capitale, fa domanda per entrare all’École Normale Supérieure, l’università di eccellenza che forma una parte dell’élite francese in due macro-aree: la letteratura e la scienza. Macron però fallisce il concorso, probabilmente perché, come dichiarerà all’Obs: “Non avevo né l’anima di un seminarista né la vocazione per l’insegnamento. Avevo altre vibrazioni e altre aspirazioni”. Per altre aspirazioni Macron intende l’azione, la possibilità di raggiungere traguardi importanti in breve tempo.

Altra figura importante nella sua vita è la moglie Brigitte Trogneux. Insegnava letteratura alla scuola dei gesuiti La Providence di Amiens. Aveva 36 anni, un marito che si occupava di finanza, André-Louis Auzière, e tre figli. Emmanuel Macron era un suo studente. Leggeva poesia ad alta voce nella classe, aveva 17 anni e si è innamorato della sua professoressa. “Scrivere ci ha fatto incontrare il venerdì e questo creò una sintonia incredibile tra noi”, ha detto l’ex professoressa nel documentario Macron, la stratégie du météore. Sposati dal 2007, l’ex professoressa lo ha aiutato nel suo percorso politico, nella campagna elettorale del candidato di En Marche!. Proprio lei, 24 anni più grande, ha insistito per la candidatura di Macron nel 2017, senza aspettare altri cinque anni. Nata ad Amiens, Trogneux ha 64 anni, mentre Macron ne ha quasi 40. È stata lei a creare la sua immagine politica e personale di uomo moderno, non convenzionale, in mezzo al tradizionale mondo della politica francese.

Obama accoglie Renzi: “Orgogliosi di chiamare gli italiani alleati e amici”

Pubblicato il 18 Ott 2016 alle 5:56pm

Il presidente americano Barack Obama accogliendo il presidente del Consiglio italiano, oggi alla Casa Bianca con un saluto in italiano, ha detto: “Buongiorno” e “benvenuti”, citando il detto italiano “patti chiari, amicizia lunga” per descrivere gli stretti rapporti che intercorrono fra il nostro Paese e gli Usa. (altro…)

Nato, contingente italiano nel 2018 al confine europeo con la Russia

Pubblicato il 14 Ott 2016 alle 10:36am

Un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia nel 2018. “Faranno parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici”. A dichiararlo in un colloquio con La Stampa il segretario della Nato Jens Stoltenberg. (altro…)

Turchia: stratega golpe è il fratello del vice di Erdogan. Intanto è ancora repressione

Pubblicato il 18 Lug 2016 alle 11:22am

Lo stratega militare del golpe fallito in Turchia è il generale turco Mehmet Disli, fratello di Saban Disli, deputato e vice-leader del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan.

A darne notizia diversi media locali, secondo cui sarebbe stato lui – ora agli arresti – a dare il via libera alle operazioni del putsch.

Il deputato Disli, alla quarta legislatura nonché incaricato del dipartimento economico, nelle scorse ore si era espresso pubblicamente contro il golpe.

Continua intanto la repressione: dopo i 6 mila arresti nel fine settimana altre 99 persone sono state arrestate ad Ankara dopo il tentativo di golpe di venerdì notte. Tra le persone arrestate, secondo i media turchi, anche il generale di brigata Hakan Evrim.

Caso Reggeni: Senato approva blocco ricambi per F-16 destinati all’Egitto

Pubblicato il 30 Giu 2016 alle 9:04am

Il Senato dice sì al decreto legge che blocca la fornitura di pezzi di ricambio degli F-16 destinati all’Egitto, in segno di protesta per il caso Reggeni; 159 i voti favorevoli, 5 i contrari e 17 gli astenuti. (altro…)

Elezioni in Spagna, vince il Pp di Mariano Rajoy

Pubblicato il 27 Giu 2016 alle 9:18am

Mariano Rajoy è il vincitore delle politiche spagnole, che hanno visto il tramonto del sogno di Podemos di diventare il primo partito della sinistra superando i socialisti nella guida del governo.

Il Pp conquista il 33% dei voti e 137 deputati su 350, 14 in più rispetto a dicembre, ma non molti per assicurarsi la maggioranza assoluta in Parlamento.

Il Pp è rafforzato da 14 deputati in più, davanti ai socialisti di Psoe, Podemos e Ciudadanos.

Il partito liberale Ciudadanos è pronto al dialogo per formare un esecutivo con Rajoy.

Il presidente Mattarella: “Contro l’Isis l’Italia è in prima linea”

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 12:16pm

In un’intervista rilasciata a tutto campo al direttore del Messaggero il capo dello Stato Sergio Mattarella spiega che il nostro Paese è in prima linea nell’azione antiterrorismo, che l’Isis si può battere, ma è possibile con un’azione condotta su più fronti: politico, culturale, assicurando anche una maggiore collaborazione delle intelligence tra i vari Paesi.

“Dal ritorno da uno stato libico dipende infatti la fine del califfato nella regione. La Conferenza di Roma di questi giorni è quanto mai opportuna. Una volta formato un governo libico di unità nazionale, spiega, la comunità internazionale avrà il dovere di aiutarlo e l’Italia sarà la prima ad essere disponibile”, spiega Mattarella.

E continuando “Ogni passaggio a vuoto del Parlamento sui giudici costituzionali incide sulla sua autorevolezza e su come viene valutato”.

Infine il capo dello Stato definisce un problema serio e grave lo stallo in cui sono finite le Camere nell’elezione dei tre giudici della Consulta, rimarcando con decisione che questo vuoto non può e non deve continuare.

Poi conclude dicendo che “Roma e l’Italia faranno bene la loro parte in questo anno all’insegna del Giubileo”.

Perché lo hanno già dimostrato nel giorno dell’apertura della Porta Santa, con organizzazione e vigilanza all’altezza della situazione.

Isis, Renzi: “Non inseguo le bombe degli altri, non possiamo permetterci una Libia bis”

Pubblicato il 06 Dic 2015 alle 9:59am

“Noi dobbiamo annientare i terroristi, non accontentare i commentatori. E la cosa di cui non abbiamo bisogno è un moltiplicarsi di reazioni spot senza sguardo strategico. Tutto possiamo permetterci tranne che una Libia bis. Se protagonismo significa giocare a rincorrere i bombardamenti altrui, no grazie. Abbiamo già dato. L’Italia ha utilizzato questa strategia in Libia nel 2011. Quattro anni di guerra civile dimostrano che non fu una scelta felice”.

Queste le parole del premier Renzi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera in apertura di prima pagina, in cui si sofferma sui nodi dell’economia, delle banche e delle elezioni.

“Davanti a Daesh e tutte le forme di terrorismo noi siamo pronti, anche militarmente. Se ci sarà una strategia chiara ci saremo. Ma perché questo accada adesso è cruciale un accordo a Vienna sulla Siria e uno a Roma sulla Libia: ci stiamo lavorando”, dice ancora Renzi.

“L’Italia è una forza militare impressionante. Abbiamo più truppe all’estero di tutti gli altri, dopo gli americani e come i francesi”, ma “la guerra è una cosa drammaticamente seria: te la puoi permettere se hai chiaro il dopo”.

Foto Ansa